Pur consapevoli della specificità di ogni elezione e territorio, gli occhi di tutti i partiti e movimenti civici di Foggia era puntata sull’esito delle amministrative di Brindisi, l’unico capoluogo di provincia al voto domenica e lunedì scorsi. La risposta è arrivata ma a metà, visto che sarà necessario il turno di ballottaggio, tra due settimane. Non è facile per il M5S di Capitanata commentare l’esito del voto di maggio in Puglia e difatti nessuna dichiarazione viene rilasciata il giorno dopo la chiusura delle urne. La sola affermazione che trapela è che dopo il ballottaggio di fine maggio partiranno finalmente i primi incontri ufficiali per le elezioni d’autunno a Foggia. I contiani scontano per l’ennesima volta la fortissima discrasia tra i risultati a doppia cifra delle elezioni politiche (che a settembre 2022 videro il M5S primo in Puglia, compresa Foggia col 41%) e i dati a una cifra delle amministrative.
Dove il Movimento si è presentato da solo, come ad Altamura, è stata una debacle: lì il candidato pentastellato ha ottenuto appena il 7,66%, arrivando terzo.
Oggi i 5S di Foggia, che attendevano l’esito del voto di maggio per avere un quadro più chiaro anche in vista delle prossime alleanze nel capoluogo daunio, si ritrovano tra due fuochi: da un lato le altre forze del campo largo progressista che sottolineano la necessità di correre tutti uniti per vincere (come ha prontamente fatto il segretario regionale Pd Domenico De Santis dopo essersi sentito col coordinatore regionale M5S Leonardo Donno), dall’altro quegli attivisti che al contrario si oppongono alla coalizione giallorossa e sottolineano che nemmeno dove si è andati insieme, come a Brindisi, il risultato del primo turno è stato quello sperato.
“Se non si rafforzano con le persone e si vive solo di simbolo non può che andare male”
Al ballottaggio di Brindisi, tra due settimane, si arriverà col candidato sindaco Roberto Fusco scelto dai contiani partendo da un gap di 10 punti inflitto dal centrodestra del forzista ed ex socialista Pino Marchionna. Nel fronte emilianista di Capitanata l’analisi è netta. “Il Pd a Brindisi ha mantenuto col suo 14%, perché al contrario del M5S ha una classe dirigente. I 5S non hanno fatto un grande risultato col 5,1%”, commentano a l’Attacco alcune fonti.
“Il minimo sindacale era per loro il 10-12%, visto che esprimevano il candidato sindaco era lecito attendersi qualcosa di più. Il candidato sindaco nelle elezioni amministrative fa la differenza, è sempre stato così. I partiti hanno ormai un ruolo marginale rispetto alle liste civiche. La cosa più importante è individuare la persona giusta. Dove questo è successo gli esiti sono stati chiari, perché di norma è il candidato sindaco che trascina la coalizione. Forse a Brindisi Fusco è stato scelto troppo in ritardo o in ogni caso non ha scaldato i cuori, fermo restando che tutto può succedere nel ballottaggio. Ad ogni modo Brindisi non è Foggia: quella è una città in cui ha governato il centrosinistra finora e l'ex sindaco Rossi non ha entusiasmato, tant'è che non è stato riproposto dalla coalizione e si è fermato al 10%. Dunque è stata giusta la scelta di cambiare candidato sindaco, però il risultato finora è stato insoddisfacente. Il paragone che si può fare con Foggia è che da noi Mongelli e Ciliberti non furono riproposti e i loro anni non sono ricordati come entusiasmanti”.
Il giudizio sul M5S è netto. “I risultati delle elezioni amministrative non possono essere accostati in alcuna maniera a quelli delle politiche. Dove i 5S si sono presentati da soli a questa tornata, come ad Altamura, sono andati male. Se non rafforzi il partito con le persone, se vivi solo di simbolo, vai bene alle politiche grazie al simbolo che tira ancora ma vai malissimo alle elezioni amministrative. Pure Fratelli d'Italia, che vola a livello nazionale, in Puglia manca ancora di una classe dirigente e infatti il partito ha preso nei comuni tra il 5 e l'8%, al massimo il 10%. A farla da padrone sono state le liste civiche, ad esempio a Grottaglie il candidato di CON Emiliano ha ottenuto il 18,5%, mentre a Casamassima il candidato civico di Emiliano, l’uscente Nitti, ha battuto 5S e Pd”, continuano le fonti emilianiste.
“I 5S hanno la mentalità delle elezioni politiche ma si devono sintonizzare sulle amministrative, se vogliono incidere devono stare assieme ad altre forze. Altrimenti a Foggia avverrà come nel 2014 e 2019, ovvero i 5 Stelle otterranno un risultato limitato e poi perderanno anche alcuni degli eletti per strada. L'alleanza per il M5S è indispensabile, è l'unica via per vincere”.
Quanto alla Capitanata, l’unico paese in cui la coalizione giallorossa era unita è Pietramontecorvino. “E’ un vero peccato che il sindaco uscente Giallella abbia perso perché ha governato molto bene. I civici hanno vinto a Bovino con Sinistra Italiana, così come a Peschici dove i civici e Piemontese sostenevano D’Arenzo. A Vico quel distacco era inimmaginabile, pur con una lista forte come quella di Raffaele Sciscio che vedeva tutti i nomi di peso. Il fatto è che è scattata una competizione interna tra i candidati. Alla fine la lista del candidato Pd ha preso quanto un singolo candidato di Raffaele Sciscio. Infine a Peschici la voglia di cambiare ha prevalso: c’era anche nel 2019 ma allora si corse disuniti contro Franco Tavaglione mentre stavolta siamo riusciti a mettere insieme tutti i suoi oppositori, compresi gli ex rivali Gianni Maggiano e Memo Afferrante”.
In attesa che, finalmente, dopo il ballottaggio di Brindisi non ci siano più scuse per rinviare ancora il tavolo a Foggia, sta provocando numerose reazioni nella base del M5S l’intervista de l’Attacco all’ex candidato sindaco ed eletto pentastellato Giovanni Quarato.
L’ingegnere, precisando di parlare oggi come semplice attivista, ha espresso ieri su queste colonne tutta la propria contrarietà all’ipotesi che il M5S possa scegliere di sostenere l’ex meloniano Giuseppe Mainiero quale candidato sindaco. Stando ai rumors, Quarato ed altri attivisti starebbero invece perorando la soluzione di puntare sull’ex consigliere comunale M5S Giuseppe Fatigato.
Nelle ore successive alla pubblicazione dell’articolo diversi attivisti hanno espresso disaccordo rispetto a quanto affermato da Quarato, a conferma di come tra i contiani ci sia un dibattito molto acceso al momento sulla strategia da seguire per le comunali foggiane.
“Ho letto le parole di Quarato su Mainiero e desidero precisare che Quarato non ha nessuna facoltà a parlare a nome del M5S. Fare dichiarazioni inerenti il Movimento è facoltà del solo coordinatore provinciale Mario Furore e dei nostri portavoce”, dichiara Nino D’Andrea, iscritto e attivista del M5S di Foggia. “Se poi sono opinioni personali di un semplice iscritto, invitiamo l’Attacco a sentire altri iscritti. Quarato non rappresenta il Movimento. In una fase politica molto delicata per la nostra città certe dichiarazioni sono inopportune”.
Altri messaggi dello stesso tenore sono seguiti durante la giornata.
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