"¢una società di Bari che ha fornito nr. 8.000 dispositivi di protezione individuale allegando una certificazione rilasciata da un Istituto con sede in Brasile che non rientrava tra gli organismi riconosciuti e autorizzati dall'Unione Europea e dal Governo italiano;
"¢una società di Altamura (BA) che ha fornito nr. 2.000 dispositivi di protezione individuale che provenivano da una partita importata da un paese extracomunitario per la quale l'INAIL (competente a vagliare le istanze di produttori e importatori) aveva vietato alla società l'immissione in commercio e il conseguente ritiro immediato dal mercato nazionale della merce nel frattempo già ceduta alle strutture ospedaliere;
"¢una società di Perugia che ha importato da un paese extracomunitario e successivamente immesso in commercio nr. 11.000 maschere di protezione individuale che, attraverso l'interposizione di altra società di Bari, sono state cedute in assenza di certificazioni comprovanti il rispetto di tutti i requisiti di sicurezza europei e nazionali;
"¢tre società di Bari che hanno messo in piedi un'articolata manovra speculativa attraverso plurime cessioni onerose di maschere protettive avvenute nell'arco di una sola giornata, determinando un rincaro ingiustificato della merce superiore all'8.000%, Infatti, in sole 24 ore, le mascherine sono state oggetto di 3 cessioni con connessi rincari di prezzo, passato da quello iniziale d'importazione di €. 0,25 (+IVA) a quello finale di €.20,80 (+ IVA). Complessivamente, sono:
n. 6 gli appalti monitorati per una fornitura totale di 45.000 d.p.i., della tipologia FFP2 e FFP3, per un controvalore complessivo di circa 457 mila euro;
n. 3 i soggetti denunciati a piede libero per "manovre speculative su merci";
n. 4 i soggetti denunciati, a vario titolo, per "frode in commercio", "frode in pubbliche forniture" nonchè per aver immesso in commercio "DPI non conformi ai requisiti essenziali di sicurezza";
un migliaio le mascherine sequestrate non ancora distribuite al personale medico e infermieristico;
158 mila euro circa l'ammontare dei profitti illeciti proposti alla Procura della Repubblica di Foggia per il sequestro penale. Il servizio riportato testimonia la perdurante attenzione della Guardia di Finanza nel mettere in campo ogni possibile sforzo per prevenire e reprimere i comportamenti irresponsabili che possono vanificare i sacrifici che la collettività e gli imprenditori onesti hanno sostenuto e stanno sostenendo con grande impegno personale ed economico nell'affrontare e cercare di superare l'emergenza sanitaria ed economica che sta attraversando il nostro Paese.
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