Case popolari, il caso della residenza dell’assessore Pd. Arca: “Segnalato a Polizia municipale, poi rilascio”

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

“D'ora in poi, consigliere Mainiero, andremo a scavare in tutte le biografie, in quelle di tutti coloro che sono perfidamente e politicamente avversari”. Era l’11 ottobre 2024 quando, durante la seduta del consiglio comunale di Foggia, la sindaca Marida Episcopo si alzò in piedi e proferì parole durissime rispondendo all’eletto di minoranza Giuseppe Mainiero, ex candidato sindaco. Una frase che fu definita intimidatoria dallo stesso commercialista foggiano e dall’intera opposizione. Episcopo avrebbe dovuto iniziare a scavare in seno alla stessa maggioranza, anzi nella propria giunta, visto l’imbarazzante caso che, stando a quanto trapela, ha finora interessato un assessore. Già lo scorso anno avevano iniziato a circolare, tra alcuni beninformati, indiscrezioni relative ad un assessore comunale che risultava risiedere in un alloggio popolare di proprietà di Arca Capitanata, l’ex IACP di via Caggese, pur vivendo realmente nella casa acquistata dopo il matrimonio, insieme alla propria famiglia. Una presunta situazione illegittima da parte di un amministratore pubblico, peraltro proprio nella città caratterizzata da una insanabile e gravissima emergenza abitativa, in cui centinaia di famiglie attendono alloggi di edilizia residenziale pubblica. L’appartamento avrebbe dovuto da subito essere restituito ad Arca già molto tempo addietro, epilogo che si è verificato soltanto di recente, parrebbe un mesetto fa. L’immobile di Arca avrebbe avuto come assegnataria una anziana parente, alla cui scomparsa l’attuale assessore avrebbe continuato a risultare titolare pur dopo l’acquisto della casa principale in cui risiede il suo nucleo familiare. Il mancato trasferimento della residenza è dunque il vulnus della questione, perché secondo le regole di Arca quando si acquista casa non si può rimanere titolari dell’alloggio popolare. Per non decadere dal diritto non più spettante e dover restituire l’appartamento di Arca, la residenza sarebbe stata sdoppiata, tenendo bloccato un alloggio che avrebbe potuto essere assegnato a chi ne aveva bisogno. Ebbene, tale caso avrebbe riguardato il 42enne assessore Davide Emanuele, uno degli esponenti di primo piano dell’amministrazione Episcopo sia in quanto segretario cittadino del Pd di Foggia che per le pesantissime deleghe ricoperte: bilancio, politiche fiscali, patrimonio ed impiantistica, programmazione unitaria (fondi europei, nazionali, regionali, PNRR), imprese partecipate, innovazione digitale e smart city.

Eletto in consiglio comunale alle elezioni dell’autunno 2023, negli anni precedenti Emanuele svolse il ruolo di commissario straordinario dell’ASP de Piccolellis, nominato dal presidente della Regione Michele Emiliano. E’ avvocato civilista e collabora con la cattedra di Diritto processuale civile presso l’Università di Foggia.

Quanti erano e sono a conoscenza, in Comune e negli altri enti pubblici cittadini, di tale vicenda? Pochi giorni fa l’Attacco ha ricevuto una segnalazione anonima, che riporta come destinatari anche la sindaca Episcopo, la Prefettura di Foggia guidata da Paolo Giovanni Grieco, Arca Capitanata, la Guardia di Finanza e due testate giornalistiche regionali. Non è dato sapere se effettivamente sia stata inviata a tutti loro. Il contenuto è stringato rispetto alla “segnalazione abuso”.

“A tutt'oggi non è dato sapere se le voci che circolano nei corridoi del Palazzo di città, che riguardano l'occupazione di un appartamento dell'Arca di Foggia da parte dell'assessore comunale, risultano vere o immaginarie. Sarebbe facile verificare la residenza in questo immobile popolare (segue indirizzo in zona centralissima di Foggia, ndr). Da poco ha cambiato residenza e rimosso la targa dal campanello, e anche se le utenze varie, come per esempio la Tari, sono a suo carico nel corso degli ultimi anni, ma è ancora più facile verificare chi effettivamente occupa questo appartamento e se in affitto o meno, datosi che è sposato e la moglie risulta in altra residenza”.

