Il caso Engie produce ancora effetti: aveva spaccato la maggioranza, adesso cinque indagati dalla Procura

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

La Procura della Repubblica di Foggia ha dichiarato ufficialmente chiuse le indagini preliminari riguardo all’inchiesta – anticipata su l’Attacco già il 23 aprile scorso - sulla pubblica illuminazione di Manfredonia. Cinque persone sono indagate perché – secondo l’accusa - avrebbero interferito  nell’ambito di un complicato iter di project financing proposto da Engie che avrebbe dovuto rinnovare e gestire il servizio di illuminazione pubblica, che gestiva già dal 2011, per un ulteriore ventennio. Secondo la tesi del pubblico ministero Roberto Galli – vittima di un’intimidazione nell’aprile scorso che, secondo alcuni, potrebbe avere a che fare con questa inchiesta -, coadiuvato dai sostituti Giuseppe D’Avolio e Giuseppe Mongelli, è contestato l’abuso d’ufficio agli allora Sindaco Gianni Rotice e assessore Angelo Salvemini, al funzionario comunale Giuseppe Di Tullo, a Luca Taggio che è il referente dell’azienda e all’imprenditore Michele D’Alba “portatore di interessi” per la Elettrogesuele. La proposta di partenariato risaliva al periodo commissariale, quando alla guida del Comune c’era la triade composta da Vittorio Piscitelli, Francesca Anna Maria Crea e Alfonso Agostino Soloperto. L’iter era iniziato con l’offerta di Engie che aveva proposto un project financing e il Comune di Manfredonia, nell’intento di aggiornare e ammodernare un sistema di illuminazione pubblica obsoleto e oneroso, prese in considerazione questa proposta come possibile soluzione per ridurre i costi energetici e migliorare la qualità del servizio. Più precisamente, l’affidamento prevedeva il servizio energia e gestione degli impianti di illuminazione pubblica, termici, semaforici, idrico-sanitari, antincendio e delle lampade esterne agli edifici comunali. Il contratto proposto avrebbe legato il Comune sipontino per 20 anni alla Engie, per una spesa di circa 37 milioni a cui si dovevano aggiungere una serie di costi extra. Ben presto, infatti, la convenienza economica e la trasparenza della proposta iniziarono a essere messe in discussione. Il rischio, a detta di molte voci critiche, era che la formula potesse nascondere costi occulti e impegni finanziari gravosi a medio-lungo termine, a discapito delle casse pubbliche.

Il 16 novembre 2022, il dirigente del V Settore – Lavori pubblici e Autorizzazioni ambientali ingegnere Giuseppe Di Tullo rivolse alla Engie una richiesta di chiarimenti circa alcuni argomenti. Quasi la metà di questi dubbi – quattro su dieci – erano gli stessi che l’Attacco aveva sollevato in precedenza. Ritenuti evidentemente validi, visto che il colosso specializzato in servizi energetici rispose fornendo rassicurazioni al Comune di Manfredonia. Ma ormai si era accesa la bagarre e, quando il provvedimento fu portato in aula, la maggioranza era spaccata. 

Lo scontro intestino ha visto protagonisti l’assessore Salvemini da una parte – che perorava la proposta di Engie – e il Sindaco Rotice dall’altra, dopo che aveva fatto un passo indietro sul project financing a seguito di una diffida arrivata dalla Elettrogesuele. Anche il gruppo consiliare di Forza Italia nutriva perplessità circa la convenienza della proposta avanzata al Comune, tanto è vero che il capogruppo Vincenzo Di Staso chiese ulteriori approfondimenti attraverso “una valutazione tecnico-giuridica e un esame delle ricadute economiche per l’intera comunità”.

Il 27 ottobre 2022 quell’accapo era stato rinviato e il 23 gennaio 2023 – il giorno prima che scadesse il precedente contratto con Engie - tornò nella massima assise cittadina. Nonostante le tensioni sempre più evidenti, fu Rotice stesso a presentarlo formalmente in aula e, all’atto della votazione, la minoranza abbandonò l’aula e i restanti 14 consiglieri la rigettarono. 

Quel Consiglio comunale era stato preceduto dall’atto con cui il Sindaco aveva ritirato le deleghe a Salvemini, dopo che lo stesso aveva inviato una lettera a tutti i consiglieri comunali facendo balenare circostanze poco chiare. Rilievi che Salvemini riprese nella conferenza stampa che tenne il 2 febbraio di due anni fa, quando disse che ciò che stava emergendo era “solo la punta di un iceberg molto più grosso e sottomarino. Io lo conosco, perché l’ho visto da dentro. Attendo di essere chiamato dall’autorità giudiziaria per spiegare dettagliatamente gli elementi in mio possesso”.

L’iniziativa della lettera dell’allora assessore Salvemini, infatti, non era stata l’unica. Seppur con toni e per motivazioni diverse, i consiglieri ne ricevettero un’altra - a firma del Consorzio Cns e della Elettrogesuele – con la quale erano invitati - prima di fare qualsiasi scelta - a tenere in considerazione le offerte che avevano avanzato al Comune sipontino. 

Un modo di fare insolito per più di uno, tra questi Francesco Schiavone, che era consigliere comunale di opposizione e dichiarò pubblicamente che “ho già avvisato gli organi competenti”, così come riferì di aver fatto Rotice.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet