“Presentare i progetti finanziati dal Pnrr, verificare i cantieri e monitorarli”, parte da Rodi il tour della Asl Foggia

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Come promesso, l'Asl si reca direttamente sui territori interessati dai finanziamenti del Pnrr: ieri prima tappa a Rodi, per presentare la casa della comunità, per realizzare la quale i lavori (valore 300mila euro) sono partiti già lunedì scorso e che dovrebbero avere la durata di 7 mesi.

“Presentare i progetti, verificare i cantieri e monitorarli. È l’impegno della direzione strategica della Asl Foggia in questa fase di attuazione del Pnrr, in stretta sinergia con le amministrazioni locali”, ha illustrato il direttore generale Antonio Nigri durante la conferenza stampa a palazzo di città, accompagnato dal direttore area tecnica Marcello Tedone e Luca Leccisotti, amministrativo dello staff Pnrr, alla presenza della direttrice del distretto di Vico in cui ricade Rodi, Cinzia Piccaluga e il Sindaco Carmine d’Anelli.

“E’ un percorso, come dice il DM 77, che va fatto in comunità, insieme – ha ribadito il dg -. C'è la Regione che ha permesso e permette tutto questo con la cabina regionale che ci governa e ci monitora costantemente. C'è l'Azienda che ha portato avanti tutti gli adempimenti amministrativi per arrivare a questo momento. C'è la comunità locale, in testa il Sindaco, con il direttore del distretto, che ci aiuteranno a verificare de visu che in quell'immobile il cantiere vada avanti, prosegua secondo il cronoprogramma che abbiamo stabilito e che oggi abbiamo iniziato. Questo tour proseguirà con le stesse modalità anche nelle altre comunità: insieme”.

L’importanza di comunicare gli step di avanzamento dei progetti per la Asl Foggia è indiscussa. “Spesso per i tempi che il Pnrr ha avuto si è ingenerata la falsa idea che poteva finire per essere una promessa che non trovava mai realizzazione – ha spiegato Nigri -, in questo modo presentando la cornice generale e i singoli cantieri facciamo sì che da un lato si dia atto dello sforzo che è stato posto in essere da tutti coloro che lo hanno compiuto e che molto spesso sono dietro le quinte, a partire dalla sezione regionale competente, all'area tecnica, ai direttori di distretto, ai consigli comunali e alle giunte che ci hanno concesso i suoli su cui realizzare queste strutture piuttosto che gli immobili da riqualificare. Ma soprattutto ci consente di mettere la comunità alla conoscenza di questo percorso che può portare valore aggiunto in termini di servizi. Non dimentichiamo che un ruolo fondamentale lo hanno i medici di medicina generale. Chiamare nell'ospedale di comunità o nelle case di comunità o nelle centrali operative territoriali i professionisti che poi le riempiranno in un'alleanza virtuosa può fare la differenza per i livelli di assistenza di qualità del nostro territorio, così particolare da un punto di vista geomorfologico”.

L’assistenza sanitaria è stata ed è ancora uno dei nervi scoperti del Gargano, proprio per le sue peculiarità, come sa bene il primo cittadino di Rodi. “Abbiamo bisogno necessariamente che queste strutture non siano megagalattiche ma che siano calzanti alle esigenze del territorio per risolvere i problemi immediati, almeno per quanto riguarda le necessità giornaliere: stabilizzare il malato o rassicurare il malato per poterlo poi accompagnare al più vicino nosocomio che, ahimè, dista a 80, 90 km da noi, come nel caso di San Severo o San Giovanni che è a 50, 60 km ma collegato a Rodi attraverso una strada tortuosissima. Quindi creare servizi decentrati è importante perché consentono di dare una prima assistenza al cittadino. Ecco perché l’auspicio è che questi servizi funzionino, se dovessero rimanere solo sulla carta per noi diventerà un problema. Chiaramente non possiamo ascrivere all'Asl la carenza di medici, che sono obiettivamente pochi. E’ altrettanto vero che l’Azienda se ne deve preoccupare perché deputata a risolvere questi problemi. E’ vero che noi Sindaci siamo responsabili sanitari sul territorio ma siamo anche quelli in trincea a prendere tutte le lamentele”.

Ulteriori approfondimenti e informazioni nell’edizione di domani del quotidiano l’Attacco. 

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