Fuori le aziende foggiane, dentro le forestiere. Al Riuniti gli appalti li vincono ''gli altri''. Ecco i due casi più recenti

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Sono tanti gli appalti assegnati in questo triennio dalla governance del Riuniti. Alcuni dei quali hanno visto l'avvicendarsi tra storiche aziende del territorio e altre di fuori zona. Ovviamente, in tutti gli iter sono state rispettate le norme vigenti nel contrattualizzare la commessa a questo o quel competitor ma qualche osservatore fa notare che più di una volta ad avere la peggio è stata una azienda foggiana.
Vitangelo Dattoli resterà  alla guida dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Ospedali Riuniti di Foggia in veste di commissario straordinario. E' quanto ha stabilito la giunta regionale nella seduta di martedì, in ragione del fatto che il 19 ottobre scorso è scaduto l'incarico di direttore generale; oggi sarebbero scaduti anche i 45 giorni di proroga previsti dalla legge.
Si è deciso per il commissariamento in ragione dei tempi tecnici previsti per l'espletamento del procedimento che potrebbe subire rallentamenti per il perdurare dell'emergenza sanitaria e l'imminente scadenza del periodo di prorogatio ex lege n. 444/1994. Nelle more occorre comunque garantire la continuità  della gestione presso il policlinico, il commissario quindi provvederà  fino alla nomina del nuovo dg, da effettuarsi comunque entro e non oltre sei mesi dalla nomina.
Il commissario straordinario è stato scelto intuitu personae dall'esecutivo regionale tra i soggetti inseriti nell'elenco nazionale dei candidati idonei alla nomina di direttore generale delle aziende ed enti del servizio sanitario nazionale, pubblicato ed aggiornato sul sito web del ministero della salute.Il triennio appena trascorso è stato contrassegnato da due distinte fasi nell'operato del manager di Triggiano. In un primo momento Dattoli, anche su queste colonne, è stato salutato come l'uomo delle missions impossible: capace, competente, risoluto, pragmatico. Il prediletto dal presidente Emiliano, l'assessore alla sanità  ombra, per molti beninformati. Mandato a Foggia con il preciso compito di dare una svolta alla sanità  locale, partendo dal dare un volto nuovo al Riuniti con il compimento degli ormai famosi quattro passi. Quattro items (urbanistica, immobili, dotazione organica e università ) che hanno cambiato volto all'ospedale più importante della Capitanata e alla città  capoluogo che lo ospita, candidandosi come volano di rilancio di Foggia. Nel bene e nel male (e non senza qualche evitabile figuraccia) la direzione di Dattoli ha espletato il concorsone per gli Oss, la procedura più complessa mai realizzata in Italia.
L'ultimo anno invece, l'incalzare del Covid ha mostrato le crepe nelle inossidabili certezze del dg, che come un mantra è andato ripetendo la frase: ''E' tutto sotto controllo'', quando i fatti e le numerose testimonianze di utenti e lavoratori in realtà  parlano di altro.Sullo sfondo, l'inchiesta che vede Dattoli (e altri) indagato dalla procura di Foggia per presunta turbativa d'asta nell'ambito di quattro gare del policlinico.


E a proposito di gare, sono tanti gli appalti assegnati in questo triennio dalla governance del Riuniti. Alcuni dei quali hanno visto l'avvicendarsi tra storiche aziende del territorio e altre di fuori zona. Ovviamente, in tutti gli iter sono state rispettate le norme vigenti nel contrattualizzare la commessa a questo o quel competitor ma qualche osservatore fa notare che più di una volta ad avere la peggio è stata una azienda foggiana. E c'è chi si chiede se sia solo un caso. Due i casi emblematici (e recentissimi) che l'Attacco qui intende mettere a confronto, che per molti versi sono simili tra loro. La gara per i servizi di facchinaggio e quella per le pulizie.


