L’anno prossimo sarà trascorso mezzo secolo da quando, il 26 settembre 1976, i veleni dell’ex petrolchimico Anic-Enichem di Monte Sant’Angelo-Manfredonia si riversarono sul territorio del Golfo. Avvenne a causa dello scoppio della colonna di lavaggio dell’impianto di sintesi dell’ammoniaca, il più grave degli incidenti avvenuti in relazione allo stabilimento, con danni ancora attuali sia all’ambiente che alla salute di lavoratori e residenti. Dopo 49 anni si attende ancora il completamento della bonifica di suoli e falda inquinati. Da diverso tempo, e tuttora, i dati pubblicati dal Ministero dell’ambiente relativi allo stato di avanzamento della bonifica nel SIN (Sito di interesse nazionale) di Manfredonia sono immutati: il SIN comprende complessivamente circa 216 ettari, di cui solo 29 ettari dei 96 di proprietà dell’ENI sono stati bonificati con certificazione; oltre ai 96 ettari di Eni, i restanti 120 ettari sono di proprietà del Consorzio ASI di Foggia, della Capitaneria di Porto, dell’Autorità Portuale e di vari privati. Il rapporto indica come aree potenzialmente contaminate una superficie di 86 ettari e sottolinea che il progetto di bonifica approvato riguarda 43 ettari. Le aree “non contaminate” sono indicate in 58 ettari. Si tratta degli stessi numeri che comparivano nei rapporti ministeriali negli scorsi anni. Rispetto allo stato della procedura per la bonifica della falda si indica in 48 ettari la superficie delle aree potenzialmente contaminate, mentre il progetto di bonifica approvato concerne 168 ettari. Non ci sono aree bonificate con certificazione perché sulla falda Eni Rewind (ex Syndial) non è mai intervenuta finora. Una novità è finalmente intervenuta lo scorso 3 ottobre, quando la giunta comunale d'Arienzo di Monte Sant’Angelo ha approvato il progetto esecutivo trasmesso dal direttore generale di ASSET Puglia, acquisito a giugno scorso, relativo al Piano per le indagini integrative da eseguire nelle aree di proprietà privata a destinazione agricola rientranti nel SIN di Manfredonia, per l’importo di 248.641,61 euro. Nella delibera si ricorda che, a seguito dei numerosi tavoli tecnici tenutisi con il funzionario responsabile del Dipartimento Ambiente della Regione Puglia, al fine di rispettare gli impegni assunti con la Regione e il Ministero nell’ambito dell’accordo di programma, è emersa negli scorsi anni la necessità di intraprendere un percorso di assistenza da parte delle agenzie regionali e di avviare un tavolo interlocutorio con ASSET per definire quanto prima un piano d’azione di impulso all’avvio e alla conclusione dell’intervento.
Nel 2023 fu approvata la convenzione tra l’agenzia regionale ASSET e il Comune di Monte Sant’Angelo. Dopo le interlocuzioni intercorse con i progettisti incaricati da ASSET, l’ARPA (Agenzia regionale per la prevenzione e la protezione dell’ambiente) recependo il piano di indagini integrative inoltrato a fine 2024, concordò con la proposta di campionamento dei terreni in corrispondenza dei punti di sondaggio indagati durante la caratterizzazione del 2013, tenendo conto delle profondità alle quali sono stati riscontrati i superamenti della CSC. Il progetto trasmesso a giugno da ASSET è stato sottoposto a verifica, attività conclusasi a fine luglio.
“La competenza della bonifica dei suoli privati agricoli - ma ora fanno parte del consorzio ASI e quindi sono anche loro industriali - è regionale ed il soggetto attuatore è il Comune di Monte Sant'Angelo”, commentano a l’Attacco il consigliere delegato alle bonifiche del Comune di Manfredonia, professor Alfredo De Luca, e l’avvocata Innocenza Starace, ex assessora comunale all’ambiente.
“ASSET è una struttura tecnica regionale che serve di supporto alle amministrazioni comunali che non hanno le competenze tecniche necessarie. Visto che fino ad oggi dal 2006 al 2024 i dati della bonifica della falda sottostante l'area ex Enichem ci danno una quantità di arsenico che viene eliminata attraverso il processo di depurazione di circa due quintali ad anno, come Europa verde ci chiediamo quanto arsenico, ma anche benzene toluene e altri metalli pesanti, siano andati a finire in mare passando al di sotto di questi terreni la cui bonifica è iniziata da pochissimi anni e con questo ulteriore intervento proseguono. Ci aspettiamo che il Comune di Monte ci invii un report delle bonifiche in corso, anche per conoscere il sistema adottato per trattenere e depurare i contaminanti”, concludono De Luca e Starace, co-portavoce provinciale del partito e candidata di Europa Verde nella lista AVS per le regionali di novembre.
Fu proprio Starace che nel 2018, da assessora, pose il problema delle falde sia delle aree extra Enichem sia di quelle sottostanti le discariche di Pariti in sede di conferenza di servizi a Roma presso il Ministero dell'ambiente, reclamando a gran voce con l’allora dirigente comunale all’ambiente Antonello Antonicelli (oggi dg di Amiu Puglia spa) la bonifica di tali terreni.
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