Il capoluogo daunio è una città molto strana: un quotidiano scrive che, come segnalato più volte da tempo all’ente municipale dalla stessa impresa concessionaria del servizio di gestione del cimitero comunale, si va verso un’emergenza sanitaria per l’esaurimento dei loculi disponibili e nessuna reazione arriva da Palazzo di città. Tace la sindaca Marida Episcopo, silenzio totale anche dal super assessore decariano Giuseppe Galasso (lavori pubblici ed urbanistica), che ieri l’Attacco ha cercato invano. Eppure la vicenda è talmente preoccupante che PFC srl, il concessionario oggi in proroga (ovvero i soci Marco Insalata e Gianni Trisciuoglio), hanno fatto capire chiaramente di non voler essere considerati responsabili della situazione destinata a scoppiare tra pochi mesi – con la fine del 2025, a quanto pare – quando non saprà più dove seppellire le salme. Questo perché, alla luce della mancata aggiudicazione e del nuovo contratto mai firmato (per via dell’inchiesta della Procura di Foggia e dell’udienza preliminare del 25 settembre prossimo), non sono stati avviati i lavori di ampliamento che avrebbero portato altri 7.104 loculi. Di questo l’Attacco avrebbe voluto parlare anche con Insalata, ma anch’egli ieri la scelto il silenzio. I due soci sono in attesa da anni della aggiudicazione del mega appalto di quasi 18,5 milioni di euro vinto nel 2023 con l’altra loro impresa CTM srl, presentatasi insieme alla piemontese Edilver srl quale mandante. Un’aggiudicazione che non c’è finora mai stata vista l’inchiesta di Fiamme gialle e Procura daunia. Gli imputati sono quattro: il dirigente sovraordinato barese Domenico Lomazzo (nominato dalla Prefettura e tuttora presente in Comune); il dirigente comunale Paolo Affatato; la funzionaria comunale dell’Area tecnica Paola Russo; l’imprenditore foggiano Giuseppe Scommegna. Ma aspettare i tempi del procedimento giudiziario non è possibile a fronte di una situazione così urgente e seria anche sul piano sanitario.
Dopo l’articolo de l’Attacco il consigliere comunale M5S Francesco Strippoli ieri ha incontrato Marco Insalata per ottenere chiarimenti e informazioni, mentre dalle minoranze si invocano risposte da parte dell’amministrazione comunale.
“Ritengo che il silenzio dell’amministrazione comunale sia collegato all’inchiesta giudiziaria”, commenta a l’Attacco l’eletto di opposizione Antonio de Sabato. “Diverso tempo fa incontrammo i concessionari Trisciuoglio e Insalata in commissione politiche sociali, proprio per discutere della situazione di emergenza relativa al cimitero. Analizzammo il caso in quella seduta, del resto la materia rientra nelle competenze della nostra commissione. Decidemmo di porre l’attenzione al riguardo, perché ci fu fatto capire che la possibilità di accogliere le salme sarebbe terminata col mese di dicembre prossimo, dopo di che sarà vera emergenza. Insomma, come commissione il nostro lavoro l’abbiamo svolto. Purtroppo è un filone di indagine che attanaglia Foggia. Speriamo si riesca a trovare una soluzione”, conclude l’ex candidato sindaco, probabile candidato alle elezioni regionali d’autunno, “ma è dai vertici dell’ente che dovrebbe partire una decisa presa di posizione. Mi auguro davvero che si comprenda che siamo arrivati al limite. Viviamo solo sulle emergenze, come avviene anche per la crisi idrica. Anche in quel caso l’allarme di AQP dovrebbe vedere un allarme pure da parte del Comune, nella speranza che i cittadini non siano colpiti. Anche in quel caso bisognerebbe alzare il livello di attenzione”.
“L’amministrazione comunale può e deve concludere l'iter amministrativo della gara, non lo può tenere bloccato in attesa del processo. Allora aspettiamo che arrivi la sentenza definitiva, il terzo grado di giudizio?” domanda a l’Attacco l'ex candidato sindaco Giuseppe Mainiero. “L’ente può adottare atti di revoca in autotutela della gara e farne un'altra, senza perdere ulteriore tempo, oppure può decidere al contrario di concludere il procedimento con l’aggiudicazione dell'appalto. Delle due l'una. E’ assurdo lasciare tutto bloccato, specie per questioni afferenti una possibile emergenza sanitaria. E’ assolutamente grave questo silenzio. Si deve arrivare ad una decisione, qualunque essa sia”.
