Forza Italia continua ad interrogarsi su come risolvere il pasticciaccio dell’ente Parco nazionale del Gargano, dove il presidente della Regione Michele Emiliano ha indicato a sorpresa l’outsider di Rodi Vincenzo D’Errico anziché il predestinato, ovvero l’attuale commissario straordinario Raffaele di Mauro. La mancata rinuncia da parte di D’Errico, venendo meno agli accordi presi nel partito in favore di di Mauro e anzi la sua intenzione di lasciare Forza Italia qualora fosse costretto pur di tenersi la poltrona, hanno fatto scoppiare il caso tra gli azzurri. Sia dentro che fuori il partito ci si domanda come e se si riuscirà a sbrogliare la matassa. Sorprendentemente, il mondo ambientalista – animato anche da persone di sinistra da sempre – nei giorni scorsi hanno espresso pubblicamente il proprio sostegno a di Mauro, spiegando che l’approccio già mostrato dall’avvocato e consigliere comunale foggiano è quello giusto (improntato all’ascolto e al coinvolgimento delle associazioni) e facendo capire la propria preoccupazione per l’ipotesi che sia D’Errico a dover guidare il Parco per i prossimi cinque anni. Il vulnus dell’operatore turistico di Rodi Garganico è il curriculum, che poco o nulla avrebbe a che fare con le competenze richieste al presidente di un ente Parco. E potrebbe essere proprio questa la motivazione di una bocciatura di D’Errico da parte delle commissioni ambiente di Camera e Senato.
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