Sono quasi 4 mila le firma che nel giro di un paio di settimane ha raccolto il comitato La sanità negata, nato a Vieste l’autunno scorso per volontà del dottor Giovanni Denittis, ortopedico in pensione per quasi 40 anni in servizio presso Casa Sollievo della Sofferenza, l’ospedale di San Giovanni Rotondo fondato da Padre Pio. Da lui è partita una riflessione circa la mancanza dei servizi sanitari minimi in un territorio che per la sua natura orogeografica risulta isolato e periferico rispetto ai centri dotati di ospedale. Dopo la riflessione l’impegno e la volontà di smuovere le acque coinvolgendo direttamente i cittadini. E così il 26 ottobre è stato organizzato il primo incontro pubblico a cui ne è seguito un secondo la scorsa settimana.
“Siamo fiduciosi di poter raggiungere le 5 mila firme entro il 9 gennaio – il convincimento espresso da Denittis a l’Attacco - quando contiamo di consegnare il nostro documento programmatico ai decisori politici regionali per poter ottenere quanto a nostro avviso ci spetta di diritto. Siamo ben consapevoli dei limiti della situazione e dotati di buon senso tanto da non chiedere l’ospedale a Vieste ma un Pronto Soccorso efficace e funzionante con elisoccorso connesso, un laboratorio analisi, un servizio radiologico, un servizio sul territorio con motomedica o automedica. Siamo certi che questi servizi potrebbero dare le risposte che i cittadini chiedono e contribuirebbero a ridurre l’inappropriatezza degli accessi ai grandi ospedali, nei Pronto Soccorso dei quali sappiamo bene esserci un iperafflusso e conseguenti disagi che portano anche al riprovevole fenomeno delle aggressioni ai sanitari. Rafforzare la medicina di prossimità avvantaggerebbe tutti e ridurrebbe gli sprechi”.
Il rilevante successo della raccolta firme ha due profili di valutazione: il primo sta nella credibilità dei proponenti che evidentemente stanno ispirando fiducia in chi aderisce; il secondo è che si tratta di un tema particolarmente sentito dalla cittadinanza.
“Circa un migliaio di firme sono in versione digitale, le altre su carta e sebbene la maggior parte dei sottoscrittori siano viestani ci sono tanti che hanno firmato originari di Comuni limitrofi o addirittura c’è gente di altre regioni che viene in vacanza qui e che ha interesse che i servizi sanitari siano efficienti”, ha evidenziato Denittis.
Come detto, il 12 dicembre si è tenuta una seconda assemblea pubblica: “Un po’ meno partecipata della prima ma comprendiamo anche il perché: la gente è stufa delle parole e vuole che si passi ai fatti. Ed è quello che faremo a gennaio quando chiederemo una interlocuzione con i vertici della sanità regionale e con il governatore Michele Emiliano. Il segnale che arriva da Vieste è molto forte, in un momento storico in cui in Italia l’opinione pubblica, la cittadinanza attiva, la partecipazione alla vita politica (vedansi i dati sull’astensionismo) sono ai minimi termini. Nella riunione di giovedì abbiamo potuto notare al contrario che gli animi in alcuni momenti si sono anche infuocati. Il nostro compito è quello di incanalare questo comprensibile malcontento in azioni partecipate e costruttive, dobbiamo essere uniti per raggiungere il nostro obiettivo”.
Unico rammarico è stato determinato dall’assenza della rappresentanza politica e del mondo imprenditoriale: “Un peccato – il commento del medico – perché ognuno di noi dovrebbe essere interessato ad un tema come quello della sanità pubblica. Ecco, colgo nuovamente l’occasione per invitare tutti a firmare il documento e a partecipare alle nostre iniziative”.
Una apertura alla mobilitazione è stata invece mostrata dal Sindaco Giuseppe Nobiletti che proprio oggi pomeriggio incontrerà alcuni rappresentanti del comitato e Denittis.
“Ma i nostri interrogativi vanno anche oltre e ci chiediamo quale debba essere in questo frangente il ruolo dei manager della sanità, ad esempio il direttore generale della Asl Foggia Antonio Nigri che tipo di piani ha per la sanità del territorio garganico? E’ una sua preoccupazione il destino dei cittadini di questo pezzo della Capitanata? Cosa sta facendo in merito?”.
Ma l’impegno dell’associazione ha ambizioni che travalicano i confini della sola Vieste: “Speriamo che da qui parta un movimento, speriamo di tracciare un percorso condiviso da una più ampia comunità ben sapendo che i nostri disagi sono quelli che vivono altri centri del promontorio e non solo. Sarebbe un traguardo eccezionale se anche altrove si riuscissero ad organizzare questi movimenti dal basso per far sentire la voce di chi vive un disagio e chiede l’esercizio di un diritto sacrosanto. Un diritto che si traduce in servizi, quei servizi che, se presenti e funzionanti, contribuiscono ad arginare quello spopolamento che sta desertificando la nostra provincia, come ha ben messo in evidenza l’iniziativa pubblica di venerdì organizzata proprio da questa testata. Ecco quindi che si tratta di una battaglia da combattere per tante ragioni e tutte di buon senso”, il convincimento di Denittis.
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