Campo largo Comune di Foggia: nessun rimpasto di Giunta almeno fino alle prossime elezioni regionali

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Niente rimpasto di giunta, almeno fino alle prossime elezioni regionali. È quanto trapela dall’attesissimo vertice di maggioranza del campo largo progressista foggiano guidato dalla Sindaca Maria Aida Episcopo. La verifica, sospinta da diverso tempo da vari pezzi di coalizione insoddisfatti dall’andazzo amministrativo e dal ruolo ricoperto dagli esponenti dei propri partiti e movimenti, si preannunciava come una vera e propria resa dei conti finale, ma così non è stato. Non è saltata nessuna testa, dunque. Neppure quella del super-assessore e sindaco-ombra Pino Galasso, atteso al varco da varie forze politiche. La riunione ha avuto inizio con la Sindaca Episcopo munita di lettera di dimissioni firmata, che ha elencato punto a punto tutte le cose fatte dall’inizio del suo mandato, a ottobre 2023, fino a oggi. Poi, la prima cittadina ha chiesto a uno a uno ad assessori, consiglieri e referenti vari se fossero disposti a continuare insieme sulla strada intrapresa, pena la protocollazione formale delle dimissioni. Presenti, oltre a Episcopo - e al figlio -, la presidente del Consiglio Lia Azzarone, l’assessore al Bilancio e alle Partecipate comunali Davide Emanuele, l’assessora alla Cultura Alice Amatore e il consigliere Lino Dell’Aquila per il Partito democratico; l’europarlamentare e coordinatore provinciale Mario Furore, la vicesindaca e assessora all’Ambiente Lucia Aprile, l’assessora alle Politiche Sociali Simona Mendolicchio e il capogruppo in Consiglio comunale Mario Dal Maso per il Movimento 5 Stelle; il segretario cittadino Gianni De Rosa e il consigliere comunale Achille Capozzi per gli emilianisti di Con; Mino Di Chiara, Stefania Rignanese e Giulio Scapato per i socialisti del Psi; Paolo Frattulino e Sergio Clemente per il gruppo Tempi Nuovi; Pasquale Cataneo e il fidato Alessandro Mancini per Italia del Meridione; e gli assessori alle Attività Produttive e alla Polizia Locale Lorenzo Frattarolo e Daniela Patano. A mani vuote, insomma, se ne sono usciti dall’aula consiliare del Comune di Foggia gli azionisti di minoranza del campo largo, ovvero socialisti e meridionalisti, che da tempo rivendicavano un posto in giunta, con questi ultimi che hanno abbandonato polemicamente la seduta prima del termine, mandando Episcopo su tutte le furie. Sindaca che, tuttavia, a dispetto del carattere iracondo sfoggiato in varie altre circostanze, avrebbe mantenuto un atteggiamento posato, con somma meraviglia di diversi presenti.

Socialisti e meridionalisti escono a mani vuote dal vertice di maggioranza: “Ora separati in casa”
“Deve iniziare a parlare il Movimento 5 Stelle. Devono spiegare per quale motivo hanno votato il rendiconto di gestione del 2024 con il solo consigliere Dal Maso”. Questa la richiesta pervenuta a inizio discussione da parte delle forze minori di maggioranza. Scelta dei pentastellati dipesa dalla precisa strategia di dimostrarsi contrariati rispetto alla bocciatura della proposta di delibera dell’assessore all’Urbanistica Pino Galasso – che proponeva di superare il vecchio programma di housing sociale datato 2008 in favore del nuovo Piano urbanistico generale – evitando, tuttavia, di essere accusati dalle altre forze politiche di remare contro questa maggioranza. 

“Non è in dubbio la nostra permanenza nell’esecutivo”, hanno assicurato i contiani. “Ma vogliamo garanzie sul Pug, l’unico strumento in grado di restituire alla città di Foggia una visione chiara”, hanno ribadito. “Non lo facciamo per metterci una medaglia sul petto o per delle poltrone, ma per essere coerenti col nostro programma”. Poi, i pentastellati hanno chiesto chiarimenti anche per quanto riguarda le strade, l’illuminazione e il verde pubblico del capoluogo, alla luce di quello che è stato il periodo commissariale a loro detta molto deludente. 

