Sanitaservice, il feudo elettorale di Piemontese. Il dossier che sta circolando e il caso di presunto peculato

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Esiste un limite rispetto ai luoghi in cui fare campagna elettorale? Non si direbbe, vista la maniera estremamente pervasiva in cui le regionali tengono banco e la propaganda politica anche in posti che dovrebbero restare fuori dalle questioni elettoralistiche e dalle operazioni clientelari connesse alla necessità di portare il maggior numero di preferenze al proprio candidato di riferimento, secondo logiche di controllo e consenso. Chi sta indubbiamente portando il proprio verbo ovunque è in primis il vicepresidente della Regione Raffaele Piemontese, assessore alla sanità, il quale non ha disdegnato di fare incontri elettorali negli studi medici né nella CRAP di Ruggiano a Manfredonia (struttura riabilitativa psichiatrica a carattere detentivo). Un movimentismo che, stando agli addetti ai lavori, avrà un risultato pazzesco nelle urne di domenica e lunedì prossimi, portando il politico originario di Monte Sant’Angelo a migliorare l’eccellente performance del 2020 (21.518 consensi). C’è chi dice che stavolta saranno 25mila, chi addirittura vede possibile la soglia dei 30mila. Chissà. Quel che è certo è che il clima incandescente degli ultimi giorni di campagna elettorale sta acuendo le fibrillazioni interne agli enti pubblici e alle società in house collegate alle ASL e alla Regione Puglia, sollevando interrogativi in merito ad etica ed opportunità. Società come Sanitaservice Foggia, dove ad alcuni dipendenti non è andato giù lo schieramento di fatto di tanti in favore di Piemontese, cui è legato l’amministratore unico Angelo Tomaro, il commercialista viestano che proprio grazie al dominus del Pd di Capitanata nel 2023 fece il grande salto. Già direttore del centro viestano della Fondazione Turati, ex membro della segreteria provinciale del Pd ai tempi di Lia Azzarone (dalla quale ebbe, nella sua qualità di numero uno dell’ASP de Piccolellis, tre incarichi di consulenza), Tomaro salì al vertice di Sanitaservice, che oggi a diversi analisti locali appare un “feudo elettorale” di Piemontese. 

Ebbene, non sono sfuggite a tanti le foto che immortalano lui e altri della società in house dell’ASL FG, venerdì 26 settembre, alla Festa de l'Unità di Foggia, in cui andò in secna la presentazione ufficiale della candidatura di Piemontese. “Un evento politico che è diventato lo specchio perfetto di una dinamica ormai consolidata all'interno della Sanitaservice ASL Foggia: quella delle commistioni tra potere politico, gestione aziendale e controllo sindacale”, si legge in un esposto arrivato anche a l’Attacco.

“Accanto all'assessore, erano presenti l'amministratore unico Angelo Tomaro, i suoi collaboratori più stretti - tra cui Matteo Conversano, consigliere comunale di Cerignola in quota lista Bonito - e i responsabili dei servizi Antonio Biuso e Giovanni Petta. Ma a colpire è soprattutto la presenza compatta e strategica di figure interne all'azienda riconducibili alla CGIL: il segretario generale Angelo Ricucci, il coordinatore aziendale e rappresentante CGIL Massimo Campanaro e alcuni coordinatori ben noti ai lavoratori, come Michele Pappalardo, Carmela Cenicola, Michele Bergantino e Alberto Urbano. Tutti immortalati, sorridenti e compatti, nelle fotografie che circolano sui social. In una delle immagini più emblematiche, si vedono Antonio Biuso e Massimo Campanaro affiancati e sorridenti, intenti a stringersi in un gesto che, più di mille parole, rappresenta le massime espressioni del sodalizio tra azienda, sindacato e politica. Una sintesi perfetta dell'equilibrio interno che regola oggi la vita aziendale: pochi volti che contano e che decidono tutto”.

Stando a chi ha scritto tale esposto, nei giorni che precedettero l'evento, decine di dipendenti Sanitaservice sarebbero stati contattati uno per uno con telefonate e messaggi WhatsApp, “per convincere ogni singolo lavoratore a partecipare all'iniziativa politica, riempire la piazza e mostrare il volto compatto di un'azienda apparentemente fedele alla linea politica dell'assessore uscente”. Nell’esposto si sostiene, inoltre, che la campagna elettorale sia stata condotta anche da una stanza dell'ospedale di Cerignola. “Una struttura pubblica trasformata, nei fatti, in un vero e proprio comitato elettorale, in cui si gestiscono presenze, contatti, consensi”. Tornando alla Festa de l’Unità foggiana, tra la folla in piazza, oltre ai coordinatori, non sarebbe mancata “anche una rappresentanza di personale operativo, in particolare manutentori e operai in servizio sotto la responsabilità diretta di Antonio Biuso”.

