Curtotti è stata la sfidante di Lo Muzio per il neo rettorato, quando i più in ateneo hanno voluto porre la pietra tombale sui veleni del sessennio dell’ex rettore Ricci, suo principale sponsor e mentore della sua crescita accademica. È proprio grazie alla sua fedeltà a Ricci (elogiato nel 2022, al momento della quiescenza, come “un uomo di scienza e un uomo delle istituzioni, un servitore dello Stato”), infatti, che è diventata direttrice di dipartimento a Giurisprudenza e per questo si era trovata, oggi, nelle condizioni di proporsi come rettrice, dopo aver contribuito strenuamente alla tenuta di quel sistema malato, fatto di amici e nemici, di generosi premi e spietate vendette.
Molto lontana dunque dall’immagine di sé che propone sui social, una novella Giovanna d’Arco che combatte fino al martirio per la tenuta etica di Unifg, credibile solo per taluni esterni al contesto universitario e per complici o smemorati interni. E’ vicina al Pd piemontesiano, come hanno dimostrato sia il tifo politico affinché Curtotti diventasse rettrice sia i rumors nel 2022 che la volevano candidata sindaca ideale per Foggia agli occhi del vicepresidente di Regione, che già aveva cooptato negli anni precedenti Ricci. L’anello di congiunzione con Piemontese, dominus del Pd territoriale, è senza dubbio rappresentato da Ricci, legatissimo da anni al dem.
Sono, poi, ottimi i rapporti di Curtotti con gli ambienti di Procura e avvocatura, come pure con quelli delle forze di polizia, sia per via di Scienze Investigative che per le iniziative di formazione organizzate assieme. Una Procura, va detto, che ha sempre un atteggiamento globalmente benevolo con Unifg, quando in casi analoghi a quelli registratisi nell’ateneo dauno le altre Procure italiane si sono attivate con rinvii a giudizio.
Ma è nota alle cronache anche la guerra di Curtotti alla professoressa Cangelli, colpevole di aver voluto sfidare senza paura l’allora rettore Ricci – ovvero l’autocrazia e il potere – per far valere i propri diritti: azione che l’ha resa nota anche per determinazione e forza d’animo. Cangelli è stata pronta a mettersi contro l’establishment dell’Ateneo, rischiando una vera ostracizzazione, e ad adire i tribunali di ogni ordine e grado per ottenere giustizia.
Tutto iniziò nel 2016, quando decise di partecipare ad un concorso da professore ordinario di Diritto amministrativo bandito da Unifg e nel quale propose la ricusazione di uno dei membri della commissione giudicatrice ritenendo si trovasse in conflitto di interessi rispetto ad un’altra candidata. L’istanza di ricusazione presentata al rettore fu da questi respinta e il concorso fu vinto proprio da quella candidata. Da quel momento in poi anni di durissima battaglia (vinta) contro il Magnifico e il “cerchio magico”, con Curtotti in prima fila a difesa di Ricci.
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