Si è finalmente sbloccata la situazione relativa alla governance dell’ente Parco nazionale del Gargano. Oggi a Monte Sant’Angelo è stato trasmesso l’atteso decreto (datato 15 luglio scorso) del ministro dell’ambiente Gilberto Pichetto Fratin, il quale ha nominato come commissario il compagno di partito Raffaele di Mauro, quarantenne avvocato foggiano e dipendente del Consorzio per la bonifica della Capitanata, capogruppo di Forza Italia nel consiglio comunale di Foggia, vista l’intesa che dallo scorso anno è stata trovata da azzurri e meloniani sulla sua presidenza.
Una svolta importante, che era stata anticipata nelle scorse settimane da l’Attacco. Dall’inizio di luglio a oggi l’ente era piombato nel vuoto totale: se da alcuni anni mancavano consiglio direttivo, giunta esecutiva e direttore effettivo, il PNG era diventato da ultimo privo anche del proprio vertice, perché dopo la scadenza della terza ed ultima proroga commissariale in favore dell’ex presidente Pasquale Pazienza non era arrivato alcun decreto da Roma.
Contrariamente alle attese, infatti, il ministro dell’ambiente Gilberto Pichetto Fratin non aveva né concesso un’ulteriore proroga al docente Unifg né tantomeno ha nominato commissario un’altra personalità. Dal centrodestra romano trapelava la serena convinzione che il ministro avrebbe scelto di Mauro.
I tempi della politica (specie romana) sono lunghi e il decreto è giunto solo dopo 22 giorni di vuoto, per la durata di sei mesi a partire dal 15 luglio scorso, come si apprende da fonti ministeriali.
Dunque per settimane il PNG è stato totalmente nelle mani del direttore facente funzioni, il controverso Vincenzo Totaro, l’ex assessore del Comune di Monte Sant’Angelo nel 2015 dichiarato incandidabile a seguito dello scioglimento del consiglio per infiltrazioni mafiose.
E ora c'è già chi attende di Mauro al varco su cosa fare rispetto a Totaro e alle dimissioni promesse in consiglio comunale agli alleati meloniani.
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