Il rinnovo contrattuale in favore della partecipata Amiu Puglia spa ha rappresentato, nei 29 mesi complessivi di durata del commissariamento del Comune di Foggia, la decisione più politica e pesante che sia stata assunta. Una decisione da cui sono scaturite numerose conseguenze. Era il 23 febbraio quando l’Attacco svelò in esclusiva che era stata aperta un’indagine, affidata alla Guardia di Finanza, sulla spa barese e sul contratto con cui la commissione straordinaria del Comune di Foggia ha assegnato per ulteriori 9 anni il servizio di igiene pubblica urbana alla società in house, per un importo complessivo di 203.017.107,86 euro. L’indagine è stata determinante rispetto alle dimissioni dell’ex commissaria Marilisa Magno, poi sostituita dal prefetto Vincenzo Cardellicchio. Il rapporto con Amiu è uno dei temi più caldi per la prossima amministrazione comunale. Ai cinque candidati sindaci l’Attacco ha dunque che posizione abbiano al riguardo e se ritengano che sia stato un errore, oppure un atto condivisibile, la scelta commissariale del rinnovo. La risposta dei più rinvia a dopo le urne, a valutazioni da compiere. Si prende tempo, senza parole nette.
Negli schieramenti compositi si pone anche la questione di appianare le diverse visioni dell’affaire Amiu.
E’ stato come al solito diretto il candidato sindaco Giuseppe Mainiero, ieri l’altro, rispetto all’alleanza Pd-M5S. “Voglio vedere come la mettono, considerato che stanno con il partito di Amiu”, ha detto riferendosi ai contiani, i quali hanno assorbito nella propria lista chi ha inviato gli esposti in Procura contro il rinnovo contrattuale e che si propongono di amministrare insieme ai dem, da sempre vicinissimi alla partecipata di Bari.
A l’Attacco replica serenamente l’europarlamentare e coordinatore provinciale M5S Mario Furore, ideatore della candidatura di Marida Episcopo e fautore del campo largo progressista: “Amiu e l'intera gestione del ciclo rifiuti rappresentano una problematica molto seria e complessa per il M5S, la affronteremo con estrema serietà con l’intera coalizione progressista che cercherà di imprimere una svolta anche in questo ambito così delicato. Ambito che incide in modo determinante nella qualità della vita dei nostri concittadini e nell'immagine e nel decoro di Foggia. Rappresenta quindi un punto centrale nel programma che presenteremo presto, sintesi mirata delle rispettive posizioni e frutto di incontri molto proficui e intensi che ci vedono sostanzialmente allineati sulla necessità della revisione del piano industriale, della separazione dei bilanci preventivi e consuntivi di Amiu tra la gestione di Foggia e Bari, dell'avvio di nuovi progetti di raccolta porta a porta e della sostituzione dei cassonetti rotti ed inadeguati, e di un articolato e complessivo nuovo approccio a ogni aspetto”.
“La nostra sensibilità in materia non nasce certo in queste settimane: il mio collega alla Camera Giorgio Lovecchio ha presentato da tempo un'interrogazione parlamentare e abbiamo apprezzato e convintamente sostenuto l'impegno dell'associazione di cittadinanza attiva La Società Civile, che ha presentato 10 esposti in Procura, controfirmati da avvocati e importanti realtà ambientaliste del territorio, come pure le inchieste firmate da Francesco Strippoli su l’Attacco. Il M5S ha partecipato a tutti i tavoli di lavoro e alle manifestazioni promosse dall'associazione, e posso anticipare che ha candidato sia la presidente Lucia Aprile che lo stesso Strippoli nella lista di aspiranti consiglieri comunali M5S. Mi sembra una chiara indicazione della nostra volontà di imprimere una svolta concreta alla vicenda Amiu, mantenendo sempre il servizio in mano pubblica”, conclude Furore.
“Prima di assumere qualsivoglia iniziativa bisogna analizzare in maniera attenta il nuovo contratto e la consistenza della nostra partecipazione in Amiu Puglia”, afferma a l’Attacco il forzista Raffaele di Mauro, candidato sindaco del centrodestra. “Sarebbe paradossale che al danno di una gestione baricentrica si aggiungesse la beffa di una perdita patrimoniale. Una volta fatte queste verifiche, l’obiettivo sarà quello di garantire ai cittadini di Foggia, quotidianamente, una città pulita. Sarà nostra premura analizzare la situazione attuale di uomini, mezzi e strutture e se necessario migliorarli e rafforzarli al solo fine di garantire il miglior servizio possibile alla comunità”, conclude di Mauro, che non aggiunge altro rispetto al proprio giudizio sulla decisione del rinnovo contrattuale assunta da Magno&Co.
