Non sono piaciute a Claudio Costanzucci le dichiarazioni rese dall’ente ora guidato dal numero uno Pasquale Pazienza. Costanzucci, da sindaco di Cagnano Varano, fu negli scorsi anni vicepresidente del Parco e presidente facente funzioni fino all’insediamento di Pazienza nell’estate del 2019. L’ex primo cittadino è stato chiamato in causa dal PNG rispetto alla vicenda del finanziamento Interreg perso da oltre 3 milioni di euro. Fu l’Attacco a dare la notizia.
L’ente Parco ha voluto fare precisazioni parlando di un “un progetto non realizzabile per assenza del titolo rispetto alla caserma Murgia e incompatibile con l’allargamento del sito delle faggete vetuste da parte dell’Unesco”.
“Questi i fatti: nel 2019 la Regione Puglia, Dipartimento Turismo Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio partecipò, in qualità di partner, ad una proposta progettuale “TheRout_Net-Thematic routes and net-works”, nell’ambito del programma Interreg V-A Grecia Italia 2014/2020; l’Ente Parco Nazionale del Gargano, allora presieduto da Claudio Costanzucci e diretto da Carmela Strizzi, deliberò la propria partecipazione al progetto, candidando l’azione di ripristino del tratto dell’antica ferrovia Decauville che da Vieste portava alla Foresta Umbra e la ristrutturazione dell’immobile Caserma Murgia da destinare a ostello per l’ospitalità diffusa”, ha affermato nei giorni scorsi il PNG.
“Dopo la sottoscrizione della convenzione, a finanziamento concesso, è emersa una prima criticità connessa alla mancata disponibilità dell’immobile Caserma Murgia, di proprietà del Demanio Regionale. L’Ente Parco si è attivato presso il competente Servizio Demanio della Regione Puglia per la richiesta di concessione dell’immobile, vedendosi opporre, dal medesimo Servizio regionale, formale atto di diniego avverso la richiesta presentata (con nota del 2/2/2021). La seconda criticità è emersa a seguito dell’allargamento del sito delle faggete vetuste da parte dell’Unesco. Purtroppo il rispetto della buffer zone del sito Unesco impedisce l’esecuzione dell’intervento finanziato relativo alla Decauville. Inoltre, durante i vari sopralluoghi effettuati congiuntamente con Regione Puglia, Ente Parco e Carabinieri Forestali è emerso che l’ipotesi di tracciato presentava delle criticità dal punto di vista tecnico sia per le pendenze notevoli che per gli spazi troppo stretti per consentire il passaggio della ferrovia. L’Ente Parco alla luce delle criticità sopra rilevate chiedeva alla Regione Puglia, con nota del 14 settembre 2021, la concessione di una proroga di 18 mesi rispetto al termine fissato nel disciplinare sottoscritto. A tale richiesta la Regione opponeva il diniego. Alla luce di queste considerazioni si evince che nessuna responsabilità può essere imputabile all’Ente Parco in merito alla mancata attuazione delle azioni relative a detto finanziamento”, la conclusione.
“Mi ha lasciato molto amareggiato esser stato tirato in ballo per i fondi persi e non essere stato nemmeno citato quando il 5 novembre l’ente Parco ha reso noto di aver finanziato la realizzazione della ciclovia che collegherà le località di Capoiale e Foce Varano lungo l’asse dell’Istmo di Isola Varano”, spiega Costanzucci a l’Attacco.
“Ho davvero l’amaro in bocca, perché il progetto della ciclovia fu da me fortemente voluto. Non me l’aspettavo, mi dispiace. L’idea di far rinascere almeno un tratto della vecchia ferrovia in Foresta Umbra nacque anni fa dopo aver letto la storia della Decauville e vedendo in altri Parchi esempi di mobilità sostenibile. Proposi quell’idea per vedere se fosse possibile intercettare fondi dalla Regione e ne parlai col direttore Aldo Patruno (a capo del Dipartimento regionale cultura e turismo, ndr). C’è stato uno studio molto approfondito da parte della Regione una decina di anni fa, ma non se ne fece poi più nulla. Il tracciato della Decauville è del tutto scomparso, quello studio non era fattibile. L’idea fu inserito nell’Interreg col progetto regionale relativo alle fiabe, insieme alla creazione di un ostello in una delle vecchie caserme site in Foresta”, continua Costanzucci.
“Facemmo una delibera di giunta a gennaio 2019, poi arrivò Pazienza e il finanziamento fu acquisito. Sono state dette imprecisioni nel comunicato del Parco. Non volevamo certo rifare il tracciato della ferrovia da Mandrione in poi. L’idea era realizzare un piccolo tratto dove fosse possibile ottenere le autorizzazioni, peraltro studiando il modo per ridurre al massimo i rumori. Era un’idea in linea col riconoscimento Unesco alle faggete vetuste, sito che in seguito è stato ampliato. Non c’era un progetto definitivo, bisognava semplicemente ridefinire il percorso evitando la buffer zone Unesco. Abbiamo scoperto adesso, dopo due anni e mezzo, che è sfuggita l’occasione di fare qualcosa. Credo che si potesse tentare, almeno, di indicare un percorso differente”.
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