Atteggiamento costruttivo ma critico, al pari del M5S, anche da parte del Pd. I due maggiori alleati di maggioranza si sono ritrovati d’accordo sui rispettivi interventi. Dell’Aquila, come già avvenuto pubblicamente durante il Consiglio comunale della scorsa settimana, ha rivendicato nuovamente un maggiore coinvolgimento nelle decisioni dell’esecutivo dei vari gruppi consiliari, mentre Con e Tempi Nuovi si sono detti propensi a lasciare tutto invariato in giunta. Cataneo e i socialisti, infine, hanno dichiarato di rimanere in maggioranza, ma – d’ora in avanti – di votare provvedimento per provvedimento. A quel punto, Episcopo avrebbe messo via la lettera di dimissioni. 

Entro martedì prossimo, ogni forza politica provvederà a una riunione interna al proprio gruppo. Il giorno successivo, poi, ognuno consegnerà alla Sindaca le proprie linee guida su come proseguire rispetto ai principali temi: Pug e Piao (Piano assunzionale) su tutti. In questi termini si sono aggiornate le forze politiche della maggioranza. 

Un’ultima segnalazione, infine, è arrivata dallo stesso M5S a proposito della questione legata all’ambito dei servizi sociali, alla luce dei numerosi reclami pervenuti negli ultimi tempi e ampiamente trattati da l’Attacco.

“C’è stato un approfondimento. Sono state fatte delle verifiche su ciò che è stato fatto e su quello che si intende fare. Noi abbiamo fatto le nostre proposte, ma è evidente che la formazione politica che rappresento abbia una situazione spiacevole che si trascina ormai già da 18 mesi e che adesso deve trovare una quadra”, ha dichiarato molto francamente Cataneo alla stampa. “Oggi si ragiona in vista delle prossime regionali, ma le elezioni comunali a Foggia si sono tenute a ottobre 2023, e a distanza di quasi 2 anni Italia del Meridione non è ancora ritenuta utile all’assetto gestionale e amministrativo di questa maggioranza”, ha aggiunto. “Questa coalizione si dovrebbe confrontare anche sulle regionali. Io credo che una forza politica che ha dato il suo contributo, insieme ai suoi candidati, per produrre questo risultato, che da 18 mesi va avanti, oggi – legittimamente – ritiene che il suo contributo sia andato esaurito. Sul da farsi deciderà il partito, come faranno altri partiti e movimenti che, mi sembra evidente, non sono ritenuti utili all’interno di questa amministrazione”, ha chiosato. 

Ha provato nuovamente a gettare acqua sul fuoco, come avvenuto poche settimane fa ai microfoni de l’Attacco, il capogruppo Cinque Stelle Mario Dal Maso. “È stata un’interlocuzione seria, tranquilla e dai toni moderati. Stiamo cercando di trovare una quadra, che attualmente io vedo. Ci sono delle prospettive ottime. Il Pug è uno degli elementi fondamentali per noi, ma ce ne sono anche altri”, ha detto. “C’è il rifacimento delle strade, il verde pubblico. Non è solo il Pug l’unico problema di questa città. I nostri assessorati non sono assolutamente in discussione, ma la geografia politica della coalizione non è una cosa che dipende soltanto da noi. Tuttavia, a noi questo discorso interessa molto relativamente. Non ne facciamo una questione di poltrone. Alla votazione del rendiconto sono rimasto solo io che sono il capogruppo, per cui rappresentavo tutto il M5S. Non è stata una manovra di palazzo e come maggioranza non siamo in crisi. È stato un tagliando, tutto qua”, ha sottolineato. 

Meno diplomatico il socialista Di Chiara, che è andato dritto al dunque. “Si è aperta una discussione, ma la partita non è ancora chiusa”, ha affermato. “Non so se ci sono i margini per un assessorato. Stiamo verificando, ma sono ottimista. Se si vuole andare avanti insieme, per il bene della città, penso che bisogni trovare una quadra che metta d’accordo tutti”, ha continuato. “Ma non si sta discutendo solo di poltrone. Stiamo parlando anche di punti e di programmi. Non sono io a decidere. Deve preoccuparsi la Sindaca di rappresentare nel migliore dei modi in giunta le varie forze politiche che formano la maggioranza del Consiglio comunale. Non tocca a me decidere chi ha fatto più o meno bene. Però la geografia politica del campo largo è cambiata, e bisogna dare a tutti la giusta rappresentanza. Noi siamo soddisfatti solo quando vediamo i fatti. Come socialisti siamo del parere che con quel bilancio vadano fatte determinate cose. Non è la fine di questa amministrazione. Con tutti i nostri difetti, possiamo solo fare meglio di chi ci ha preceduti”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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