Che territorio vogliamo lasciare? Uno che gestisce i propri rifiuti o uno che li subisce? È diventato quasi inevitabilmente questo il cuore dell’incontro “La nostra casa è il nostro pianeta”, organizzato da D’Home Edilizia al Cine Teatro Adriatico di Vieste e tenutosi il 7 maggio davanti ad una platea composta da istituzioni, associazioni e semplici cittadini. Al centro dell’iniziativa il nuovo percorso avviato dall’azienda di Michele D’Aprile e della figlia Francesca, entrata nel sistema REC - Recupero Edilizia Circolare - diventando Centro Preliminare alla Raccolta per i rifiuti edili. Un servizio nuovo per Vieste e per il Gargano, visto che D’Home rappresenta la prima realtà della provincia di Foggia e la seconda in Puglia ad aderire al consorzio nazionale. Un’attività che riguarda soprattutto il recupero e la gestione dei rifiuti derivanti da costruzioni e demolizioni, spesso trattati come materiale “invisibile”, ma che in realtà pesano enormemente nel ciclo dei rifiuti italiani. “Abbiamo voluto organizzare questo evento per sensibilizzare sul tema che è assolutamente importante in quanto i rifiuti edili rappresentano più del cinquanta per cento dei rifiuti speciali in Italia”, ha spiegato Francesca D’Aprile a l’Attacco. “Noi abbiamo aderito al consorzio nazionale circa un anno fa. Siamo i primi in provincia di Foggia e i secondi in Puglia e abbiamo pensato fosse fondamentale rendere partecipe tutta la popolazione proprio perché si tratta di tutela del territorio. I rifiuti possono diventare una risorsa”. Il punto centrale del progetto, spiegato durante la serata, è proprio la nascita del CPR, il Centro preliminare alla raccolta. In pratica imprese e privati potranno conferire materiali e rifiuti edili seguendo un percorso tracciato e regolamentato, evitando gli smaltimenti improvvisati che troppo spesso finiscono nelle campagne o nelle periferie. “La vera novità è proprio il centro preliminare alla raccolta”- ha spiegato ancora Francesca D’Aprile - “Noi in qualità di rivendita edile abbiamo seguito tutti gli step per poter erogare questo servizio. Ora sia imprese che privati possono portare da noi i materiali”. Un tema tecnico, certo. Ma che a Vieste si intreccia inevitabilmente con quello ambientale. Perché basta uscire dal centro abitato per imbattersi in cumuli di inerti, sacchi, vecchi sanitari, plastica agricola e rifiuti abbandonati lungo le strade rurali.