Mediterraneo, Galasso: “Fine lavori entro 2026”. Marasco: “Ultimo tassello di riqualificazione della zona”

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“Contiamo di terminare i lavori entro la fine del 2026”. Così l'assessore ad urbanistica e lavori pubblici del Comune di Foggia Giuseppe Galasso ha commentato i tempi relativi alla realizzazione dell'intervento di adeguamento funzionale e strutturale impiantistico e per l’acustica, l’antincendio, le barriere architettoniche dell’anfiteatro Mediterraneo, il contenitore culturale all’aperto costruito a partire dagli anni ’70, inaugurato nel 1995 e chiuso dal 2010, e da allora continuamente depauperato e vandalizzato.

Ammonta a 8,8 milioni di euro il totale dell’investimento stimato, grazie a 6 milioni stanziati dalla Regione Puglia e 2,8 milioni dal Comune di Foggia. Il bando per la procedura di gara aperta per l’esecuzione dei lavori (stralcio funzionale 1) è stato pubblicato il 23 gennaio scorso sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. “Non è un luogo qualsiasi, è un luogo dell'anima, è stato un punto di riferimento per questa città cui è stato sottratto per troppo tempo, dal 2010”, ha detto l'assessora alla cultura Alice Amatore. “Oggi quella stagione di degrado e abbandono è finita. La Regione Puglia fa un atto straordinario riconoscendo l'importanza della cultura e della riapertura del teatro”.

Dopo il finanziamento da 140mila euro ottenuto dall'amministrazione Landella per la progettazione è stato decisivo il finanziamento da 6 milioni di euro arrivato dalla Regione grazie alla interlocuzione tra il primo rup Carlo Dicesare e il vicepresidente della giunta regionale Raffaele Piemontese. “È stato un iter molto lungo, iniziato nel 2020 coi fondi per la progettazione. C'è stato un salto corrispondente al periodo Covid”, ha ricordato Galasso. “Nel 2023 intervenne l'aggiornamento del prezziario regionale che ha fatto incrementare la spesa di circa 900mila euro. Il progetto definitivo fu consegnato il 6 aprile 2023, dopo l'insediamento di questa amministrazione abbiamo approvato il primo stralcio progetto il 30 dicembre 2024. Avremmo dovuto adeguare ulteriormente al nuovo prezziario se non avessimo avuto tale tempestività. Da ultimo la gara è stata avviata con Invitalia lo scorso 23 gennaio e i termini di partecipazione scadranno il prossimo 26 febbraio. Immaginiamo di avviare i lavori entro la primavera 2025 e di ultimarli entro la fine del secondo semestre 2026. Stiamo al contempo lavorando sul secondo stralcio, contiamo di fare quei lavori in continuità per un unico cantiere esecutivo e una unica impresa”, ha aggiunto Galasso.

“La capienza dai 3.150 posti attuali passerà a 3.095-3.300 a seconda delle risultanze della commissione pubblico spettacolo, con tre ordini differenti tra la platea e due gradinate. Dobbiamo gioire per essere arrivati all'attuale traguardo dopo un iter partito 15 anni fa”. Nell’avviare a gennaio il procedimento per affidare i lavori, la nuova dirigente Irene Licari scrisse in determina che a novembre scorso il rup avanzò richiesta alla Regione Puglia di aggiornamento del disciplinare regolante i rapporti tra la Regione Puglia e il Comune di Foggia con contestuale richiesta di proroga a tutto il 28 gennaio quale termine per la pubblicazione del CIG rilevante (lavori) associato al CUP e che il tempo utile per ultimare i lavori è fissato al 31 luglio 2026.

L’Attacco ha chiesto conto a Galasso di questa tempistica. “Abbiamo un cronoprogramma estremamente serrato e che è compatibile con le scadenze previste”, ha risposto l’assessore. Confidiamo di centrare anche questo obiettivo, così come abbiamo centrato anche la scadenza del 28 gennaio con la pubblicazione della gara con ben quattro giorni di anticipo. Anche la scadenza di luglio, che è una scadenza riferita alla prima tranche del finanziamento regionale, confidiamo di centrarla senza grossi problemi, anche perché si tratta di un cantiere che non avrà ripercussioni sul traffico, in un'area circoscritta, lì dove il progetto esecutivo ha immaginato una realizzazione di lavori e di esecuzioni in totale autonomia con il resto della vitalità della città”.

