Fondazione Monti Uniti, sono sempre loro: Santigliano amministratore unico della società strumentale dal 2017

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Mancano pochi giorni, ormai, all’elezione del nuovo presidente della Fondazione dei Monti uniti di Foggia. Lunedì scorso è stato approvato il bilancio 2024, atto che ha chiuso il ciclo del secondo mandato del numero uno uscente Aldo Ligustro, professore di Unifg, ex direttore del dipartimento di Giurisprudenza di Unifg e quinto vertice dell’istituzione dopo Orazio Sabini, Antonio Muscio, Francesco Andretta e Saverio Russo. Ma nell’ente di via Arpi rischia di cambiare poco o nulla vista la presenza, ormai da decenni, delle solite personalità. C’è un pressing in atto, da parte di Ligustro, affinchè come suo successore sia eletto il 61enne direttore della redazione foggiana della Gazzetta del Mezzogiorno Filippo Santigliano. Il legame tra Ligustro e Santigliano è antico e strettissimo: il giornalista fu componente dell’organo di indirizzo dal 2010 al 2013, anni in cui era componente anche il docente Unifg; poi, dal 2014 al 2017, Santigliano fu vicepresidente del consiglio di amministrazione; ora torna nell’organo di indirizzo con l’ambizione di assumere la presidenza, che Ligustro ha ricoperto dal 2017 ad oggi. Ma non è tutto. La Fondazione ha una propria società strumentale, costituita nel 2017: si tratta di Effebiemme Servizi srl, totalmente controllata dalla Fondazione, con 50mila euro di capitale sociale. Ha come oggetto sociale l’organizzazione e lo svolgimento di mostre, convegni ed altre attività della Fondazione, ma anche la pubblicazione di testi e contenuti multimediali.

L’amministratore unico o consiglio di amministrazione è nominato dal cda della Fondazione: ebbene, nel luglio 2017 l’allora cda di via Arpi, presieduto da Ligustro, nominò proprio Santigliano quale amministratore unico di Effebiemme Servizi, con incarico attuale (successivo all’ultimo rinnovo di giugno 2024) che scadrà dopo l’approvazione del bilancio relativo all’esercizio 2026. I precedenti amministratori della srl sono stati Francesco Andretta, Rachele Sessa, Saverio Russo, Luigi Tarquinio, Domenico Agriesti. L’impresa è costantemente in perdita da anni: l’esercizio 2023 si è chiuso con -10.273 euro, quello 2022 con -35.791 euro, quello 2021 con -17.306 euro, quello 2020 con -24.405 euro, quello 2019 con -42.044 euro. Perdite che, ovviamente, sono state coperte dalla Fondazione.

Ora c’è chi ipotizza che, come Santigliano nel 2017 cessò di essere vicepresidente del cda della Fondazione per diventare amministratore unico della società strumentale, allo stesso modo possa esserci uno scambio con Ligustro che vedrebbe il giornalista assumere la poltrona di vertice della Fondazione e il docente Unifg quella di amministratore unico di Effebiemme Servizi. Nell’ultimo bilancio consultabile relativo alla Fondazione, quello del 2023, si legge della “partecipazione totalitaria nella società strumentale Effebiemme Servizi srl per 200mila euro, attiva nei settori rilevanti di operatività istituzionale, valutata al costo di sottoscrizione e conferimento”.  

Oggi c’è chi lamenta una “esautorazione della società civile”, visto che le quattro postazioni sono state utilizzate non all’insegna della apertura all’esterno e a mondi nuovi ma per riproporre i soliti nomi già di casa da anni o decenni in via Arpi, in totale spirito di autoconservazione e, anzi, per qualcuno anche con una certa mentalità “proprietaria” anziché di servizio e di alternanza. “Non si capisce chi faccia le designazioni per conto della società civile”, lamentano alcuni foggiani a l’Attacco. “E’ possibile che la società civile sia ridotta a quelle poche realtà immutabili? E’ davvero molto riduttivo. Lo statuto ha favorito l’inamovibilità, è un sistema che riproduce sé stesso”. Inoltre c’è chi ritiene un potenziale conflitto d’interesse la situazione in cui soggetti espressione di associazioni del terzo settore ricevano fondi da quella stessa Fondazione in cui siedono come membri della governance; come pure c’è chi ricorda come le fondazioni bancarie finanzino i Centri servizi per il volontariato.