Con bando del 9 marzo 2018, il policlinico ha indetto una procedura aperta in modalità  telematica per l'affidamento triennale del servizio di facchinaggio. Alla gara hanno partecipato undici concorrenti, tra le quali La Nuova Perla di Foggia, che opera da più di sette anni nell'appalto in questione e il Consorzio Acotras di Roma. Con determinazione n. 3377 del 26 settembre 2018, la stazione appaltante ha proceduto all'aggiudicazione definitiva in favore proprio del Consorzio Acotras, che ha raggiunto un punteggio pari a 94,64 punti. La Nuova Perla si è collocata al secondo posto con un punteggio pari a 93,88 punti. La Nuova Perla ha avversato la suddetta aggiudicazione, domandandone l'annullamento prima al Tar e poi al Consiglio di Stato.
''La sentenza del Consiglio di Stato è arrivata il 5 giugno scorso - ha spiegato a l'Attacco il legale della ditta foggiana Pio Gaudiano - ed ha rigettato il ricorso de La Nuova Perla. Con il ricorso abbiamo contestato il difetto di istruttoria nella valutazione dell'anomalia dell'offerta. L'impresa risultata aggiudicataria aveva presentato un'offerta ritenuta anomala. L'anomalia è stata superata in base ad una valutazione di un tecnico (Cosimo Damiano Donvito,ndr) nominato ad hoc dall'ospedale, esterno all'Azienda''. L'anomalia dell'offerta è una dicitura tecnica adoperata dalla stazione appaltante che in presenza di un'offerta troppo bassa di un concorrente, d'ufficio esegue un controllo chiamando la ditta a giustificare un ribasso ritenuto, appunto, anomalo.


''Noi abbiamo rilevato come il giudizio, che a seguito di questa valutazione ha invece dato esito positivo (l'offerta è stata ritenuta congrua), fosse stato svolto in modo non del tutto corretto. Innanzitutto perchè il tecnico incaricato non era interno all'ospedale e senza alcuna ragione era stato individuato un esterno. In secondo luogo, non sono state prese in considerazione una serie di voci tra cui il ricorso esclusivo di Acotras all'apprendistato'', ha aggiunto l'avvocato. In poche parole l'aggiudicataria aveva prospettato costi bassissimi del proprio servizio in virtù del fatto che avrebbe usato esclusivamente lavoratori apprendisti. ''Cosa ovviamente non possibile, in relazione alla necessaria affidabilità  tecnica richiesta dal bando. Il Consiglio di Stato ha glissato su questo punto, soffermandosi unicamente sulla valutazione della discrezionalità  della stazione appaltante, con una motivazione che non abbiamo condiviso ma che comunque accettiamo'', ha aggiunto il legale. Il ricorso all'apprendistato però poco si concilia con l'applicazione della clausola sociale, che pure è contenuta nel bando e nel contratto di appalto: una percentuale di dipendenti della impresa uscente deve essere riassorbita dalla nuova aggiudicataria. ''Possiamo dire che, nell'immediatezza, la clausola sociale è stata salvaguardata, non sappiamo però quanti dipendenti siano rimasti in Acotras e a che condizioni contrattuali. Quel che è certo è che non si possono avere soltanto apprendisti come dipendenti. In un settore particolare come quello del facchinaggio c'è il rischio connesso alla sicurezza sul lavoro e alla movimentazione di merci, è impossibile pensare solo all'apprendistato. Su questo punto era stata mossa una specifica censura, su cui però non c'è stata risposta. Il giudizio del perito esterno non attiene al profilo giuslavoristico, in merito all'apprendistato e al personale formato, si tratta di un giudizio che fa riferimento solo ad un calcolo matematico. Su questo punto il Consiglio di Stato non ha approfondito, tantomeno il Tar in primo grado. Stiamo infatti coltivando questa censura in altre sedi'', ha riferito Gaudiano.