Se, insomma, in autunno si era insinuato il sospetto che eletti di opposizione fossero in situazioni di dubbia gestione amministrativa della propria residenza, strumentale all’ottenimento del riscatto dell’immobile o al subentro in diritti non spettanti loro, il caso che sarebbe stato esistente fino a poche settimane fa avrebbe riguardato una persona assai più vicina alla prima cittadina, peraltro con deleghe di particolare responsabilità. Se fosse vero i riflessi politici sarebbero non da poco. “Se si pagano le utenze e tasse di un immobile, facendolo risultare come propria residenza quando non lo è, al fine di poterlo riscattare e dunque acquistare, si tratta di una furbata con risvolti penali, perché è stata prodotta una dichiarazione all’ente pubblico, di cui peraltro si è amministratore”, commentano alcuni addetti ai lavori. “Una situazione perdurata durante la funzione come pubblico amministratore di vari enti, non sanata in chissà quanti anni”. E difatti c'è chi parla di "situazione molto antica".

L’Attacco ha contattato al riguardo l’amministratore unico di Arca Capitanata, Pippo Liscio, che per ragioni di privacy non ha fatto nomi ma evidenziato come l’ente si comporti. “La prassi solita ed unica è segnalare tale situazione al Comune nel cui territorio l’alloggio è ubicato, chiedendo l’accertamento da parte della Polizia municipale”, ha spiegato Liscio a l’Attacco. “E’ la Polizia municipale che deve verificare chi risiede effettivamente in quell’alloggio. L’Arca non può intervenire direttamente. Se poi, dalla Polizia municipale, veniamo a conoscenza del fatto che l’assegnatario dell’immobile non vi risiede più emettiamo un decreto di rilascio. Se il rilascio è spontaneo, come nel caso di specie, non comporta alcun problema. Se, invece, l’immobile non viene liberato spontaneamente allora si procede con lo sgombero coatto. Credo che si sia capito che l’andazzo, in Arca Capitanata, non è più quello del passato. Peraltro non è l’unico caso”, ha continuato Liscio. “Alcuni immobili sono stati consegnati ad Arca perché non c’era più il titolo come forze di polizia ad occuparli, altri amministratori pubblici direttamente o indirettamente sono stati coinvolti in situazioni analoghe”.

Il vertice di Arca, nominato in quota al movimento civico emilianista CON e dunque legato a Rosario Cusmai (alleato del Pd del vicepresidente della Regione Raffaele Piemontese), si attivò anche rispetto a Mainiero: “Ci fu un esposto contro di lui, a seguito del quale scrivemmo alla Prefettura segnalando che non risultava alcuna situazione irregolare”. Come dire che si è agito alla stessa maniera rispetto a maggioranza ed opposizione.

E nel caso, ora sanato, dell’assessore comunale come si è comportata Arca? “L’ho segnalato alla Polizia municipale del Comune di Foggia, che come ho spiegato è l’unica via che ci consente di avere un accesso. Un’azione che prima non era stata mai fatta. Ho riscontrato l’irregolarità e l’ho segnalata”, ha concluso il cerignolano.

Fonti interne ad Arca spiegano che dopo l’istanza recentemente fatta da Emanuele per la riconsegna, l’immobile è rientrato nella disponibilità dell’ente che ha informato il Comune che l’alloggio è nuovamente disponibile per la riassegnazione. Il tema, per Arca, è chiaramente non solo agire rispetto ai casi di occupazioni abusive perché sine titulo ma attivarsi anche rispetto alle verifiche sulle reali residenze negli immobili dell’ente.

Come si è potuta conciliare una simile vicenda con l’amministrazione perennemente inneggiante a legalità di Episcopo? Dopo la segnalazione di Arca alla Polizia municipale, gli uffici comunali e la sindaca sono intervenuti? E il Pd, prima forza di maggioranza, sapeva?

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet