Nella mattinata odierna, è arrivata la proroga per altri tre mesi del mandato commissariale del professore Pasquale Pazienza alla guida dell’ente Parco nazionale del Gargano. Contro l’ipotesi che Pazienza potesse restare ancora al proprio posto si erano schierati i Sindaci dei 18 Comuni dell’area protetta.
“Il Gargano ha bisogno di un Parco vivo, inclusivo, capace di essere motore di sviluppo, custode del paesaggio e alleato delle comunità. Quello che invece abbiamo vissuto è stato un isolamento senza precedenti, con una gestione monocratica dell’ente e la estromissione dei veri rappresentanti del territorio, ovvero i sindaci ma anche associazioni ed imprese. L’assoluzione dell’ex direttrice dell’ente è solo l’ultimo tassello di un quadro desolante che ha investito uno dei Parchi più importanti d’Italia. Non possiamo più tollerare che un ente così strategico per il nostro territorio sia ridotto a un organismo statico ed improduttivo (e non per dirette responsabilità della intera tecnostruttura). Serve una svolta immediata. Il Ministero deve ascoltarci, deve nominare subito un nuovo presidente e avviare un cambio radicale di rotta, restituendo dignità e funzione al Parco”, dichiarano in maniera congiunta i primi cittadini del Gargano.
“Siamo stanchi di essere ignorati e non resteremo più a guardare. Se non ci saranno segnali concreti e immediati, se non verrà ristabilito un rapporto di ascolto e rispetto tra ente Parco e territori, siamo pronti a uscire dal Parco e, se necessario, a mettere in campo forme di protesta pubblica e coordinata”.
A rafforzare la presa di posizione fu anche il presidente della Comunità del Parco (organismo che riunisce i 18 Comuni del Gargano), il Sindaco di Carpino Rocco di Brina: “L’ente Parco, così com’è oggi, non serve al territorio. Lo diciamo con chiarezza e senza ambiguità. Abbiamo provato in tutti i modi a ricostruire un rapporto costruttivo, abbiamo lavorato per dare rappresentanza agli altri organi di governo – come il direttivo, la giunta, il vicepresidente – ma siamo stati sistematicamente ignorati. Oggi diciamo basta. Ora il ministero, sollecitato più volte da me e per conto di tutti i sindaci, deve fare la sua parte: nomini subito un nuovo presidente che sappia dialogare, ascoltare, coinvolgere; proceda immediatamente e contestualmente alla definizione del direttivo. E che non si perpetui lo schema di potere che ha portato all’isolamento del Parco”, aveva concluso di Brina.
Ma così non è stato.
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