Chi di mafiologia colpisce di mafiologia perisce. Le polemiche scatenatesi contro l’amministrazione comunale di Foggia, retta dalla sindaca Marida Episcopo, per l’affidamento diretto in favore della Cassandro srl – dopo l’interdittiva antimafia del 2021 dell’attuale prefetto di Foggia Maurizio Valiante e l’indagine penale della DDA del 2020, per presunta truffa di fondi comunitari e contatti con la batteria foggiana Sinesi-Francavilla, con l’agronomo barlettano Manlio Cassandro “prosciolto per assenza di gravi indizi di colpevolezza” - mostrano come chi si è proposto come paladino della legalità e dell’antimafia, aderente in toto alle logiche prefettizie, sia rimasto vittima di quelle stesse logiche. Ed ora si sta valutando la revoca dell’affidamento. Nei mesi scorsi il dirigente dei Servizi finanziari del Comune di Foggia, Carlo Dicesare, bloccò alcuni affidamenti diretti da parte dell’Area tecnica, tra cui quello che l’allora dirigente Concetta Zuccarino stava per fare, da 135mila euro, oltre Iva ed oneri previdenziali, alla nota Cassandro srl, “per le attività di monitoraggio procedurale e rendicontazione sul sistema informativo ReGIS”, per la durata di 30 mesi. Adesso l’affidamento diretto a Cassandro srl è passato, ma nettamente ridimensionato.
A firmarlo è stata la nuova dirigente a tempo determinato Alessia Cordisco (Area 8 Rigenerazione Urbana PNRR), che impegnando la somma complessiva di 43.480 euro (compresa IVA al 22%) ha proceduto ad attribuire a Cassandro il servizio di monitoraggio e rendicontazione dei progetti finanziati nell’ambito del PNRR per cinque mesi, a seguito di esito negativo dell’interpello interno all’ente, per un corrispettivo di 35.640 euro a seguito di ribasso del 1% rispetto all’importo calcolato. Stando alle fonti interne a Palazzo di città sarebbe stato l’assessore barese ad Urbanistica e Lavori pubblici, il dem Giuseppe Galasso, a volere Cassandro. Non si può peraltro cadere oggi dal pero e dire di non saperne nulla (non possono farlo né in amministrazione comunale né nell’Ufficio territoriale del Governo), perché già a luglio scorso l’Attacco e l’ex candidato sindaco di Foggia Giuseppe Mainiero, eletto di opposizione, rivelarono gli affidamenti diretti tentati da Zuccarino e bloccati da Dicesare. Mainiero ne parlò anche in una seduta consiliare, costringendo l’assessore Galasso a intervenire in difesa della ex dirigente.
Ora che l’amministrazione comunale è stata travolta dalle polemiche - da parte del Corriere del Mezzogiorno e di eletti di minoranza ma anche con rilievi critici da pezzi della stessa maggioranza, come gli eletti Pontone e Di Paola - ci sono diverse valutazioni da fare e che sono riconducibili a due profili differenti: quello della legalità e quello dell’opportunità. Il “fine pena mai” non esiste rispetto alle interdittive: le imprese uscite dal percorso di interdittiva antimafia e controllo giudiziario, un percorso si direbbe di accompagnamento, hanno diritto di lavorare. Tant’è che la BNDA, la Banca nazionale per la documentazione antimafia, risulta pulita per la Cassandro srl. Anche altre imprese hanno ottenuto nuovi appalti, in modo legittimo, dopo interdittiva e biennio di controllo giudiziario conclusosi positivamente, a cominciare dal mega appalto da 18,5 milioni di euro andato nei mesi scorsi a Gianni Trisciuoglio e Marco Insalata per la gestione e l’ampliamento del cimitero comunale. Lo spirito della legge, d’altronde, è proprio quello di riammettere nel mercato le imprese “bonificate” dal rischio di condizionamenti mafiosi.
