Giovani malati di ansia sociale. L’educazione emotiva che aiuta a riconoscere e gestire il problema

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Contrastare l’ansia tra i giovani è un tema complesso che richiede azioni coordinate a casa, a scuola e nella comunità in generale. Esistono diverse strategie che possono essere adottate per aiutare i giovani, e un approccio su più livelli può fare la differenza. Se n’è discusso a Palazzo Dogana, in un incontro patrocinato dall'Università di Foggia e intitolato Giovani e Ansia Sociale: Strategie e Proposte di Intervento. L'obiettivo dell'iniziativa è stato quello di trovare delle soluzioni strategiche per mitigare il problema attraverso il confronto tra psicologi e specialisti del settore e testimonianze dirette di giovani studenti afflitti dal problema.

Tra gli ospiti chiamati ad intervenire c'era Giusi Toto, docente ordinaria di Didattica e Pedagogia Speciale UNIFG, L'Assessora alle Politiche Sociali Simona Mendolicchio, l'Arcivescovo di Foggia-Bovino Mons. Giorgio Ferretti, la psicologa del consultorio n2 ASL Foggia Luigina Valvano, Don Antonio Campo dell'Oratorio Sacro Cuore, Paolo Delli Carri dell'Associazione La Locanda dei Ragazzi ed il Presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti. “A Foggia stiamo intensificando gli incontri che riguardano l’ansia sociale, non è un caso perché troppo spesso sottovalutiamo questo aspetto. La giornata della Salute Mentale non si celebra solo il 10 ottobre, ma tutto l'anno - ha dichiarato l'Assessora Simona Mendolicchio a l'Attacco -.

Il dialogo tra i giovani e la cittadinanza deve avvenire continuamente e sempre più spesso. La fragilità generazionale va ascoltata, non può più rimanere ignorata. Le istituzioni principali come la chiesa, la famiglia, la comunità scolastica e i coetanei stessi devono poter fare di più. Bisogna fornire loro gli strumenti efficaci per non sottovalutare i piccoli segnali di insofferenza, per poter tendere una mano prima che sia troppo tardi - ha poi concluso -. Stanno venendo fuori sempre più spesso dichiarazioni sconvolgenti di autolesionismo, bullismo e suicidi giovanili. Non possiamo più starcene buoni ignorando il problema”. Tra le strategie per ridurre l’ansia a casa e a scuola esiste la possibilità di introdurre programmi di educazione emotiva per insegnare ai ragazzi a riconoscere e gestire le proprie emozioni. Questo può avvenire attraverso discussioni aperte in classe, attività di gruppo o l’uso di strumenti digitali per la gestione dell’ansia. Ma si può anche creare uno spazio di ascolto sicuro in cui gli studenti possano parlare apertamente delle proprie difficoltà. A scuola, questo potrebbe significare incontri regolari con un consulente scolastico o, in alcuni casi, attività di gruppo dove poter condividere esperienze. “So bene cosa vuol dire vivere un disagio - ha affermato Mons. Ferretti durante l'incontro -, ai miei tempi venivo bullizzato anch'io. La differenza è che qualche anno fa l'evento spiacevole restava circoscritto alla classe, al giorno d'oggi invece, milioni di persone possono prendere di mira un solo essere umano per colpa di un semplice video diffuso sui social. Bisogna parlare ai giovani e trovare il modo sia di contrastare il bullismo, che di educare alla socialità. Bisogna aiutare soprattutto chi vive intensamente l'ansia sociale ad esternare le emozioni evitando l’isolamento”. La vera sfida che bisogna affrontare tuttavia, è quella che prevede una vera e propria formazione per i docenti: per aiutarli ad assistere psicologicamente gli alunni, è importante andare oltre la semplice sensibilizzazione all'argomento. È possibile optare per un vero e proprio programma di alfabetizzazione emotiva per i professori, che includa la formazione di base sulla salute mentale. “La sensibilizzazione non è una soluzione ai problemi che attanagliano i ragazzi, ma è importante introdurla tra i docenti per aiutarli a capire meglio le tematiche generazionali presenti oggi tra i banchi di scuola - ha spiegato Toto -.In più è necessaria una formazione in servizio che stiamo provando ad attuare in Università ma anche sul campo, che permette agli insegnanti di acquisire una serie di strumenti utili ad intervenire sul piano pratico dell'assistenza - ha continuato -. La conoscenza delle tematiche generazionali contemporanee unita a strategie di gestione delle emozioni, comprensione attiva delle dinamiche sociali basate sull'utilizzo dei social, misure di contrasto del fenomeno della spettacolarizzazione del bullismo, assistenza ai disturbi post traumatici, esercizi pratici per mitigare l'ansia da prestazione e la paura del giudizio; può servire veramente moltissimo ad affrontare al meglio questa piaga sociale”. 

 

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