Zaiana, il WWF: "Nessun no ideologico, chiediamo solo il rispetto della legge. Niente alibi per l'abusivismo"

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In merito alle dichiarazioni del Sindaco di Peschici, Luigi D'Arenzo, apparse in data 9 aprile sulle pagine del quotidiano l'Attacco, il WWF Foggia ritiene doveroso e urgente replicare per ristabilire la verità dei fatti e respingere al mittente le accuse di ostruzionismo mosse nei confronti della nostra associazione. Nell'articolo, il Primo Cittadino rivendica la scelta amministrativa di mantenere la strada abusiva su Baia Zaiana, seppur "ridimensionata" e ripristinata con materiali ecocompatibili grazie a un presunto parere favorevole della Soprintendenza, accusando gli ambientalisti di avere un "atteggiamento ideologico", di voler "bloccare tutto" e di "dire sempre no". Il Sindaco si spinge persino ad affermare che il nostro agire rischierebbe di farci rimanere "fermi agli anni Cinquanta" e usa il tema sensibile del transito dei mezzi di soccorso (ambulanze e forze dell'ordine) per giustificare il mantenimento dell'infrastruttura. A queste gravi e infondate affermazioni, il WWF Foggia risponde con chiarezza: il nostro non è un "no ideologico", ma un fermo "sì" alla legalità e alla tutela di un patrimonio inestimabile (quello che dovrebbe fare lui in sostanza).

Il Sindaco afferma di non voler mantenere lo status quo, ma di voler restringere la carreggiata eliminando il cemento. Ricordiamo all'Amministrazione che il concetto di "ripristino dello stato dei luoghi", anche e soprattutto in sede giuridica, non significa "abbellire" o "ridimensionare" un abuso edilizio, un atto criminoso per intenderci, ma implica la rimozione totale delle opere abusive e il ritorno dell'area alla sua condizione originaria o legittima. Questo principio è già stato sancito in vecchie sentenze che non possono essere ignorate. Non è sufficiente sanare o camuffare gli ultimi 50 metri con "materiali ecocompatibili" come più volte lanciato da lui ma smontato dalle associazioni ambientaliste anche durante l’incontro in Comune del 24 giugno 2025; la legalità richiede la bonifica totale della baia e la cancellazione di un disegno criminoso perpetrato per oltre dieci anni in un'area tutelata da vincoli paesaggistici (PPTR e Piano Coste), idrogeologici, zona sismica, dal Parco Nazionale del Gargano e riconosciuta come Zona Speciale di Conservazione(Natura 2000).

L'Amministrazione sembra ignorare o sottovalutare un elemento giuridico dichiarato di recente alle associazioni: i terreni interessati sono classificati come terreno di proprietà pubblica. Quindi per legge queste terre non possono essere sottoposte a mutamenti di destinazione senza autorizzazioni e risultano inalienabili, indivisibili e inusucapibili. Costruire o mantenere una strada, per quanto ecocompatibile, su un terreno pubblico rappresenta una palese violazione normativa anche perché privo di autorizzazioni ambientali, paesaggistiche e tutti i pareri necessari forniti dalle autorità competenti.

Il Sindaco si chiede: "Se succede qualcosa e non riesce ad arrivare un mezzo di soccorso, chi si prende la responsabilità?". Questa argomentazione, seppur emotivamente d'impatto, è strumentale. Non si può parlare di regolamentazione dell'accesso o di fruizione sostenibile finché non viene sanata l'illegalità che deturpa l'area. La pubblica incolumità si garantisce con una pianificazione territoriale seria, legale e condivisa, non trasformando opere nate dall'abusivismo e dallo sventramento di una montagna in infrastrutture "legittimate" a posteriori. La sicurezza non può e non deve diventare la sanatoria morale e materiale per chi ha distrutto l'ecosistema. A questo punto siamo costretti a chiedergli il trasporto dei turisti con mezzi non idonei, come accade attualmente, come lo ritiene?

Non siamo sempre noi a dire “no”… forse è Peschici che dice un po’ troppo facilmente “sì”. All'accusa: "Devono dirci come migliorare, non dire sempre no", rispondiamo ricordando al Sindaco che il WWF Foggia ha già depositato proposte chiare, concrete e risolutive, che evidentemente l'Amministrazione finge di non conoscere: ripristino reale e totale; riqualificazione della baia nel rispetto delle sentenze, riportando i luoghi alla loro natura originaria; recupero delle aree: Il Comune di Peschici deve rientrare pienamente in possesso dell'area, sottraendola a chi l'ha abusivamente occupata; tolleranza zero per i trasgressori, con revoca immediata delle concessioni demaniali e balneari, nonché delle licenze commerciali, e l'estromissione dei soggetti che hanno violato la normativa causando danni ambientali; pianificazione condivisa: Il coinvolgimento della società civile e delle associazioni locali tramite tavoli tecnici per definire un piano di tutela e valorizzazione sostenibile; intervento dell'Ente Parco: La richiesta al Parco Nazionale del Gargano di definire linee guida chiare per la fruizione dell'area, orientate alla sostenibilità e alla tutela della biodiversità.

Il WWF mette, come sempre, a disposizione il proprio know-how tecnico e scientifico. Tuttavia, chiediamo una netta discontinuità con il passato. L'equilibrio tra tutela e sviluppo, di cui parla il Sindaco, non si raggiunge scendendo a compromessi con l'abusivismo decennale, ma facendo rispettare rigorosamente le regole. Facciamo appello a questo punto al Presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, in quanto la vergogna di Baia Zaiana non può più essere tollerata né "ridimensionata". Chi ama il Gargano, lo difende e non lo calpesta. E, soprattutto, non premia chi lo ha sventrato. A buon intenditor poche parole.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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