Per adire le vie legali La Nuova Perla ha richiesto l'accesso agli atti della gara, in particolare quelli attinenti all'offerta tecnica di Acotras.''L'ospedale aveva inopinatamente scelto di tenerli celati, in contrasto con tutte le norme di legge - ha evidenziato Gaudiano -. Su questo punto la mia assistita fa un altro ricorso al Tar che vince, a settembre 2019, ma nelle more del giudizio di primo grado dell'altra procedura. Quindi otteniamo la documentazione solo dopo aver intrapreso l'altra azione legale e alla fine della fiera il Consiglio di Stato non ci dà  ragione. A seguito dell'acquisizione di quei documenti abbiamo anche appreso che Acotras è una impresa confiscata dallo Stato perchè gli imprenditori titolari di questa azienda erano stati attinti da misure di prevenzione antimafia, anche su questo sono in corso ulteriori sviluppi della vicenda che non si sono ancora definiti'', ha concluso Gaudiano.
Disponibile online, pare interessante un verbale di gara bandita dall'Ircss Messina, Centro Neurolesi Bonino Pulejo datato 19 aprile 2019 che parla proprio della Acotras, in cui si legge che la commissione di gara "esclude il consorzio in quanto il certificato di iscrizione alla white list ha validità  fino al permanere dell'amministrazione giudiziaria, mentre dalla documentazione prodotta, compreso il certificato camerale, risulta che la società  cooperativa è allo stato amministrata da un Cda ordinario. Dalla documentazione prodotta risulta infatti che gli amministratori giudiziari dell'impresa sono stati nominati nel 2014 con decreto del tribunale di Roma, sezione misure di prevenzione, mentre, nel 2016 è stata disposta la confisca della totalità  delle quote e del patrimonio e successivamente nel luglio del 2018 sono stati nominati gli amministratori ordinari. La presenza degli amministratori ordinari fa escludere il permanere dell'amministrazione giudiziaria, pertanto il certificato di iscrizione alla cosiddetta white list non è più valido ed attuale''.


La questione è evidentemente destina a vedere altri sviluppi, intanto il consorzio romano gestisce il servizio a Foggia.


Il secondo avvicendamento tra un'azienda foggiana e una ditta esterna riguarda il servizio di pulizia e sanificazione in ospedale ed è recentissimo. Proprio lunedì è partita ''sul campo'' la commessa passata alla multinazionale tedesca Dussmann che ha vinto la gara bandita dal policlinico Riuniti, prendendo il posto della storica cooperativa Tre Fiammelle.
Su queste colonne sono stati raccontati i dubbi e i rilievi sollevati da Tre Fiammelle e le repliche e le spiegazioni, rispettivamente del direttore generale Vitangelo Dattoli e della Dussmann stessa.
L'aggiudicazione alla big mondiale del multiservice, risale al primo settembre. La gara era stata indetta a luglio scorso con la previsione di una base d'asta quinquennale pari a 20.082.600 di euro da assegnare secondo il criterio dell'offerta economica più vantaggiosa.
Tre Fiammelle, già  nelle precedenti fasi della procedura, aveva contestato la carenza di dati precisi sulle superfici oggetto del servizio negli atti indittivi della gara, tale da non consentire la presentazione di un'offerta compiuta e da non assicurare un'effettiva concorrenza tra gli operatori. Inoltre il capitolato non avrebbe indicato il numero di ore minime del servizio da garantire, lasciando in tal modo un ampio margine ai concorrenti che avrebbero potuto offrire un monte orario insufficiente a garantire la regolarità  delle prestazioni.


