Poca voglia di commentare, ma per Furore le parole del direttore: “Sono state strumentalizzate”

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Sull’aspra querelle alimentata dalle reazioni della Procura e di alcuni notabili dell’antimafia sociale rispetto all’analisi di Piero Paciello (strumentalizzata da certa stampa come “negazionista della mafia a Foggia”) l’Attacco ha provato a sentire, in diversi casi senza successo, il commento dei rappresentanti politici del territorio in Parlamento.

Se Giandiego Gatta (deputato di Forza Italia) si è detto “non aggiornato sulla questione a causa del grave lutto che ha colpito me e la mia famiglia (l’onorevole negli scorsi giorni ha perso la madre, ndr), anche il deputato 5 Stelle, Giorgio Lovecchio, ha ammesso di non essere a conoscenza del tema (“mi informo più nel dettaglio e richiamo io per un commento”, ha assicurato a l’Attacco, che, però, nell’arco della giornata di ieri, ha dovuto registrare il definitivo defilarsi dell’onorevole pentastellato. Impossibile ascoltare il punto di vista anche dell’onorevole Giandonato La Salandra (il deputato di Fratelli d’Italia appena nominato tra i componenti della nuova Commissione parlamentare antimafia), che, raggiunto telefonicamente sempre nella mattinata di ieri, ha riferito di trovarsi nel bel mezzo di audizioni parlamentari.

Praticamente la stessa identica dinamica occorsa nel tentativo di coinvolgere nel dibattito pubblico anche il senatore Marco Pellegrini (ex componente della Commissione parlamentare antimafia, impegnato, a suo stesso dire, “in missione con la Commissione Difesa” nel momento in cui l’Attacco lo ha contattato), da sempre politicamente molto attivo sul tema dalla criminalità organizzata e delle sue infiltrazioni nel capoluogo dauno.

Poche parole sull’attuale bufera mediatica sono giunte, invece, dalla senatrice meloniana Annamaria Fallucchi, altrettanto raggiunta telefonicamente da l’Attacco. “Preferisco non esprimermi a riguardo, si tratta di un argomento e di una situazione molto delicate – ha detto inizialmente, poi, però, aggiungendo -. Penso che l’Attacco non abbia mai sostenuto tesi fiancheggiatrici del fenomeno mafioso. Credo, altrettanto, che la mafia a Foggia esiste, è violenta e va attenzionata maggiormente: i riflettori su di essa non vanno mai spenti, anzi amplificati se è possibile. Si tratta di una questione – ha chiosato la senatrice - su cui tutta la comunità dovrebbe remare nella stessa direzione”.

Non è stato “per nulla appassionato da questo dibattito”, a suo stesso dire, Mario Furore, europarlamentare del Movimento 5 Stelle. Che però non si è sottratto a un commento richiestogli sulla tematica. “Credo - ha affermato a l’Attacco - che le parole di Paciello siano state strumentalizzate in una guerra mediatica tesa a creare ‘i buoni e i cattivi’. Ho compreso bene il discorso del direttore, essendo io persona scevra da ogni tipo di condizionamento. Per quanto mi consta la sua visione non è tesa a rinnegare la presenza della mafia a Foggia e in Capitanata, ma piuttosto a sottolineare determinati fenomeni di corruttela che non possono assimilarsi a dinamiche di stampo mafioso. E di certo non si può banalizzare tutto ciò in una guerra tra ‘guelfi’ e ‘ghibellini’. Foggia in questo momento – ha proseguito Furore - non ha bisogno di questo: né di chi nega la presenza della mafia sul territorio né di chi dice che la mafia è stata causa totalizzante del declino della città. Un dibattito così polarizzato non è l’atteggiamento giusto perché si allontana dalla necessità, invece, di una serena discussione rispetto ad alcune vedute ed analisi sul tema. E non mi piacerebbe affatto se una simile maniera di affrontare le cose si trasformasse in oggetto di futura campagna elettorale. La città – ha evidenziato il coordinatore provinciale del M5S - deve ripartire dall’assunzione che certamente Foggia andava sciolta per mafia, ma che, altrettanto, il declino del capoluogo dauno va oltre e arriva, per esempio, ai fenomeni di corruttela dei colletti bianchi”.

Detto ciò, Furore ci tiene, infine, a ribadire che: “Come Movimento 5 Stelle siamo stati a favore dello scioglimento del consiglio comunale di Foggia per infiltrazioni mafiose. Perché crediamo che tra i condizionamenti della macchina amministrativa sia ravvisabile quello della malavita. Ne siamo fermamente convinti e lo dicono anche le carte (la relazione di scioglimento del Comune di Foggia, ndr), in cui si può ben riscontrare come alcuni eletti erano condizionati dalla criminalità organizzata del territorio. Penso, in tal senso, alla procedura municipale per l’implementazione della videosorveglianza in città, contesto nel quale è stato accertato che una consigliera comunale (il riferimento è a Liliana Iadarola, ndr) abbia ricevuto pressioni da personaggi contigui ai clan per evitare quel provvedimento. Esempio lampante di come la mafia abbia potuto condizionare la macchina politica che era in capo al Comune di Foggia”, ha concluso sul punto l’eurodeputato foggiano.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet