Presunta malasanità  ai Riuniti di Foggia. "Non si può morire per un'infezione"

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Situazione difficile oggigiorno per la sanità  italiana, tra tagli alla spesa pubblica che riducono i posti letto dei piccoli nosocomi e sovraffollamento dei policlinici, e casi di carenza deontologica.Il caso che ci viene sottoposto è un caso di presunta malasanità  agli Ospedali Riuniti di Foggia. A l'Attacco Filomena Barra rivolge il suo grido di rabbia e dolore per la perdita del padre Michele, deceduto il 14 ottobre in seguito ad un'infezione.
Michele Barra, classe 1945, era stato ricoverato al reparto di neurochirurgia al Riuniti di Foggia il 7 agosto scorso per un'emorragia cerebrale, presso lo stesso reparto, diretto dal Dott. Antonio Colamaria, l'uomo subiva 3 interventi in dieci giorni, più una quarta operazione per pulire la ferita infettata.
Successivamente dimesso il 28 agosto, Michele Barra veniva ricoverato nuovamente presso il Riuniti l'11 settembre.
Nonostante la complessità  delle operazioni subite dal sign. Barra, l'uomo sempre cosciente e vigile, aveva ripreso la normale funzione deambulatoria, tant'è che riusciva a reggersi sulle proprie gambe senza supporti di nessun tipo. Il quadro clinico di Michele Barra si complica dopo l'ultimo intervento, a seguito del quale, l'uomo contrae il batterio Pseudomonas e poi, durante una nuova degenza, a seguito di dimissioni, anche il fungo della Candida, situazione che lo debilita fortemente e a cui il reparto di neurochirurgia, a detta della figlia Filomena, non pone mano con una adeguata copertura antibiotica.
A strappare Michele dall'affetto dei suoi cari è stata la condizione febbrile e la setticemia, che ha compromesso le difese immunitarie, già  di per sè basse. Michele Barra è stato trasferito dal reparto di neurochirurgia dove ha subito i 4 interventi al reparto di malattie infettive, in cui è deceduto. "Non si può morire per un'infezione dopo aver superato 3 interventi importanti al cervello". - Si chiede disperata la figlia Filomena, che affida la sua rabbia a l'Attacco, chiedendo risonanza per il caso che ha coinvolto suo padre.
Filomena Barra denuncia su queste colonne quelle che la sua famiglia ritiene gravi negligenze dell'equipe medica del reparto di neurochirurgia.
Allo stato attuale dei fatti, la famiglia Barra ha adito le vie legali. Dopo aver sottoposto al questore il caso, Filomena ha sporto pubblica denuncia. Nel corso del pomeriggio di lunedì, la questura si è mossa su insistenza della figlia Filomena al sequestro delle 6 cartelle cliniche.
I congiunti di Michele Barra si sono recati in procura per avere ragguagli circa le tempistiche dell'iter giudiziario, assistiti dal patrocinio dell'avvocato Giorgio De Laurentiis di Foggia, che ha disposto l'esame autoptico del sig. Barra.
A l'Attacco il direttore sanitario degli OORR, dott. Franco Mezzadri, replica alle accuse mosse all'azienda ospedaliera foggiana.
"Ho guardato le cartelle cliniche, seguendo l'evoluzione dei fatti, e così come si sono svolti gli eventi, ritengo che non vi è nessuna responsabilità  diretta della struttura.
Il paziente era un uomo di 74 anni affetto da diabete ed ipertensione arteriosa, che faceva terapia con anticoaugulanti". - Argomenta il direttore sanitario del Riuniti di Foggia.
Dopo il primo intervento effettuato nel reparto di neurochirurgia per l'asportazione di un ematoma, successivamente si è scoperto che il defunto aveva un idroma come conseguenza dell'intervento per l'asportazione cranica. Il Barra è stato dimesso il 28 agosto, preso in carico nuovamente dall'azienda ospedaliera l'11 settembre, tornato nel presidio con un'infezione della ferita esterna, che nulla a che vedere con infezioni interne cerebrali. E' stata la gestione domiciliare della ferita che non è stata oculata e che ha determinato l'infezione della ferita esterna". - Asserisce il dirigente. Per quanto concerne poi, la situazione infettiva del sig. Barra, Mezzadri ribadisce ancora, l'estraneità  di responsabilità  dell'azienda sanitaria da lui diretta, fornendo ragguagli clinici circa le infezioni subite dal paziente, la prima delle quali, la pseudomonas, sarebbe stata contratta durante il ritorno a casa del paziente e non nel presidio sanitario, mentre la candida sarebbe stata contratta a seguito di terapia antibiotica somministrata nel reparto di neurochirurgia, sentititi i pareri dell'infettivologo, smentendo quanto asserito dalla sig.ra Filomena, figlia del defunto Michele.
"L'ottimo dottor Colamaria, dopo la presa in carico del sig. Barra rileva una pseudomonas, dopo aver effettuato sul paziente una toilette chirurgica dell'infezione, il batterio non è determinato dalla contaminazione chirurgica in loco nel presidio, perchè mancano i tempi di incubazione e il nesso temporale tra gli eventi. L'infezione da pseudomonas- fa sapere il dirigente- è di tipo opportunistico, come viene definita in igiene, vale a dire, un'infezione aggressiva dopo il trattamento antibiotico, che è stato opportunamente somministrato al paziente.
Nei soggetti desedati con gravi patologie, come il Barra, - prosegue- è un'infezione che si virulenta, sviluppando infezione. La candida albicans, presente sulla superficie epidermica umana si sviluppa anche a seguito di terapia antibiotica, che debella tanto i batteri buoni, quanto quelli cattivi". - Conclude il dott. Mezzadri. (Claudia Ferrante)

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