La Dussmann è riuscita a fare un ribasso considerevole, tanto da indurre il Rup ad attivare il sub procedimento di verifica di congruità  delle offerte anomale preliminarmente all'aggiudicazione. La legge stabilisce infatti che si possa procedere a controllare tutte le offerte anormalmente basse. L'ospedale ha chiesto all'impresa di presentare una documentazione giustificativa di siffatti ribassi. Il Rup può in questo frangente nominare un consulente esperto che si occupi di analizzare i documenti al fine di comprovarne l'attendibilità . A tal guisa è stato incaricato, anche in questo caso, Cosimo Damiano Donvito. Allo stesso è stata chiesta particolare attenzione nell'analizzare il costo della manodopera che, va da sè, in un appalto del genere, rappresenta la voce di spesa più consistente ed elemento cardine del servizio. Donvito non ha rilevato anomalie nella offerta della Dussmann e così si è proceduto all'aggiudicazione. ''L'azienda - avevano tenuto a precisare dalla multiservice stessa - si è regolarmente aggiudicata l'appalto di sanificazione degli Ospedali Riuniti di Foggia applicando un ribasso sulla base d'asta assolutamente sostenibile e che, come è facile evincere confrontando i dati, è in linea con i valori presentati dai competitor che hanno partecipato alla stessa gara. Dussmann Service, forte di 50 anni di esperienza nel campo della sanificazione ospedaliera, ha formulato un'offerta con indici di produttività  analoghi a quelli delle altre gestioni in portafoglio ed è rispettosa di tutte le prescrizioni previste dal contratto collettivo. I collaboratori degli Ospedali Riuniti di Foggia che a breve entreranno a far parte della famiglia Dussmann saranno tutelati dall'azienda, che peraltro sul territorio pugliese si è sempre battuta per la difesa dell'occupazione''.


Fatto sta che Tre Fiammelle ha deciso di adire le vie legali, come già  ampiamente raccontato su queste colonne, rivolgendosi al Tar Puglia per chiedere l'annullamento della gara. In attesa del giudizio sul merito, fissato per il 26 gennaio prossimo, è stata richiesta anche la concessione delle misure cautelari e la declaratoria di inefficacia del contratto eventualmente stipulato nelle more del giudizio, tra la pubblica amministrazione resistente ovvero l'ospedale e la controinteressata.Il Tar non ha accolto la richiesta della sospensiva. L'azienda si è rivolta quindi, in appello, al Consiglio di Stato chiedendo un atto monocratico in udienza veloce; il giudice chiamato in causa ha rimesso la decisone al collegio per una valutazione più attenta. In questa sede la strategia del Riuntiti si è fondata, per evitare la sospensiva, sulla necessità  di dare corso al nuovo appalto perchè contempla la pulizia delle aree ad alto rischio, a loro dire fondamentale in questo momento di emergenza sanitaria. E' stato quindi richiamato l'interesse pubblico primario e per questa ragione è stata respinta la richiesta di sospensiva.


L'alto rischio non era oggetto del precedente contratto, che però conteneva una clausola con la quale sarebbe stato possibile estendere il servizio.La partita però sembra ancora aperta e verrà  giocata proprio nell'udienza che tratterà  il merito. In qualunque modo finirà , è comunque verosimile pensare che la parte soccombente andrà  in appello.Di fronte alla prospettiva di vittoria di Tre Fiammelle la governance del Policlinico si è mostrata comunque incline a pagare il risarcimento del danno. Per il quale in teoria non dovrebbe scattare neanche il danno erariale, per un semplice calcolo matematico: la commessa affidata a Dussmann ha determinato un risparmio per le casse dell'ospedale che andrebbe a compensare eventuali spese. Diverso sarebbe il caso in cui, al termine dell'iter giudiziario, fosse la Dussmann a soccombere. Una clausola del contratto tra la multiservice e il Riuniti prevende che l'azienda rinunci alla richiesta di risarcimento di un eventuale mancato guadagno.Ma all'inizio di un appalto le imprese sopportano spese consistenti: lavori e acquisti di attrezzature e materiali per i quali potrebbe essere richiesto un rimborso, anche molto caro.


Anche in questo caso, la vicenda sembra tutt'altro che essersi esaurita e ancora, nel frattempo l'azienda foggiana al momento resta fuori dall'ospedale.
Cinzia Celeste


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