Detto ciò, quanto è opportuno che un’impresa, pur quotata, possa essere scelta intuitu personae, cioè su base del tutto fiduciaria, individuando gli importi economici di affidamento in funzione del fatto di rimanere al di sotto della soglia di evidenza pubblica? Nel caso di Cassandro srl è stata tenacemente costruita una strategia per ottenere lo stesso risultato dell’affidamento diretto dopo la bocciatura al primo tentativo da 135mila euro. Altro interrogativo posto: c’era davvero bisogno di esternalizzare il servizio? E’ il tema del PNRR e della connessa rendicontazione. Se un ente che ha un parco progetti non eccessivamente folto, come il Comune di Foggia, decide di rivolgersi a soggetti esterni, specie se all’ultimo momento, è evidente che ha un forte deficit organizzativo. Vuol dire che le assunzioni delle due dirigenti a tempo determinato Cordisco e Licari, come pure l’irrobustimento della restante tecnostruttura, non sono serviti.
C’è poi anche un profilo, secondo gli addetti di lavori, inerente all’opportunità anche organizzativa rispetto ai rapporti coi fornitori di Palazzo di città: “Perché fare un affidamento intuitu personae a impresa non del territorio di Foggia e Capitanata? In tal modo si sconfessa un’intera classe professionale locale, che invece bisognerebbe far crescere”. Come dire: non solo ti rivolgi all’esterno ma peschi anche nel Barese e scegli un’impresa notoriamente monopolista nei rapporti con la Regione sul PSR (“su 5mila pratiche 1800 circa sono curate da Cassandro”, dicono i beninformati), consulente di numerosissimi Comuni, consorzi, GAL, etc. E nel pescare Cassandro fai qualunque cosa per riuscire in qualche modo ad affidargli l’incarico dopo gli ostacoli iniziali.
C’è poi il tema dell’interdittiva degli scorsi anni con la connessa inchiesta penale, elementi che non impedivano tale affidamento. Qui l’amministrazione Episcopo ha commesso una evidente leggerezza, colma di superficialità, rispetto al tratto distintivo che si è data, ovvero alla narrazione legalitaria di “tutta un’altra storia” e della totale aderenza al verbo prefettizio e discontinuità rispetto all’amministrazione commissariata per mafia. Se in campagna elettorale ci si presenta come alternativa, come classe politica che è agli antipodi, poi non si sceglie l’impresa interdetta, senza che quest’ultima abbia vinto una gara pubblica. E’ una scelta che cozza in maniera chiara, ad esempio, col comportamento di una sindaca che scrive al tribunale di Foggia quando qualcuno ha a suo dire offeso magistrati ed istituzioni. Tutto ciò palesa un’enorme ipocrisia e una condotta inautentica. Insomma, era una scelta da evitare, non fosse stato altro che per quell’etica politica che si sbandiera ogni giorno. Non è coerente con la narrazione di Episcopo: prevalgono, anzi, le solite logiche di una politica delle relazioni.
Chi si pone come alternativa e si prostra davanti agli strumenti e ai ragionamenti prefettizi non cade in queste incongruenze. “Ci aspettiamo che a questo punto, tra qualche anno, la stessa Episcopo riabiliti Landella&Co.”, commenta un foggiano di centrodestra. “Non è una notizia, siamo finiti nel legalitarismo più esasperato. Bene fa l’amministrazione dimostrando di slegarsi da certe mostruosità”, dice una fonte di maggioranza.
Ma le ultime indiscrezioni che trapelano da Palazzo di città dicono che si sta valutando il dietrofront, cioè la revoca dell’affidamento alla srl fondata nel 2003, che ha Manlio Cassandro quale socio unico ma come legale rappresentante e amministratore unico da maggio 2022 il commercialista barlettano Maurizio Maria Galluisi, che nel proprio curriculum ha una ricca attività di consulente per Corte di appello barese, Tribunale di Bari, Regione Puglia, svariati Comuni di Capitanata (Rodi Garganico, Lesina, Vieste, Cagnano Varano).
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