"Ancora abbattimenti di alberi a Foggia: fuori stagione, fuori regolamento, fuori da ogni logica di tutela ambientale e del benessere animale. Sì, si continua a tagliare. Ancora una volta, in piena estate, in piena violazione dei regolamenti comunali sul verde pubblico e privato, e anche delle norme che tutelano la fauna urbana, in particolare gli uccelli nel periodo riproduttivo. La motivazione? I soliti “alberi pericolosi per l’incolumità pubblica”. Una formula generica, che da sola dovrebbe invece aprire a maggiore trasparenza, rigore tecnico e partecipazione, non certo giustificare interventi opachi e intempestivi".
"All’assessora all’Ambiente, Lucia Aprile, come Forum Patto Verde — che raccoglie diverse realtà associative impegnate per la tutela del verde urbano — avevamo chiesto alcune semplici ma fondamentali cose:
- Trasparenza: le precedenti amministrazioni pubblicavano in anticipo gli alberi da abbattere, con le relative motivazioni. Oggi invece lo veniamo a sapere solo dal rumore delle motoseghe. Troppo tardi per ogni forma di partecipazione o verifica;
- Condivisione delle relazioni tecniche e confronto sulle alternative: tagliare un albero dovrebbe essere l’ultima opzione, non la prima. Esistono soluzioni per mettere in sicurezza senza abbattere, oppure per rimandare l’intervento dopo il periodo di nidificazione. E soprattutto, esistono le cure;
- Coinvolgimento degli ornitologi del Museo di Storia Naturale di Foggia per valutare la presenza di nidi e specie protette prima di ogni intervento. Non basta dire “non c’erano nidi”, bisogna verificarlo con competenza;
- Rotazione dei tecnici agronomi o forestali incaricati dal Comune: da anni vediamo sempre le stesse firme, gli stessi approcci, gli stessi esiti. Proponiamo di attingere da un elenco pubblico e qualificato, con criteri di rotazione e indipendenza;
- Programmazione delle nuove piantumazioni: per ogni albero abbattuto, ne andrebbe piantato almeno uno nuovo, possibilmente più di uno, e con criteri ecologici, paesaggistici e di giusta compensazione. Finora, a Foggia, ciò è avvenuto solo grazie a progetti finanziati esterni, mai come vera strategia pubblica".
"Siamo ancora in attesa dopo quasi due anni di promesse pubbliche e impegni post riunioni. Nel frattempo, però, il verde urbano langue: alberi tagliati, tronchi lasciati come totem silenziosi di un disinteresse diffuso, nuovi impianti inesistenti, alberature sofferenti o abbandonate. Aspettiamo ancora una gestione del verde che sia all’altezza di una città che vuole essere moderna, sostenibile, vivibile. Nel frattempo, Foggia continua a perdere il suo patrimonio verde. E a guadagnare silenzio. E calore. Troppo calore".
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