E’ finita 4 contro 3 la sfida tra associazioni agricole alle elezioni di domenica scorsa per il rinnovo del cda del Consorzio per la bonifica della Capitanata, sinora a guida Coldiretti tramite il presidente uscente Giuseppe De Filippo, patron di Futuragri.
Per la prima volta non è stata trovata l’intesa e le associazioni si sono presentate disunite in entrambi i Consorzi di bonifica della provincia, con l’unica differenza che per l’ente del Gargano è andata in scena la competizione tra Copagri, Coldiretti e le alleati CIA-Confagricoltura, mentre per l’ente della Capitanata la lista di Copagri non è stata accettata per nessuna delle tre fasce di contribuenza e lo scontro c’è stato tra Coldiretti (lista 1) e l’alleanza CIA-Confagricoltura-Confcooperative (lista 2).
I candidati della prima fascia di contribuenza erano 6 per Coldiretti (Francesco Casoli di Troia, Salvatore Moffa di Torremaggiore, Nunzio Caressa di Cerignola, Giuseppe Leone di Lucera, Donato Del Mastro di San Marco in Lamis, Francesco Tegon di Foggia) e il solo Nicola Giordano, consigliere uscente, per la lista 2. Il seggio è andato a Casoli.
Per la seconda fascia di contribuenza Coldiretti schierava 5 candidati (il lucerino Giuseppe Scrocco, il sanseverese Luciano Biagio Mancino, il sipontino Pasquale Di Palma, i foggiani Leonardo Vairo e Angelo Di Stefano), mentre la lista 2 era rappresentata dalle due vecchie guardie Raffaele Carrabba (CIA) e Giancarlo Frattarolo (vicepresidente provinciale di Confagricoltura). Entrano in consiglio Carrabba e Mancino.
Per la terza fascia di contribuenza Coldiretti aveva 7 candidati (Giuseppe De Filippo, il foggiano Antonio Fiordelisi, il sanseverese Antonio Sassano, il foggiano Alessandro Cardascia, Rocco Russo di Stornara, il sangiovannese Domenico Padula, il lucerino Bartolomeo Pacifico), mentre dall’altra parte c’erano 4 candidati (il foggiano Antonio Gramazio di Confagricoltura, il consigliere uscente lucerino Angelo Miano di CIA, il consigliere uscente lucerino Giuseppe Grasso di Confcooperative, Raffaele Mancino presidente a San Severo di Confagricoltura). Sono risultati eletti De Filippo, Cardascia, Gramazio e Miano.
“Se vinciamo noi il nostro presidente non sarà De Filippo ma un altro, abbiamo una posizione e idee diverse da lui”, commentavano a l’Attacco da Confagricoltura alla vigilia del voto. “Non sappiamo ancora chi, troveremo un’intesa. Deciderà chi avrà la maggioranza. Abbiamo obiettivi diversi rispetto a De Filippo”.
Il clima teso è stato visibile domenica, quando ha mandato su tutte le furie le altre associazioni la presenza degli stand di Campagna Amica Coldiretti davanti alla sede del Consorzio a Foggia ma anche nelle città in cui i consorziati erano chiamati al voto.
Nei giorni precedenti, peraltro, era circolato un manifesto molto duro di CIA, Confagricoltura e Confcooperative, in cui si accusava Coldiretti di aver spaccato il mondo agricolo (“ha disatteso gli impegni presi, trovando mille pretesti per correre da sola”) e di volere l’accorpamento coi Consorzi commissariati per creare un superconsorzio.
Così è stato letto il comunicato stampa di Coldiretti Puglia della scorsa settimana, in cui si paventava l’impossibilità di gestire i fondi del PNRR da parte dei Consorzi di bonifica soggetti a commissariamento. “La linea è dettata in Coldiretti dal regionale e dal nazionale”, sentenziano fonti interne a CIA. “Le altre associazioni danno più libertà alle organizzazioni locali. Coldiretti, invece, prima ha escluso Copagri dalla discussione e poi ha fatto saltare l’accordo già stretto con le altre associazioni, sabotandolo per il Gargano come per la Capitanata. A livello nazionale si puntava alla lista unica, c’è una chiara strategia di centralizzazione a Roma. Al Consorzio di bonifica del Gargano Coldiretti ora ha perso, passando da 4 a un solo consigliere. Puntavano alla presidenza del Consorzio di Capitanata, hanno ottenuto 4 seggi su 7 ma il punto è che i loro quattro eletti sono disuniti”.
Stando ai rumors dei rivali Coldiretti non sarebbe coesa sul mandato bis per De Filippo, che si dimise negli scorsi anni dalla presidenza provinciale dell’associazione. E non è stato eletto l’uscente Giordano, che era il nome forte di Coldiretti per la prima fascia. Accuse che Coldiretti respinge al mittente: “Non siamo stati noi a spaccare il mondo agricolo. Hanno messo sul piatto cose inutili, che non sono e non saranno mai oggetto di trattativa. Piuttosto, bisogna rendersi conto delle forze in campo. Le altre organizzazioni volevano dare un segnale a Coldiretti e invece è arrivato un segnale a loro da queste urne”, commenta a l’Attacco un dirigente dell’associazione.
“Di circa 9mila votanti 6mila hanno scelto noi. Quanto agli stand di Campagna Amica non si trattava di gazebo elettorali, non c’erano nomi né liste. De Filippo bis? Ne discuteremo e decideremo al nostro interno. Le altre organizzazioni pensino ai fatti riguardanti loro, non a cosa decide Coldiretti. Dispiace che ci siano associazioni che vogliano dire la loro sulle cose altrui. Noi siamo soddisfatti, ringraziamo tutta la macchina di Coldiretti e chi ci ha dato fiducia”.
De Filippo entrò nell’associazione come il riferimento del mondo cooperativistico, dopo l’addio di Giorgio Mercuri ed altri.
Adesso, stando ai rumors, Coldiretti potrebbe scegliere per la presidenza provinciale l’imprenditrice sannicandrese Annamaria Fallucchi, fittiana, candidata alle scorse regionali. Fallucchi avrebbe dovuto correre per la seconda fascia alle elezioni del Consorzio di bonifica del Gargano, fascia in cui però Coldiretti non è riuscita a raggiungere le firme necessarie per la lista. Poi avrebbe dovuto partecipare al voto relativo all’altro Consorzio.
Il voto è ha fatto seguito alle elezioni nel Consorzio di bonifica del Gargano, da cui è uscito un cda anagraficamente vecchio, con un Giovanni Terrenzio (appena 172 voti) da cui ci si aspettava molto di più in termini di preferenze trattandosi del numero uno in carica dal 2015.
Proprio questo insoddisfacente risultato potrebbe indebolire le chance di riconferma di Terrenzio alla presidenza, anche alla luce delle parole di Copagri.
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