“In tutte le domande che posi in una interrogazione fatta come centrodestra lo scorso anno c’era già il tema dell’emergenza che ora sta venendo allo scoperto”, puntualizza a l’Attacco il capogruppo di Forza Italia Raffaele di Mauro, che fu il primo firmatario di quell’atto. “Galasso mi rispose contestando i miei dati e quasi in maniera ironica, dicendo in sostanza che a Foggia non c’era da preoccuparsi perché sarebbe morta meno gente. Avevo preannunciato il caso, perché era chiaro che si stava andando verso una saturazione dei posti a disposizione. Non ho di quali siano state le interlocuzioni tra Comune e concessionario nei mesi scorsi, ma, se a gennaio la risposta di Galasso fu che il caso quasi non esisteva, oggi, dopo che – a quanto pare – l’impresa ha più volte sollecitato l’ente ad attivarsi in merito ad un problema da essa stessa segnalato – non si comprende davvero l’assurdo silenzio da parte dell’amministrazione. E’ chiaro che per costruire nuovi loculi non bastano 15 giorni, serve una programmazione nei tempi giusti e congrui. Perché non si pongono nemmeno il problema? Chiediamo una spiegazione”.
“Lo scorso anno presentammo come centrodestra un'interrogazione per chiedere se gli spazi disponibili bastassero a garantire il servizio o se, invece, si andasse verso l'esaurimento dei loculi”, fa eco il capogruppo meloniano Claudio Amorese. “Galasso ci rispose in aula, nella seduta consiliare dell'8 gennaio scorso, affermando che, alla luce del calo demografico, del tasso di invecchiamento della popolazione e dei dati dei Servizi sociali, per lui il problema non si poneva, anche per via della ciclica estumulazione con l'inserimento di nuovi morti. Ma non diede numeri precisi e noi restammo delusi, perché la risposta di Galasso non ci sembrò né accurata né adeguata. L'impresa confermò poi la propria preoccupazione per le prospettive future, in commissione. Il vulnus di tale vicenda è nel mancato affidamento della concessione: devono chiarire perché si è andati in proroga e non c'è stata finora l’aggiudicazione, nonostante l’espletamento della gara. Io chiedo all'amministrazione perché l'aggiudicazione resti ancora sospesa e se questo servizio sia in sofferenza, anche perché tanti sentori vanno in quella direzione. Peraltro molti cittadini vorrebbero nuove cappelle e una tumulazione decorosa”, conclude Amorese. “La comunità paga per avere un servizio che sia sicuramente dignitoso. Pretendiamo risposte”.
L’interrogazione sulla situazione del cimitero di Foggia e sulla gestione delle sepolture – firmata, oltre che dal centrodestra, anche dall’eletto di maggioranza Pasquale Cataneo e da de Sabato – recitava: “La città di Foggia registra un numero annuale di decessi che si aggira intorno alle 1000 unità. Il cimitero comunale è da tempo in una situazione di saturazione, con una grave carenza di nuovi posti per la sepoltura. La mancanza di spazio adeguato per le nuove sepolture sta creando gravi disagi ai cittadini, costretti a ricorrere a soluzioni temporanee. La gestione dei cimiteri è un servizio essenziale per la comunità e spetta all'amministrazione comunale garantire che siano disponibili adeguati spazi per le sepolture, in conformità alle normative vigenti e nel rispetto della dignità delle persone decedute e delle loro famiglie. L'attuale situazione rischia di peggiorare ulteriormente se non verranno presi provvedimenti immediati per la realizzazione di nuovi posti per la sepoltura. È compito dell'amministrazione comunale pianificare in maniera tempestiva ed efficace l'ampliamento o la costruzione di nuove strutture cimiteriali per far fronte al costante incremento della domanda. L'assenza di soluzioni concrete e tempestive potrebbe configurare una violazione del diritto dei cittadini a un servizio essenziale”.
Da qui le domande alla sindaca su quali misure l'amministrazione comunale intendesse adottare per risolvere l'attuale carenza di posti disponibili nel cimitero comunale, se esistessero progetti specifici già in fase di elaborazione o di attuazione per l'ampliamento del cimitero, quali fossero i motivi per cui (nonostante la previsione annua del numero di decessi) non sono state finora adottate misure preventive per garantire la disponibilità di spazi adeguati nel cimitero comunale e se l'amministrazione avesse valutato il rischio di esporre il Comune a contenziosi legali per la mancata erogazione di un servizio pubblico essenziale.
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