A seguito dell’articolo pubblicato il 14 aprile sulla “Settimana Blu” a Vieste, arriva una precisazione che consente di chiarire meglio il quadro organizzativo e il ruolo dei soggetti coinvolti nell’iniziativa, oltre a offrire l’occasione per approfondire il progetto “Blu Mare Garganum Project”, cuore delle attività svolte sul territorio. L’incontro “Archeologia a San Francesco”, tenutosi domenica 12 aprile, rientra infatti nel programma della Settimana Blu promossa dalla Guardia Costiera - Capitaneria di Porto - ma è stato ideato e promosso dal progetto di educazione ambientale “Blu Mare Garganum Project”, coordinato da Rosa Di Terlizzi. A lei, in qualità di referente del progetto, è stato affidato l’incarico di organizzare le iniziative legate alla Giornata Mondiale del Mare e alla Giornata Regionale della Costa. Come sottolinea Di Terlizzi a l’Attacco: “Tutto nasce dal Blu Mare Garganum Project”, un progetto che ha costruito una rete tra scuole, associazioni, istituzioni e realtà locali, con un obiettivo preciso: sensibilizzare ed educare le persone sulla tutela dell’ambiente costiero e marino”. Non solo incontri, dunque, ma un lavoro continuo che unisce teoria e pratica: “Io entro nelle classi, faccio educazione ambientale, ma poi porto i ragazzi sulla spiaggia”, racconta. “È giusto che tocchino con mano qual è la realtà degli ecosistemi”. Un approccio che si è visto anche negli appuntamenti della Settimana Blu. Dalla passeggiata ecologica di Molinella alla giornata di San Francesco, il filo conduttore è stato proprio questo: osservare, ascoltare, ma anche agire. “I ragazzi sono pronti”, dice. “A loro piace partecipare, raccogliere rifiuti, capire. Sono i grandi che fanno più fatica ad accettare certi discorsi”.
Il progetto, patrocinato dal Comune di Vieste e dal Parco Nazionale del Gargano, ha nel tempo ottenuto anche riconoscimenti importanti. “Abbiamo contribuito all’ottenimento della Carta Europea del Turismo Sostenibile nelle Aree Protette” - spiega Di Terlizzi - , quindi si capisce anche il valore del percorso che stiamo facendo”. Non solo: il Blu Mare Garganum Project è entrato anche in circuiti legati a Erasmus+, portando sul territorio esperienze di scambio e formazione. Ma il cuore resta sempre lo stesso: il mare e ciò che lo circonda: “Negli ultimi decenni sta succedendo qualcosa di molto serio” - osserva - “Tra imprenditoria turistica aggressiva, cambiamenti climatici, erosione costiera, inquinamento, stiamo perdendo ecosistemi fondamentali. Parliamo di dune che spariscono, di piante che non vengono più rispettate, di specie che si stanno estinguendo. Se non interveniamo adesso, il problema diventerà irreversibile”.
Per questo, nelle iniziative del progetto, accanto alla divulgazione scientifica trova spazio anche il racconto del territorio e delle sue tradizioni: “Io mi avvalgo sempre di quello che chiamo il sottobosco.” - spiega - Persone che sono portatrici di saperi, di tradizioni, che però non hanno visibilità. Eppure fanno tanto”. Da qui la scelta, durante gli eventi, di dare voce a figure come Raffaele Gentile, Luisa Arena e Angelo Rinaldi, coinvolti come ospiti e testimoni. Sul territorio, però, la strada resta in salita: “A Vieste la tutela ambientale viene ancora vista come un vincolo”, commenta. “Come qualcosa che toglie alle attività economiche. Invece è il contrario: è un’opportunità”. Il rischio, secondo Di Terlizzi, è quello di una visione corta, tutta concentrata sull’immediato: “Si guarda al guadagno di oggi e non si pensa a cosa succederà domani”, dice. “Ma se si distruggono le spiagge, se si perde la biodiversità, se il mare si impoverisce, anche il turismo ne risente”.
Da qui la volontà di continuare su più fronti: scuola, eventi pubblici, collaborazioni con associazioni, nuove iniziative già in programma: “Noi possiamo fare informazione, sensibilizzazione”, spiega. “Seminare. Poi speriamo che qualcosa germogli”. Un lavoro lento, spesso invisibile, ma che punta a costruire una cultura diversa del rapporto tra uomo e ambiente. E forse è proprio questo il dato più interessante emerso da questa vicenda: dietro due giornate inserite in un calendario nazionale, c’è un progetto strutturato, con una visione precisa e con l’ambizione di incidere davvero sul territorio. “È importante parlarne”, conclude Di Terlizzi. “Perché tutto quello che facciamo nasce da qui: dall’idea che il mare e la costa non siano qualcosa da sfruttare, ma da conoscere e proteggere”.
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