Nell’era della connessione e della digitalizzazione, anche la comunicazione istituzionale va adeguata ai nuovi mezzi e ai nuovi canali a disposizione. Se ne sono rese conto, di recente, anche le forze dell’ordine di Foggia, e in particolare gli agenti della questura, che da poco hanno aperto una nuova pagina Facebook. Gestita probabilmente in maniera piuttosto informale, da qualcuno interno al corpo, il neonato spazio pubblico è comunque riuscito a catturare l’attenzione di numerosi utenti, e in questo caso anche della stampa. La pagina è stata aperta appena qualche giorno fa, ma ha già raggiunto quasi 800 seguaci. Le prime due fotografie caricate, naturalmente, sono il logo della Repubblica Italiana e una panoramica della locale stazione di polizia. A seguire, il primo post vero è proprio è servito a raccontare, con l’ausilio di immagini e video, una serie di controlli a tappeto messi in campo dalla polizia di stato in collaborazione con la polizia locale. E poi ancora, il giorno successivo, due foto in bella vista del nuovo questore di Foggia, Alfredo D’Agostino, in posa con il Sindaco di Monte Sant’Angelo Pierpaolo d’Arienzo.
Infine, nella giornata di ieri, il racconto fedele, attraverso la condivisone di un link rimandante al sito web della polizia di stato, di un arresto a Manfredonia. Insomma, un modo interattivo e anche innovativo di interagire con l’utenza, sempre più indirizzata sui canali social, a dispetto forse persino della prassi austera e conservatrice che nell’immaginario collettivo distingue solitamente i corpi delle forze dell’ordine. A dare questa spinta propulsiva, probabilmente, è stato proprio il nuovo questore, a giudicare dal fatto che la pagina è stata creata a distanza di pochi giorni dalla notizia del suo insediamento a Foggia. Ma D’Agostino e i suoi collaboratori non sono i primi funzionari di polizia a testare nuove tecniche comunicative in questo senso.
Da tempo, infatti, oltre alle amministrazioni comunali, agli istituti scolastici e agli enti pubblici e privati in genere, anche le forze dell’ordine, tanto a livello strettamente locale quanto a livello nazionale, si sono dotate di veri e propri staff addetti alla comunicazione, a dimostrazione del tentativo di rinnovare le antiche formule anche da questo punto di vista. “La comunicazione corretta ed efficace è importante per tutti, ma in modo particolare per le forze dell’ordine, il cui enorme lavoro spesso è vanificato, o peggio ancora strumentalizzato, proprio perché non è ben comunicato all’esterno”, spiega l’esperta Silvia Gentilini, autrice del libro Parola alla polizia - La comunicazione efficace nella polizia di stato. “Il rapporto con gli organi di informazione si è sostanzialmente modificato”, le fa eco il collega Sergio Bedessi.
“Nel passato, il produttore di notizia, il giornalista, era un soggetto professionale qualificato, controllato e controllabile, e dall’evento alla notizia il tempo medio risultava essere di circa 12 ore”, spiega. “Oggigiorno, invece, chiunque è produttore di notizia. Grazie agli smartphone e ai social network, qualunque cittadino è in grado di riprendere un evento e pubblicizzarlo in pochi istanti a migliaia di contatti, che a loro volta possono fare altrettanto. Se una volta la propagazione della notizia era in linea con l’importanza dell’evento, oggi non è più così”, rimarca.
“Notizie banali e di ambito locale possono divenire, grazie ai commenti immessi insieme alle immagini su uno degli innumerevoli social network, veri e propri scoop a livello mondiale, con una ricaduta di immagine importante sui protagonisti dell’evento. È dunque necessario che chi lavora negli organi di polizia locale sia consapevole di questo fenomeno. Qualunque accadimento, anche banale, che veda coinvolto negativamente un appartenente alla polizia locale, può divenire fortemente problematico per l’immagine dell’organo di polizia e per quella della stessa amministrazione comunale cui appartiene”, prosegue lo studioso.
“Per questo, mentre il comando deve avere cura nell’anticipare le bad-news, tenendo costantemente informati gli organi di informazione con newsletter quotidiane che forniscano la versione ufficiale degli eventi che vedono in qualche modo protagonista la polizia locale, nonché presidiando i social network postando per primo con commenti adeguati eventuali eventi negativi a proprio carico, il personale tutto deve lavorare sempre con la consapevolezza che si muove su una sorta di palcoscenico, dove ogni cosa che lo riguarda può sempre essere ripresa e commentata. Contemporaneamente, si devono mettere in atto tutte quelle azioni utili a mantenere una efficace comunicazione istituzionale, utilizzando le innovative modalità che la tecnologia oggi offre, nella comprensione che una comunicazione istituzionale che riguardi la polizia municipale dovrebbe sempre esprimere concetti chiave e valori ben determinati connessi al particolare servizio”, conclude.
In definitiva, un altro passo - l’ennesimo - sulla via dell’autoproduzione dei contenuti, a scapito del ruolo e del mestiere del giornalista. Ad ogni modo, il nuovo questore pare essere arrivato a Foggia con le idee chiare su ogni aspetto. La prima cosa che ha fatto, infatti, è stata quella di convocare i consiglieri di opposizione Giuseppe Mainiero e Antonio de Sabato, e fare una prima chiacchierata con loro. Un segnale forte e chiaro, a proposito di comunicazione, su come vorrebbe impostare il suo mandato.
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