E’ atteso tra una ventina di giorni il verdetto del Consiglio di Stato in merito al ricorso che la Regione Puglia ha presentato per opporsi alle sentenze del Tar che hanno annullato le delibere con le quali la Regione aveva aumentato con effetto retroattivo la quota di compartecipazione a carico dei degenti ricoverati nelle Rsa pugliesi.
Il che ha determinato un aumento delle rette anche del 50% facendo schizzare a 1550 euro al mese la somma che ciascuna famiglia era tenuta a versare. Oltre a dare il via libera alle strutture di chiedere integrazioni di migliaia di euro alle quote già versate Oggi a Roma l’udienza davanti alla suprema corte. Un gruppo di familiari dei fragili delle Rsa si è recato nella capitale, dove si è appena conclusa l’udienza, per manifestare il proprio disappunto. La delegazione è stata accompagnata dall'attivista Savino Montaruli.
“Testimonio ancora una volta questa battaglia sociale che stiamo portando avanti come gruppo e come famiglia – ha detto Sabino -, stiamo cercando di far valere le nostre ragioni. Ragioni più che sacrosante. Il legale Giacomo Sgobba con l'egregio professor Francesco Follieri sono con noi per questo preciso ed encomiabile appello, nella speranza che chi di dovere voglia mettersi una mano sulla coscienza per ciò che riguarda la tutela degli anziani, non solo quelli di ieri e di oggi ma anche per quelli di domani”.
“Siamo cautamente ottimisti – ha aggiunto il signor Renato -. Speriamo vada tutto bene, altrimenti l’unica alternativa che ci resta, considerando che se dovessimo soccombere in giudizio dovremo pagare una retta di 1600 euro al mese, è quella di sperare disperatamente che i nostri parenti muoiano il più presto possibile perché evidentemente danno fastidio a questa società. Concetto che io non condivido assolutamente”.
“I giudici dovrebbero esprimersi a nostro favore e se questo succederà ci vedremo con Michele Emiliano a Bari perché gli dovrò consegnare il mio quadro, due calici e brindare alla nostra vittoria – le parole di Antonio Cavallo -. Se così non sarà avrà vinto lui e probabilmente mi avrà messo in ginocchio. Ma non finirà mai perché io non m'arrendo e avendo ancora qualche jolly nelle maniche cercherò di sfruttarlo. Io mollerò mai. I nostri anziani vanno rispettati, vanno sicuramente curati e vanno amati. Non devono essere spremuti come limoni per avere i soldi, non devono essere il bancomat della Regione”.
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