L’eletto di minoranza Giuseppe Mainiero ha reso nota, nei giorni scorsi, la mail del dirigente della Stazione unica appaltante della Provincia, l’ingegner Antonello De Stasio, con cui è stato detto al Comune che la gara non era possibile farla con lo strumento dell’accordo quadro e col criterio di aggiudicazione del minor prezzo. Poi l’ente si è rivolto ad Invitalia, che secondo Mainiero ha ribadito le stesse cose dal momento che la gara è col criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. È stato un ulteriore errore che ha fatto perdere altri mesi di tempo e causato una maggiore spesa connessa a Invitalia? Galasso ha smentito tutto: “Non c'è mai stato un frangente di ipotesi di una gara al minor prezzo, abbiamo sempre ragionato su una gara a offerta economicamente più vantaggiosa. Ci sono tre tipologie di offerte economicamente più vantaggiose, nell'ambito di quelle l'amministrazione ha scelto di intesa con la stazione appaltante -che nel caso specifico è Invitalia - la modalità ritenuta più congrua con i tempi contrattuali. Quindi le informazioni diramate non sono corrispondenti al vero”. E allora come mai la scelta di Invitalia anziché la SUA di Palazzo Dogana?

“La Provincia informò tutti i Comuni con i quali è convenzionata come stazione unica appaltante che per le gare che le sarebbero arrivate da lì ai mesi successivi in considerazione del periodo di fine anno, delle ferie da dover dare ai dipendenti o altro, avrebbe cominciato a lavorarle da metà gennaio. Poiché avevamo una scadenza da centrare entro il 28 gennaio abbiamo ritenuto incompatibile questo lasso di tempo e ci abbiamo visto bene, anche perché Invitalia ha avuto il progetto il 2 gennaio ed è riuscita a pubblicarlo il 24, centrando comunque l'obiettivo. Quindi una scelta dovuta soltanto a un'esigenza di tempo, la nostra stazione appaltante resta la SUA della Provincia di Foggia, così come da convenzione. Ma non abbiamo un rapporto di esclusività e, lì dove le condizioni di bando e i tempi a disposizione dovessero essere incompatibili con i tempi, potremmo guardare ad altre stazioni appaltanti, ovviamente di livello comparato alla a quello della Provincia. Nel caso specifico Invitalia ha anche una valenza nazionale”.

“E’ stato portato a compimento un primo step importante”, ha esordito Piemontese, ricordando come a ottobre 2023 fu decisivo il dialogo con Dicesare per trasformare il progetto esecutivo in realtà. “L'elemento simbolico sta nel fatto che i sei milioni stanziati dalla Regione sono stati destinati a questo intervento il giorno dopo l'insediamento della amministrazione Episcopo perché fosse il segnale di una storia nuova. I contenitori possono essere strumento di una rinascita possibile della città e di una antimafia sociale che parte dai luoghi simbolo. Serve un approccio meno burocratico. Il lavoro preparatorio era stato fatto bene, ci ha consentito di fare una scelta politica come Regione. Questo territorio ha bisogno di eventi, non si capisce perché qui non si debba poter andare a certi concerti ed essere esclusi da determinati circuiti. Ora la sfida vera è fare filare il cantiere senza intoppi e velocemente. Andiamo verso una riqualificazione complessiva anche della nostra stazione ferroviaria e della zona. L'ottica è quella del fare, non delle discussioni infinite”.