Tutte da verificare le insinuazioni relative, rispetto ai coordinatori, ad una “logica di premiazione interna che non ha nulla a che vedere con il merito, ma che si basa esclusivamente sulla vicinanza politica e sindacale”, in un presunto “squilibrio rispetto agli altri coordinatori in servizio presso la ASL”. Si fa cenno anche a “cene e momenti conviviali, volti a rafforzare ulteriormente il clima di fidelizzazione interna” e che avrebbero visto “la presenza congiunta dei coordinatori in questione insieme ai loro coordinati, in contesti informali ma tutt'altro che privi di significato”.

Non ha a che fare con le elezioni regionali ma con un presunto caso di peculato quanto viene pure riportato nell’esposto pervenuto a l’Attacco nei giorni scorsi e che è stato oggetto a settembre scorso di una denuncia anonima a Sanitaservice da parte di un dipendente, tramite il meccanismo del whistleblowing. Com’è noto, si tratta della pratica con cui si segnalano in forma anonima illeciti e irregolarità, da parte di una persona interna a un'organizzazione (whistleblower), che ledono l'interesse pubblico o l'integrità di un ente pubblico o privato. Alla società in house è stato riportato che uno dei coordinatori, che viene citato per nome e cognome, lavorerebbe effettivamente in servizio “solo due giorni a settimana, sempre coincidenti con i giorni di rientro, così da non perdere il buono pasto”.

“Nei restanti giorni risulta formalmente in distacco sindacale, ma continua comunque a percepire le indennità extra come se fosse presente a pieno regime. A tutto ciò si aggiunge l'uso continuativo dell'auto aziendale, anche al di fuori dell'orario di servizio, per svolgere attività sindacale in giro per la provincia e - come segnalato più volte - per recarsi presso l'abitazione privata di un'ausiliaria dell'ospedale di Manfredonia residente a Borgo Celano, San Marco in Lamis. In più occasioni, l'auto sarebbe stata vista parcheggiata proprio sotto casa della dipendente. Un utilizzo improprio che, come verificabile in caso di controlli tramite i GPS installati sui mezzi aziendali, non ha mai generato alcuna conseguenza, coperto da una rete solida di protezioni politiche e sindacali”, si afferma. Lo scorso 28 ottobre Sanitaservice ha risposto al dipendente segnalante comunicando di aver avviato una istruttoria: “In riferimento alla segnalazione pervenuta in data 5 settembre, avente ad oggetto presunto utilizzo improprio del mezzo aziendale durante l'orario di servizio da parte di un dipendente della società, con contestuale svolgimento di attività di natura personale, si comunica che, a seguito di una prima analisi, la stessa è stata ritenuta ammissibile ai sensi del D.Lgs. n. 24/2023, in quanto riferita a comportamenti potenzialmente lesivi dell'integrità, della correttezza e del buon andamento della Sanitaservice ASL FG srl. La segnalazione sarà pertanto oggetto di specifica istruttoria interna, nel rispetto dei principi di riservatezza, imparzialità e tutela dell'identità del segnalante, con l'acquisizione degli elementi oggettivi necessari alla verifica dei fatti. Al termine delle verifiche sarà fornito un riscontro conclusivo sull'esito dell'istruttoria. Si ringrazia per la collaborazione, che contribuisce alla tutela dell'integrità e della trasparenza della società”. “Avevo segnalato anche una precedente volta, ma non avete fatto niente. Spiegate perché non avete fatto nulla. Avevo inviato al responsabile anticorruzione e non è stato dato alcun esito alla segnalazione. Potete controllare coi GPS che avete messo a tutti. Manderò le prove alle forze di polizia. Ho segnalato anche ad Anac con procedimento in corso e una copia della presente segnalazione sarà trasmessa alle forze di polizia competenti”, ha riportato l’autore della denuncia scrivendo all’azienda come whistleblower.

Contattato da l’Attacco, l’amministratore unico Tomaro è stato netto: “Chiunque può partecipare ad eventi pubblici, la presenza di più o meno dipendenti in quella piazza non significa nulla come non significano nulla le foto sui social. Smentisco le insinuazioni riportate nella segnalazione pervenuta alla stampa”. Quanto al caso del presunto peculato: “Abbiamo un sistema interno di whistleblowing, io non ho ricevuto nessuna segnalazione. Quanto viene riportato deve essere verificato dai responsabili aziendali competenti al riguardo, la verifica sarà fatta sulla base della normativa in essere. Invito alla massima prudenza nello scriverne, questa è un’azienda seria a partecipazione pubblica”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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