L’attesa è finita: anche i dipendenti della Sanitaservice Asl Foggia riceveranno il premio Covid. Secondo notizie non ufficiali, i lavoratori potrebbero vedere l’extra già nella busta paga di maggio ma in tal senso c’è cautela considerato che il pagamento del bonus era stato annunciato, sempre per le vie brevi, già a marzo quando in realtà poi non è arrivato. Questa volta però la fiducia è alimentata dal fatto che martedì l’Asl Foggia ha pubblicato una delibera del direttore generale Antonio Nigri con cui trasferisce le risorse necessarie alla società in house. Il famoso premio Covid fu deciso con la sottoscrizione di un accordo tra Regione Puglia e organizzazioni sindacali a fine maggio 2020, in quella fase in cui era finito il lockdown ed il peggio sembrava passato. La Regione Puglia, così come fatto ad esempio anche da Emilia-Romagna, Lombardia, Lazio e Veneto, annunciò la volontà di riconoscere un bonus premio per infermieri, medici, Oss e altri operatori sanitari che aver prestato servizio nella fase della pandemia più violenta. Si parlò di 35 milioni di euro: 29 milioni stanziati dal governo centrale mentre altri 6 milioni saranno messi a disposizione dalla Regione. Si decise che le fasce di retribuzione aggiuntiva fossero quattro riguardanti 30mila operatori della sanità impegnati nella lotta al coronavirus per due mensilità. Il calcolo del contributo si sarebbe dovuto basare sulle giornate effettive trascorse a lavoro nei reparti covid.
A medici, infermieri e altri operatori venne riconosciuta una retribuzione aggiuntiva di 63 euro per giornata lavorata, per un massimo di 1.260 euro lordi al mese e per due mensilità nella prima fascia. Nella seconda fascia, la retribuzione massima per le due mensilità fu di 1.480 euro lordi, per la terza fascia 800 euro lordi e per l'ultima fascia si parlò di 400 euro lordi.
Furono poi destinati 5 milioni di euro da distribuire quale indennità di straordinario disagio anche ad altri operatori sanitari medici e non medici, non dipendenti del servizio sanitario regionale. In particolare, le categorie prese in considerazione sono state quelle dei medici specializzandi coinvolti nell’emergenza Covid; il personale dipendente delle Sanitaservice impegnato direttamente nell’emergenza pandemica; gli operatori del sistema dell’emergenza urgenza territoriale; i medici convenzionati del 118; infine il personale impiegato dalle associazioni affidatarie delle postazioni 118.
Buona parte di quelle somme sono state erogate ma nel rispetto delle regole previste dal già citato accordo e al netto di quanto già erogato ai medici convenzionati del servizio 118, la Regione ha assegnato all’Azienda sanitaria di Capitanata la somma di 843 mila euro.
La settimana scorsa l’amministratore unico della Sanitaservice, Angelo Tomaro ha richiesto al socio unico il trasferimento di quelle somme proprio per poter erogare il premio Covid.
E così la decisione della direzione generale: “ravvisata la necessità di anticipare il trasferimento delle somme in favore della Sanitasarvice, atteso che la Regione Puglia non ha ancora provveduto ad accreditare le stesse all’Asl Foggia e, pertanto si trasmette il presente atto alla Regione Puglia per opportuna conoscenza”, si è deliberato “di liquidare a favore della stessa società in house providing Sanitaservice, senza ulteriore atto amministrativo e previa acquisizione di una nota debito di pari importo, la somma complessiva di 612.448 euro necessaria per il pagamento delle competenze al personale avente diritto e secondo le regole previste dallo stesso regolamento; atteso l’avvenuto accantonamento in sede di bilancio di esercizio 2023”.
Si tratta però solo di una sorta di acconto nella misura del 50% di quanto effettivamente maturato nel 2020 dagli ausiliari. Va detto che la situazione è la medesima in tutte le Sanitaservice pugliesi. Ma già in altre occasioni i sindacati parlarono di “disparità di trattamento tra i lavoratori”, atteso che tutte le altre categorie hanno ricevuto l’intera somma.
Gli stessi operatori anche da queste colonne evidenziarono che “ci trattano in un modo diverso dai colleghi della sanità pubblica con i quali abbiamo lavorato gomito a gomito, nelle stesse condizioni di rischio e del personale medico del 118. Ma noi non abbiamo ricevuto il premio Covid, unici nel sistema sanitario gli ausiliari di Sanitaservice, tra cui, autisti e soccorritori. Il che è paradossale: il medico Usca sì e il suo autista, a contatto allo stesso modo con il virus, no. Due pesi e due misure”.
Insomma, un passo avanti è stato fatto. Nel corso degli anni si sono susseguite proteste, manifestazioni, assemblee, sit in, incontri con i vertici della sanità provinciale e regionale senza mai effettivamente addivenire ad un concreto punto di svolta che invece oggi pare essere arrivato.
Resta invece irrisolto il problema dei volontari: fuori dal premio Covid, per il momento, i ragazzi del 118 che nel 2020 erano in servizio nelle associazioni di volontariato.
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