“Non dobbiamo replicare ulteriori casi di vandalismi e scippi alla città”, ha sottolineato la sindaca Marida Episcopo. “Insisteremo moltissimo sui sistemi di vigilanza, saremo attenti e diligenti, anche con una vigilanza fisica. I servizi terzi contribuiranno a dare un risultato d'insieme”. “Una delle prime richieste fatte dal Comune fu prevedere un presidio fisso per la sorveglianza h24 e non limitare l'anfiteatro solo per la fruizione di eventi, tant'è che è stato previsto un secondo ingresso”, ha detto in conferenza stampa l'architetto Augusto Marasco, ex candidato sindaco Pd ed ex assessore comunale all’urbanistica, progettista insieme allo studio Cooprogetti di Perugia. L’Attacco gli ha domandato se ritiene possibile il completamento dei lavori nei tempi previsti. “Si tratta della realizzazione del primo stralcio funzionale, perché il progetto generale è stato suddiviso in due stralci. Il primo stralcio funzionale prevede il completamento dei lavori in 14 mesi”, ha risposto Marasco. “A questi si aggiungeranno ovviamente i tempi per la realizzazione del secondo stralcio. E poi è volontà dell'amministrazione non solo provvedere alla riqualificazione della struttura esistente, ma anche quella di dotarla di tutte le apparecchiature scenotecniche necessarie al suo funzionamento. L'anfiteatro può considerarsi l'ultimo tassello della riqualificazione di quella parte di città i cui interventi programmati - la realizzazione del parco urbano archeologico Campi Diomedei, gli interventi di riqualificazione della Fiera, la realizzazione del polo integrato dello sviluppo economico, la cosiddetta Cittadella dell'economia, i lavori di riqualificazione della piscina comunale - con la realizzazione dei lavori dell’anfiteatro porteranno a compimento quella visione di rigenerazione di quell'ambito così ampio a ridosso di viale Fortore”.

Tra i diversi consiglieri comunali presenti anche Claudio Amorese, capogruppo di Fratelli d'Italia. “Una giornata positiva, perché oggi si dà inizio a un percorso che vedrà nuova vita per il teatro Mediterraneo, con sviluppo per la città di Foggia. E’ bene rimarcare che quella fu una intuizione nostra, del centrodestra, a cui oggi si dà seguito, insieme a tutta un'altra serie di progettualità che secondo me qualificheranno la nostra città e daranno grande sviluppo”, ha detto il meloniano a l’Attacco. “Faccio degli esempi di progettualità che avviammo all'epoca, come lo Slow Park che oggi sta vedendo la luce, il campo di Croci nord che a breve sarà pronto, la piscina dove sta sempre il teatro Mediterraneo che è in via di costruzione, i Campi Diomedei. Io vedo tutta una serie di progettualità a cui aggiungere un percorso secondo me importante anche di viabilità. Tra le nostre proposte c'era e rimane oggi l'ipotesi di chiusura del viale della stazione, rendendolo pedonabile. Anche per il progetto che presentammo in Regione negli scorsi anni rispetto alla pedonalizzazione di corso Emanuele, fino al teatro Giordano, oggi la Regione Puglia ci dice che lo ha finanziato e quindi quella visione del centrodestra oggi sta prendendo piede. Oggi non è il giorno delle polemiche, ma noi abbiamo già evidenziato di recente - e l'assessore Galasso lo ha dovuto ricordare – che c’è stato un aumento del costo dell’intervento sul Mediterraneo per circa 900mila euro a carico dei cittadini foggiani. Questo per un errore della tecnostruttura rispetto a cui nessuno è intervenuto di questa amministrazione. Ciò detto adesso dobbiamo guardare avanti. Stride il fatto che oggi si affidano i lavori ad Invitalia quando il vessillo della legalità di questa amministrazione era legato alla Stazione unica appaltante della Provincia, come la panacea di tutti i mali. Non sappiamo perché questo non è stato fatto, ma costa 73.200 euro in più a danno dei cittadini. Questo mi dispiace perché noi dobbiamo utilizzare le risorse per fare altro. Penso ad incentivi per il commercio, ad interventi per la sicurezza, a rivitalizzare tutte le attività del sociale e del terzo settore”, ha concluso Amorese.

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