Il nuovo presidente sarà eletto dai nove componenti del futuro organo di indirizzo, in carica per il periodo 2025-2029. L’organo di indirizzo è composto da nove membri residenti da almeno un anno in Capitanata, che non abbiano compiuto il settantunesimo anno di età, e designati nell’esclusivo interesse della Fondazione e assicurando la presenza del genere meno rappresentato in una maniera specifica, stabilita dallo statuto: uno dal Comune di Foggia, uno dall’amministrazione provinciale di Foggia, uno dalla Curia arcivescovile di Foggia-Bovino, uno dalla Camera di Commercio in modo da assicurare di volta in volta l’alternanza tra le diverse quattro categorie, uno dalla Università di Foggia, quattro dalla apposita Consulta della società civile convocata in seno alla Fondazione (e costituita da direttore della filiale di Foggia della Banca d’Italia, direttore generale della ASL FG, responsabile provinciale della Soprintendenza, direttore dell’Archivio di Stato, direttore della biblioteca La Magna Capitana, direttore del Museo Civico, direttore del Conservatorio musicale Umberto Giordano, direttore dell’Accademia delle Belle Arti). E’ l’organo di indirizzo ad elegge nel proprio seno il presidente e il vicepresidente; il presidente dell’organo di indirizzo è il presidente della Fondazione.

Il nuovo organo di indirizzo sarà composto da nomi ormai svelati da l’Attacco: per Camera di commercio Alfonso De Pellegrino, per il Comune di Foggia Rosa Cicolella, per Unifg il professor Angelo Salvatore Campanozzi, per la Provincia Giovanna Damato, per la Curia il parroco don Giulio dal Maso. Mentre la Consulta della società civile, a quanto pare su suggerimento di Ligustro, ha indicato quattro nomi: oltre al ritorno di Santigliano, tre uscenti come Irene Sasso, Davide De Salvia e Giovanni Franco Pedone. La prima è stata finora componente del cda insieme a Ligustro e al professor Gianfranco Piemontese, mentre gli altri due sono stati finora nell’organo di indirizzo.

L’immutabilità riguarda, peraltro, anche altre figure dell’organigramma della Fondazione. Il segretario generale Domenico Agriesti è in carica dal 2005, mentre il commercialista Domenico Pironti è passato da un ruolo all’altro dal 2004: da vicepresidente dell’organo di indirizzo a revisore o presidente dei revisori.

Lucida l’analisi di Lelio Pagliara, presidente di MoVi, sociologo ed esperto di tematiche legate al disagio sociale. “Questo rinnovo della governance potrebbe rappresentare l’occasione per riformare lo statuto nel senso di un allargamento della platea della società civile, che va ben oltre le realtà oggi rappresentate. Ci potrebbe essere un buon ricambio, con persone che potrebbero dare un contributo diverso e innovativo”, spiega a l’Attacco.

“La cosiddetta società civile è profondamente cambiata a Foggia: serve un ventaglio più ampio, perché oggi mancano imprese sociali, altri pezzi del terzo settore, il resto del comparto bancario, i sindacati. Spero possa esserci una logica diversa, volta all’allargamento e ad una più estesa apertura al mondo produttivo e sociale. E’ cambiata la realtà e la Fondazione è un luogo in cui si può fare tanto”. Chiaro anche il giudizio sull’operato dell’ente: “Si ripropongono più o meno le stesse iniziative anno dopo anno, non registro proposte innovative. Probabilmente è utile un cambio di passo rispetto ad una visione nuova della città per indirizzare i finanziamenti alla luce di processi, piuttosto che di singole iniziative. Dove agire sempre di più? Sulle politiche sociali, sui giovani, sulle povertà educative. Ci sono aree di marginalità su cui si dovrebbe intervenire in maniera sistematica”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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