“Da anni, assistiamo impotenti alle difficoltà in cui versa l’Ospedale San Camillo de Lellis: obsolescenza e/o privazione delle attrezzature necessarie che non consentono, spesso, diagnosi tempestive e corrette; numero, drammaticamente insufficiente di medici e paramedici, per far fronte alle esigenze di salute di una popolazione invecchiata che affronta, spesso in solitudine, le gravi difficoltà a cui la sottopone una sanità sempre più lontana dai bisogni di salute e dalle fragilità sociali”.
“I reparti essenziali ancora funzionanti - come medicina, chirurgia, ortopedia e cardiologia - sono quasi al collasso, perché drammaticamente sotto organico”.
“Chirurgia, con un organico di nove unità previste ne aveva, fino a qualche giorno fa, appena tre effettivi; un primario prossimo alla pensione (qualche mese ancora) e due bravi giovani medici, molto apprezzati dai pazienti, per la loro bravura e umanità e un medico gettonista”.
“Eppure nei giorni scorsi abbiamo assistito a una scelta incomprensibile e irresponsabile: il primario viene mandato in pensione in anticipo, sostituito in fretta e furia dal primario ad interim di Cerignola; a uno dei due medici effettivi viene concesso il part time e l’altro viene spedito in Pronto Soccorso”.
“Stando così le cose, avremmo un primario, un solo medico part time e il medico gettonista super pagato. Risultato: ci ritroviamo con un chirurgo e mezzo in meno”.
“Quale logica perversa sottende la scelta di sottrarre al reparto un chirurgo in servizio? ... che peraltro potrebbe svolgere del lavoro in più con ore aggiuntive e non pagate a gettone? Come mai al reparto di chirurgia si assegna solo a un chirurgo la possibilità di lavorare a gettoni, e non con una turnazione come avviene in altri reparti?. Come valuterebbe la Corte dei Conti la sistemazione dei chirurghi come da noi sopra illustrata?. Come mai il primario viene collocato a riposo con mesi di anticipo? ...l’ha chiesto lui? ...e ne aveva i requisiti?”.
“L’obiettivo nascosto è forse quello di andare verso la chiusura anche di chirurgia? E se non lo è, il risultato sarà a breve, di fatto e di certo quello”.
“Noi associazioni impegnate nel sociale, ascoltiamo di continuo cittadini che ci dicono, con voce unanime e disperata, “dovete fare qualcosa per l’ospedale, e non solo per l’ambiente, la ferrovia…”. Di fronte a tali scelte incomprensibili siamo indignati, perché chi ha il potere e la responsabilità di perseguire il bene comune dovrebbe tutelare e garantire il nostro diritto fondamentale alla salute sancito dalla Costituzione”.
“Pertanto, come cittadini stanchi di subire sulla nostra pelle scelte insensate e ingiuste,
chiediamo
che venga rivisto l’organigramma e l'organizzazione per chirurgia e vengano rimossi gli ostacoli e risolte le carenze di personale e attrezzature per un corretto funzionamento del Presidio Ospedaliero di Manfredonia e della Medicina Territoriale”.
“Nei prossimi giorni organizzeremo forme di lotta democratica cui i cittadini saranno chiamati a partecipare. Siamo vigili non permettiamo questo ennesimo affronto alla nostra amata Manfredonia”.
CittadinanzaAttiva referente per Manfredonia dott.ssa Eleonora Pellico;
Italia Nostra Gargano terre dell’Angelo presidente Michele Conoscitore;
Associazione Politico Culturale Manfredonia Nuova, presidente prof.ssa Iolanda D’Errico;
Operatrice turistica Manfredonia Vittoria De Salvia;
Magliette Bianche portavoce Luigi Starace;
Cooperativa Pescatori Sirio, presidente Michela Di Candia;
Associazione Mondo Nuovo di Manfredonia presidente prof.ssa Emmanuela Troiano
Associazione Centro Cultura del Mare presidente Giovanni Simone
UnionImprese Italia – Manfredonia responsabile dott. Franco Palmieri
Associazione “APS 365°” presidente sig. Emiliano Della Torre
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