Soldi dai privati per completare il Deu. Per due milioni all'anno si regalano reparti importantissimi, sa di beffa sentire che il Riuniti non ha risorse

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Insorge anche l'Usb alla notizia del ricorso del Policlinico al partenariato per allestiresale operatorie e terapie intensive del nuovo dipartimento dell'emergenza urgenza.
Si moltiplicano le reazioni alla notizia, data in esclusiva da l'Attacco, in merito alla decisione della direzione strategica del Policlinico Riuniti di Foggia di allestire il quinto e il sesto piano del Deu, il nuovissimo dipartimento dell'emergenza urgenza, utilizzando la formula del partenariato pubblico privato.


Si tratta di un modello, previsto dalla legge, che consente una forma di cooperazione tra pubbliche amministrazioni e soggetti privati. Questi si impegnano a investire una certa somma in ambito pubblico, in cambio ottengono la gestione dei servizi connessi all'opera. Nel caso del Deu, il privato garantisce il completamento di tutto quanto serve alle sale operatorie e alle terapie intensive (compreso il centro sterilizzazione), per un valore pari a 21 milioni di euro (un quarto della spesa complessiva se aggiunti ai 65 milioni stanziati dalla Puglia), in cambio ottiene la commessa per la gestione delle stesse, per la durata di 10 anni e 8 mesi.


Su queste colonne nei giorni scorsi si è lungamente approfondito il tema, evidenziando tutte le criticità di una tale poderosa operazione e come, in nessuna circostanza, il manager dell'ospedale più importante di Capitanata, Vitangelo Dattoli, o il presidente della Regione Michele Emiliano, durante i suoi frequenti quattro passi al Policlinico, abbiano mai fatto menzione della necessità di un investimento privato per completare il Deu, definito peraltro simbolo dell'efficienza della sanità pubblica.


Già Elena Gentile, Mario Furore e Giandiego Gatta hanno espresso i loro dubbi sul Ppp da queste colonne, a loro si unisce anche la federazione provinciale dell'Usb Foggia, sindacato che, anche a livello nazionale, combatte le ingerenze del privato nella sanità pubblica.

Dopo la pubblicazione della delibera 157 del 18/03/2021 del commissario straordinario del Policlinico Riuniti di Foggia, con la quale si va ad approvare lo studio di fattibilità tecnica ed economica, per il completamento del tanto chiacchierato Deu tramite il partenariato pubblico privato, l'Usb esprime forti perplessità spiegano dal sindacato -. Mai in questi mesi la direzione del Policlinico, aveva menzionato questo progetto, nonostante i nostri richiami affinché il Deu venisse ultimato e messo a disposizione dei pazienti. E, dopo mesi di ritardi accumulati e scuse da parte della direzione generale, ci ritroviamo con la sorpresa dell'affidamento ai privati di due piani del Deu (parliamo del 5 e 6 piano). Ci chiediamo: ma è possibile che i ritardi nell'apertura del Deu, siano serviti alla direzione generale e alle società proponenti per organizzare %u2018l'affaire'? Logicamente la direzione del Policlinico, ha messo le mani avanti parlando di piena legittimità della scelta, difatti il Dlgs 50/2016 dà la possibilità di optare per il famoso partenariato pubblico privato.


L'Usb ritiene però che questa scelta operata dalla direzione del Policlinico, sia in piena contraddizione con ciò che è stato decantato durante la campagna elettorale dal presidente Emiliano.

Il governatore aveva promesso ai pugliesi una sanità pubblica che sapesse farsi carico delle esigenze dei suoi cittadini. Invece, per poco più di 2 milioni di euro all'anno, si decide di regalare ai privati la gestione di reparti importantissimi, come sale operatorie e rianimazione per 10 anni e 8 mesi prosegue l'Unione sindacale di base -. %u2018Dulcis in fundo', nella delibera in oggetto, la direzione afferma che grazie a questo accordo, il personale tecnico-amministrativo non dovrà occuparsi più di procedure di gara, in quanto verranno eliminati i contributi dell'Anac. E difatti, verranno bypassati tutti i vari controlli sugli affidamenti che vengono fatti in presenza di gare di appalto. Il Policlinico di Foggia, hub di terzo livello, tra gli ospedali più importanti della Puglia, che cede i suoi reparti ai privati per mancanza di fondi, sa di beffa. Basta pensare a quanti soldi il Policlinico spende in affitto di interi stabili. Sarebbe bastato ottimizzare queste spese già per reperire le risorse per completare il Deu, invece dobbiamo pagare l'affitto ai vari Zammarano e Telesforo, e poi cedere i reparti ai privati per mancanza di fondi. La direzione del Policlinico non può nascondersi dietro alle consulenze dei vari burocrati per svendere la sanità pugliese, soprattutto alla luce di quello che sta accadendo in Lombardia, dove per anni hanno vantato una sanità efficiente, grazie alla collaborazione con i privati della sanità. La pandemia invece ha messo a nudo tutte le criticità del sistema lombardo, il quale puntava a fare business sui malati e non a curarli. Facciamo appello a tutti i cittadini, alle forze politiche e sindacali di non tacere di fronte a questo smantellamento della sanità pubblica e di far sentire a gran voce che l'unica sanità utile ai cittadini è la sanità pubblica.


Cinzia Celeste

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testatina dillo al direttore WEB

 

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