WWF: "Consulta ambientale, due anni di ritardo e vera presa in giro"

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Il consiglio comunale di Foggia ha formalmente istituito la Consulta per l'Ambiente e per il Territorio, approvandone il relativo regolamento. 
“Chiediamo alla politica, alla sindaca Episcopo e all’assessora Aprile di avere l'onestà intellettuale di ammettere e riconoscere l’impegno delle associazioni che, va detto, in queste ore è arrivato in seduta consiliare solo dai consiglieri comunali Francesco Strippoli e Giuseppe Mainiero. Resta però, ed è innegabile, un forte rammarico”, afferma il WWF Foggia, guidato da Maurizio Marrese. “La Consulta è stata istituita in consiglio solo ora, nonostante un regolamento fosse stato già interamente scritto dalle associazioni e condiviso con la Commissione Ambiente quasi due anni fa. L'istituzione della Consulta era stata infatti già votata in commissione all'unanimità a marzo 2024, ovvero due anni fa! Siamo davvero perplessi. Per questo motivo, c’è davvero poco da festeggiare: il ritardo dell'amministrazione è evidente, ingiustificabile e pesantissimo. Ancora più paradossale è la tempistica con cui si è giunti a questo traguardo.

L’istituzione formale è arrivata proprio nei giorni di scadenza del nuovo maxi bando sul verde pubblico, l'accordo quadro biennale per la manutenzione da oltre 8 milioni di euro. Un bando le cui tempistiche compresse (soli 20 giorni per la ricezione delle offerte) non hanno lasciato margine di dibattito. Aver fatto nascere la Consulta esattamente in coincidenza con la chiusura della gara d'appalto più importante per il patrimonio arboreo si traduce in un’occasione persa per incidere concretamente e migliorare la città, privando in partenza la Consulta della possibilità di esprimersi su un atto fondamentale. Foggia non può più permettersi di aspettare i tempi morti della politica. Siamo delusi”.

Il WWF Foggia esprime inoltre “profonda preoccupazione e ferma contrarietà in merito al nuovo regolamento della Consulta per l’Ambiente”: “Quello che doveva essere il luogo della partecipazione democratica si è trasformato, nei fatti, in un organismo blindato e sotto il totale controllo della politica, svuotando di significato il lungo lavoro di concertazione svolto con le associazioni del territorio. Una vera e propria presa in giro. La bozza che avevamo condiviso con la Commissione faceva tesoro delle esperienze di tutta Italia, ma questo regolamento non ha eguali per chiusura. Un organismo consultivo che opera in "piena autonomia" non può essere presieduto e votato dagli stessi soggetti che siedono in giunta o in consiglio. Non intendiamo avallarlo”. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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