Mentre è la seguente la posizione sul tema della candidata sindaca del campo largo progressista, ovvero la provveditora agli studi (ora in congedo) Maria Aida Episcopo: “Faccio una premessa - esordisce - tanto per me quanto per la coalizione che rappresento: la gestione pubblica dei rifiuti è un principio non emendabile. Non mi sento di biasimare la scelta dei commissari sul rinnovo del contratto perché la decisone è maturata in una situazione di emergenza. Resta però il problema di una corretta gestione del ciclo dei rifiuti, dalla raccolta differenziata allo smaltimento, che ad oggi presenta evidenti lacune che intendiamo affrontare quanto prima direttamente con i vertici Amiu”.
Non ha dubbi, invece, Giuseppe Mainiero (Resto a Foggia): “Se la decisione è stata un totale errore? Assolutamente sì. Serve revocarla, mettendo fine al contratto, e la partecipazione del Comune di Foggia in Amiu va rinegoziata perché è sottostimata rispetto a quanto la spa negli anni ha incamerato in danno del nostro ente. Il rinnovo non andava fatto, bisognava ridiscutere le partite finanziarie. Amiu ha introitato illegittimamente 5 milioni di euro l’anno dall’impianto di biostabilizzazione di Foggia: quei soldi sono diventati un utile per il Comune di Bari quando in realtà dovevano essere ricondotti nell’ambito della proprietà appartenente al nostro Comune. I costi, invece, sono stati tutti a carico dei foggiani”.
“Ci sto lavorando” è la risposta laconica e lapidaria del professore Unifg ed ex parlamentare M5S Nunzio Angiola, uno dei tre candidati sindaci civici in campo.
Articolata, invece, l’analisi dello sfidante Antonio de Sabato, ex consigliere comunale oggi alla guida di Progetto Concittadino. “Sono convinto che il segreto per una buona amministrazione è gestire autonomamente i servizi”, dice a l’Attacco. “Sullo smaltimento e il recupero dei rifiuti da parte di Amiu credo sia stato un grosso errore procedere al rinnovo del contratto per altri 9 anni. A tal proposito si può pensare di ritornare a costituire un'azienda municipalizzata su cui esercitare un controllo politico diretto. E questo sarà possibile solo se l'azienda stessa risiede nel nostro territorio. Da notare che la sede principale di Amiu è a Bari anche se si tratta di una partecipata, nel cda per il Comune di Bari ci sono tre consiglieri mentre per Foggia due consiglieri. La futura azienda dovrà rinascere dalle proprie ceneri, senza illudere i cittadini con ipotetici progetti di smaltimento”, continua de Sabato.
“Inoltre, sono un po' di anni che i cittadini foggiani pagano una multa - che dovrebbe essere addebitata all'azienda e non spalmata a cascata sui cittadini - per il non raggiungimento del livello di raccolta differenziata indicato dalla legge. È necessario ripartire da una grande campagna di comunicazione sull'utilità e la necessità di una raccolta differenziata: sostituzione e aumento reale dei cassonetti, articolazione della raccolta degli imballaggi prodotti dalle attività commerciali, creazione di punti di raccolta di vetro e lattina nelle zone della movida; recupero degli oli reflui, dell'umido e relativa lavorazione per la creazione del compost, creando una sinergia con le associazioni degli agricoltori; recupero del materiale elettrico dismesso, creando una piattaforma di lavorazione. In sostanza, urge ripristinare o ricreare aree di stoccaggio e lavorazione dei rifiuti da differenziare. Tutto ciò comporterebbe oltre ad un evidente vantaggio per l'ambiente, un incremento di manodopera specializzata e non, nonché la possibilità di creare un indotto derivante anche dalla vendita del materiale di riciclo. Auspico nell'immediato una collaborazione con le associazioni ambientali, dal mio modesto punto di vista indispensabile al punto in cui siamo. Progetti condivisi e indicazioni potrebbero creare una sinergia di interventi nel medio e lungo periodo, migliorando l'efficienza stessa della raccolta complessiva dei rifiuti. Una domanda non ha ancora risposta: come è possibile che, mentre le ecomafie continuano a fare miliardi sullo smaltimento e il riciclaggio dei rifiuti, a Foggia invece misteriosamente l’ex azienda municipalizzata Amica spa ha prodotto solo debiti e un fallimento?”, conclude Antonio de Sabato.
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