Il lungomare del Sole – uno dei simboli storici della città - racconta una vicenda che vale per l’intera Manfredonia: un territorio segnato da scelte urbanistiche discutibili, ma anche da una natura che si ribella e tenta di rigenerarsi da sola. Costruito negli anni passati con un’eccessiva cementificazione, ha mostrato nel tempo i limiti di un modello urbanistico che ha trascurato il valore del verde e della sostenibilità ambientale. Un errore che, però, non ha segnato solo un fallimento, ma ha aperto anche una nuova fase: quella della resilienza della natura. Il concetto che sta prendendo forma è chiaro: la natura, anche quando ferita, può sorprendentemente rigenerarsi e offrire valore anche in contesti urbani. Si sta riaffermando da sé nelle aree abbandonate o trascurate del lungomare, dando origine a formazioni vegetali spontanee che disegnano una nuova costa, ricca di biodiversità e di nuovi habitat. Come spiega il Centro Studi Naturalistici (CSN) attraverso le parole di Vincenzo Rizzi che ha studiato da vicino il fenomeno, le aree abbandonate o trascurate lungo la costa stanno diventando giardini spontanei di biodiversità: “Un laboratorio a cielo aperto di ecosistemi in rigenerazione”. Alcuni cittadini associano queste zone verdi spontanee a problemi come la presenza di ratti o cattivi odori. Tuttavia, come sottolinea il CSN, si tratta di fenomeni legati alla cattiva gestione dei rifiuti e ad inefficienze urbanistiche. Altro che lamentele, perciò, visto che nel primo caso “è un fenomeno intrinsecamente legato agli agglomerati urbani e le loro densità maggiori si riscontrano proprio nei centri cittadini e in prossimità dei luoghi dove noi stessi accumuliamo rifiuti edibili”. Mentre gli eventuali effluvi sgradevoli “sono quasi sempre riconducibili a criticità di smaltimento dei rifiuti, a scarichi impropri o a una progettazione urbanistica lacunosa che favorisce il degrado”. Le forze ambientaliste propongono di valorizzare le aree del lungomare sipontino, dotandole di tutela e strumenti scientifici per monitorare il valore ecologico, attraverso un progetto che prevede anche piantumazioni di specie autoctone e la salvaguardia delle risorgive naturali, fondamentali per l’ecosistema costiero. “Abbiamo avviato questo percorso per riqualificare un po' quell’area – assicura a l’Attacco l’assessora Rita Valentino -. Ci siamo fermati un attimo perché vogliamo capire come poterla riqualificare e, al tempo stesso, mantenerla anche un po' più pulita e decorosa”.
“Poco dopo il nostro insediamento – prosegue -, siamo andati anche con il Sindaco Domenico la Marca e abbiamo fatto sopralluoghi, rendendoci conto che c’era una situazione diversa rispetto a quella che si vede dalla strada. Non è erbaccia, e non sono solo rifiuti. In quell’area ci sono sorgenti, come anche alcune specie di uccelli. Abbiamo, quindi, fatto ripulire l’area ed eseguito un taglio anti-incendio che ha evitato di tagliare i canneti, a differenza di quello che succedeva negli anni passati, visto che si tratta del periodo della nidificazione degli uccelli”.
Sono spazi che si stanno trasformando in veri e propri laboratori a cielo aperto, modelli di ecosistemi in grado di adattarsi e rigenerarsi nonostante le condizioni difficili causate dall’urbanizzazione. Tacitamente, la natura recupera terreno, dimostrando che il rapporto tra uomo e ambiente può evolvere verso forme di convivenza più sostenibili.
Nei primi giorni dell’agosto scorso, sono stati apposti alcuni pannelli informativi lungo il canneto cresciuto sul tratto di costa del lungomare, poco oltre il porto turistico Marina del Gargano. Per qualcuno è un po' come se la montagna avesse partorito il topolino, invece altri hanno apprezzato l’iniziativa perché “sono lì per ricordarci che la conoscenza è il primo passo per la cura, che il rispetto nasce dalla consapevolezza”, ha detto l’assessora all’Ambiente del Comune di Manfredonia.
Il progetto proposto dal CSN per trasformare il lungomare del Sole in un’Oasi Costiera delle Risorgive è un esempio di come si possa cercare un equilibrio fra sviluppo urbano e tutela ambientale, mettendo al centro la sostenibilità e la partecipazione della comunità. Una rigenerazione verde che non sarebbe solo un investimento sul paesaggio, ma anche sulla qualità della vita e sulla resilienza della città rispetto ai mutamenti del clima.
Tutela sì ma vincoli no: è uno dei passaggi su cui Valentino vuole sgombrare il campo da ogni dubbio. Dal mondo ambientalista sono infatti giunte sollecitazioni affinchè si scongiurino ulteriori cementificazioni selvagge e l’assessora Valentino risponde che “la nostra attenzione è focalizzata sulla riqualificazione di quell’area, cioè renderla più attrattiva possibile. Nel processo di partecipazione che perseguiamo, ben vengano le proposte come quella avanzata dal CSN”.
In questa prospettiva, il messaggio più importante è un appello a cambiare paradigma: Manfredonia non ha bisogno di altro cemento, ma di più verde, più natura e più rispetto per i processi ecologici urbani e costieri.
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