In attesa del verdetto sulla decadenza, Nigri prova a far valere le sue ragioni sullo sforamento dei tetti di spesa

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E’ tutta nel piano operativo per il contenimento e la riduzione della spesa farmaceutica per acquisti diretti, spesa convenzionata e per dispositivi medici varato in questi giorni dalla Asl Foggia quella che si potrebbe definire la difesa del direttore generale Antonio Nigri che, come tutti gli altri manager della sanità pugliese, è in attesa del verdetto circa la possibile decadenza e rotazione per lo sforamento dei tetti di spesa, di cui a lungo si è discusso in questi mesi. Come è noto, una recente legge regionale ha stabilito che in caso di mancato rispetto dei limiti di spesa farmaceutica a risponderne dovranno essere i dg.

Quello che emerge dal report della Asl Foggia è che nel 2023, sì, c’è stato uno sforamento di 14.824.330 euro che però, rilevano dalla direzione generale, rappresenta la migliore performance regionale tra le Aziende territoriali, per scostamento della spesa dal tetto assegnato (19,90% Asl Fg vs 27,83% media regionale). Per i dispositivi medici la Asl ha presentato uno sforamento dell’87,81% rispetto al tetto di spesa, pari a 14.756.452 euro, con una spesa effettiva 31.560.772,90 euro.

La Regione chiede alla Asl Foggia di non spendere nell’anno in corso più dei 121 milioni assegnati. Più nel dettaglio la direzione strategica guidata da Nigri mette in evidenza alcuni dati positivi: “Sia nel 2022 che nel 2023 il tetto della spesa farmaceutica convenzionata è stato rispettato. In particolare (come detto, ndr) si sottolinea il dato del 2023 che vede la Asl Foggia come Azienda sanitaria con la migliore performance regionale sia in termini di rispetto del tetto di spesa della farmaceutica convenzionata (-2,96%), sia in termini di raggiungimento dell’obiettivo di risparmio assegnato dalla Regione Puglia. Tuttavia, nel 2024, questo trend di risparmio potrebbe risentire sfavorevolmente delle nuove disposizioni nazionali”. 

Per ciò che riguarda la spesa farmaceutica degli acquisti diretti, “analogamente a quanto accade nelle altre Aziende sanitarie della Regione Puglia e nella maggior parte delle regioni italiane, questa fa registrare sempre un ampio sforamento del tetto imposto dal legislatore, nonostante gli interventi previsti dai diversi piani operativi dell’Asl Foggia che pur hanno consentito di ridurre lo sforamento nell’ultimo quadriennio”. 

Così come sono state intraprese, rilevano dalla direzione generale “molteplici azioni mirate al contenimento e al miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva per la spesa convenzionata, operando su quattro assi principali: attività formative, audit distrettuali, analisi farmacoepidemiologiche e di farmacoutilizzazione, attività sanzionatorie. Oltre al notevole aumento del numero dei controlli sulle prescrizioni della medicina generale sono state poste in essere una serie di altre azioni di monitoraggio e controllo”. Globalmente sono state controllate 162.901 prescrizioni nel 2023, che hanno originato 17.834 contestazioni che sono state poi discusse in 20 audit, in cui sono stati sentiti 307 medici di medicina generale e pediatri di libera scelta (pari al 72% dei medici operanti sul territorio provinciale). Questo ha portato, dice la Asl, al rispetto del tetto di spesa della farmaceutica convenzionata nel corso del 2023 poiché “le attività di controllo sono state molto più incisive rispetto al passato”.

Tasto dolente resta quindi la spesa farmaceutica degli acquisti per la distribuzione diretta, ovvero quelli in gran parte derivanti dall’attività prescrittiva dei medici specialisti operanti nelle strutture ospedaliere e territoriali provinciali, debitamente autorizzati alla emissione di piani terapeutici. “Nonostante la Asl Foggia nel 2023 non sia riuscita a rispettare il tetto sono state intraprese molteplici azioni mirate al contenimento della spesa sottoponendo i singoli medici a monitoraggio. I controlli del 2023 hanno portato alla richiesta di rimborso per circa 880 mila euro nei confronti di Casa Sollievo della Sofferenza e di circa 50 mila euro nei confronti del Policlinico Riuniti, con contestuale richiesta di invio alle commissioni disciplinari delle Aziende di afferenza per alcuni specialisti per i quali si sono acclarate condotte illecite nell’adempimento delle funzioni connesse alla prescrizione di farmaci afferenti alla spesa diretta. E’ da mettere in evidenza che Asl Foggia ha iniziato ad implementare un piano di contenimento della spesa farmaceutica diretta sin dal 2019, portando a ridurre lo sforamento della spesa farmaceutica diretta dal 59% del 2020 al 19% del 2023, con una riduzione del 40% in un quadriennio bimestrale”. 
Da viale Protano fanno poi notare che i 3 ospedali aziendali hanno una incidenza sul totale della spesa estremamente contenuta, di poco superiore al 10%. “Policlinico Riunti di Foggia e Casa Sollievo della Sofferenza rappresentano certamente le maggiori strutture inducenti la spesa diretta, sulle quali però, le iniziative volte al controllo devono necessariamente essere condivise con le direzioni generali di afferenza dei prescrittori. Ancora, per effetto di un forte impatto della mobilità sanitaria passiva dalla nostra provincia, una quota non indifferente della spesa diretta viene indotta, per circa il 20% da altre strutture regionali ed extra regionali sulle quali il sistema di verifica è inattuabile ricevendo prescrizioni da strutture sparse sull’intero territorio nazionale”. 

Altra cosa, quindi, è la spesa farmaceutica diretta per consumi interni che consiste nella spesa sostenuta per l’acquisto dei farmaci somministrati a pazienti ricoverati presso i presidi ospedalieri della Asl, il monitoraggio della quale avviene tramite report inviato mensilmente alle direzioni mediche degli ospedali e, per loro tramite, ai primari dei reparti. Altro tasto dolente è la spesa dei dispositivi medici: “Come già avvenuto per l’anno 2022, la Asl Foggia nel panorama regionale risulta l’Azienda maggiormente inadempiente, con uno sforamento dell’87,81% del tetto di spesa.

Tuttavia si rappresenta che dal confronto con altre Aziende regionali, di pari o minor popolazione e con pari strutture ospedaliere, il tetto di spesa assegnato alla Asl Foggia appare grossolanamente sottodimensionato. Per questi motivi il monitoraggio della spesa per dispositivi medici nel 2023 non è stato effettuato sul rispetto del tetto assegnato ma sul conseguimento dell’obiettivo minimo di risparmio attribuito. Infine è da tenere in considerazione la criticità relativa al monitoraggio della spesa dei dispositivi medici erogati dai distretti socio sanitari, correlabile alla perdita di tracciabilità per l’uso di modulistica cartacea. La non completa informatizzazione impedisce l’esatta identificazione del prescrittore del dispositivo medico, inficiando la possibilità di un monitoraggio e una verifica puntuale del suo operato e l’adozione delle conseguenti azioni mirate alla correzione di comportamenti prescrittivi inappropriati”. 
Nelle prossime settimane “il verdetto” del dipartimento salute della Regione sul destino del direttore generale dirà se le misure poste in essere dalla Asl e le ragioni addotte per spiegare i precedenti sforamenti sono state considerate convincenti.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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