Si è tenuta ieri mattina la conferenza stampa di saluto del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Foggia Ludovico Vaccaro, che ha stilato un bilancio complessivo dei suoi 8 anni nel capoluogo dauno, toccando numerosi temi caldi del momento. “Non ho mai detto e non penso affatto che la città e la provincia di Foggia siano mafiose, assolutamente”, ha tenuto a precisare. “Ho solo detto e ribadisco che c’è una criminalità su cui condivido il giudizio di chi la definisce poco evoluta, ma che ha usato metodi oggettivamente riconosciuti con sentenze irrevocabili come mafiosi”, ha spiegato.
“Dire mafia significa dire tante cose. Ci sono le mafie, non la mafia. Dire mafia, tecnicamente, significa dire che un gruppo di persone si è avvalso della forza d’intimidazione per imporre una situazione di assoggettamento e di omertà, per poi fare reati o tentare di inserirsi nella pubblica amministrazione o nell’economia. Punto. La Quarta Mafia è una costruzione giornalistica”, ha affermato.
“Su un gruppo di criminali di Cerignola, di Foggia, di San Severo e del Gargano è stata riconosciuta l’aggravante della mafiosità. Cioè, questi gruppi sono stati riconosciuti come delle associazioni mafiose per i metodi utilizzati. Da questo a dire che un territorio è mafioso ne passa, e bisogna stare attenti in questo”.
“Io condivido chi di voi ha portato avanti la campagna per dire di fare attenzione alla narrazione, perché non penso che il nostro sia un territorio di mafia, se per mafia si intende la comunità. Assolutamente. Anzi, abbiamo tutti gli anticorpi del caso. Foggia è una città sana. Ma è anche un territorio in cui la criminalità è cresciuta al punto tale da diventare mafiosa, e cioè di incutere questo sentimento di assoggettamento e di omertà. Sarebbe un insulto dire a una comunità che non lo merita affatto di essere una comunità mafiosa”, ha ribadito.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).