Processo vicino, sale la tensione tra Comune di Foggia e Amiu. Il M5S ha chiesto la costituzione in giudizio

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Diciannove mesi dopo l’avvio della consiliatura a Palazzo di città, all’interno del campo largo il M5S di Foggia continua a portare avanti la difficile impresa di essere sia di lotta che di governo sul fronte del servizio di igiene urbana e del rapporto con la partecipata barese Amiu Puglia spa. Ieri la vicesindaca contiana Lucia Aprile, assessora all’ambiente, ha commentato duramente il video, circolato in città, “nel quale apparentemente due operatori ecologici nello svolgimento del loro lavoro riversavano in maniera indistinta nella vasca di conferimento rifiuti indifferenziati e contenenti materiale plastico misto a indifferenziato”. “Una procedura non corretta, non autorizzata e non rispettosa degli importanti sforzi che l’assessorato e l’amministrazione stanno facendo per incrementare i livelli della raccolta differenziata e la qualità della vita nella nostra città”, ha detto Aprile. “Ho il massimo rispetto per i lavoratori che quotidianamente si impegnano con dedizione, puntualità e rigore nell’esercizio delle mansioni loro affidate, anche in presenza di criticità e difficoltà di ogni natura, ma non posso e non intendo tollerare e avallare eventuali comportamenti difformi dal capitolato d'obbligo né lo farò mai in futuro. L’impresa Amiu sarà da me convocata a stretto giro per tutti i chiarimenti del caso. Seguiranno aggiornamenti”. Immediatamente diversi cittadini hanno commentato il post Fb di Aprile chiedendo “chissà quante altre volte è avvenuta la stessa cosa ma non è stata ripresa dai telefonini”. La vice di Episcopo ha subito stigmatizzato tali insinuazioni: “Non accade. Non diciamo sciocchezze. Capita spesso che i cassonetti siano misti e non sia possibile conferire in modo differenziato”. La reazione secca di Aprile ha comunque sorpreso anche nel M5S, dove però si evidenzia che non c’è alcuna inversione di rotta e che la linea è sempre stata chiara. Un modo per rigettare le accuse di coloro che, dopo il ruolo avuto negli scorsi anni contro Amiu da Aprile come presidente della Società civile, dall’insediamento della giunta Episcopo hanno rimproverato lei e il M5S di aver cambiato atteggiamento, assumendo la veste di chi ha un rapporto cordialmente istituzionale (e persino difensivo) con Amiu, rapporto che oggi rivestono la vicesindaca e il contiano che siede nel cda della spa, Fabrizio Baia. 

Aprile era peraltro reduce, lunedì pomeriggio, dalla presentazione pubblica del gruppo di ambientalisti “Quelli del libro bianco”, persone molto vicine e suoi sostenitori elettorali (come Gianmaria Gasperi e Vincenzo Rizzi) che hanno evidenziato l’inadeguatezza del servizio tuttora svolto da Amiu e come la raccolta differenziata, che oggi veleggia intorno al 27%, resti lontanissima dalla percentuale del 65% prevista dal contratto.

Dal M5S foggiano sottolineano a l’Attacco come lo stesso sindaco barese Vito Leccese sia insoddisfatto di Amiu e che la posizione del MoVimento è trovare la formula per dividere Foggia da Bari in due rami di azienda, andando oltre il risultato ottenuto da loro lo scorso anno coi bilanci per centri di costo separati. I contiani sono convinti che, se la sindaca otterrà tale risultato, riuscirà a salvare la città. Inoltre ricordano che, finalmente, dallo scorso anno il Comune di Foggia ha un DEC (direttore dell’esecuzione del contratto), che vigila sul servizio di Amiu, e che per la prima volta l’impresa è stata più volte multata da Palazzo di città, tanto da aver citato in giudizio l’ente municipale disconoscendo di dover pagare.

Dal canto suo Amiu Puglia ha fatto sapere nel pomeriggio che, rispetto ad “una presunta irregolare raccolta differenziata dei rifiuti conferiti dalle utenze non domestiche, sono in corso le verifiche necessarie”. “Tuttavia Amiu Puglia può anticipare che dall'avvio del servizio porta a porta riservato alle utenze non domestiche (marzo 2024) ha innumerevoli volte comunicato all'amministrazione comunale la criticità rappresentata dalla costante presenza sul suolo pubblico dei contenitori destinati, invece, ad essere posizionati all'interno delle utenze commerciali, come stabilito dall'ordinanza sindacale n. 3 del 06.03.24. La presenza continua di tali attrezzature sul suolo pubblico favorisce il conferimento indiscriminato da parte di altri cittadini, senza il rispetto dei principi della differenziazione per tipologie dei rifiuti, con un conseguente notevole incremento delle frazioni estranee in essi contenute. Gli addetti Amiu Puglia, in occasione degli svuotamenti, effettuano una rapida verifica circa la conformità dei rifiuti presenti all'interno dei singoli contenitori, registrando elettronicamente i casi di errato conferimento attraverso il proprio palmare elettronico. Innumerevoli sono inoltre le segnalazioni all'ente di utenze non domestiche che non rispettano l'ordinanza sindacale sia con riferimento agli errati conferimenti sia agli errati posizionamenti. Al fine di non pregiudicare la qualità dei rifiuti raccolti entro i limiti di qualità ammessi dagli impianti di recupero, i contenitori con rifiuti differenziati non conformi non vengono svuotati per eventuali successive verifiche a opera degli organi di controllo. Al fine di evitare conseguenze igienico-sanitarie detti contenitori "non conformi" vengono gestiti nell'ambito della raccolta del "secco residuo" durante le giornate del martedì o venerdì successivi. Amiu Puglia è parte lesa in questo contesto di generale non rispetto delle norme in quanto vede vanificare gli enormi sforzi quotidianamente assicurati. Nonostante ciò, i risultati in termini di raccolta differenziata mostrano continui segnali di miglioramento ufficialmente riconosciuti”.

Ma c’è un’altra questione attinente Amiu che divide la maggioranza e che alimenta tensioni sotterranee per i pesantissimi riflessi politici del rapporto con la società in house, da sempre nel cuore del Pd di Bari, Capitanata e Puglia. E’ il tema della costituzione di parte civile del Comune di Foggia nel processo ormai imminente. Il M5S ha chiesto formalmente che la sindaca agisca in tal senso, a difesa degli interessi dei cittadini foggiani, superando l’ovvia contrarietà dei dem rimasti silenti su tale questione, in cerca del massimo silenzio possibile sul caso Amiu. Ma Marida Episcopo non ha rotto gli indugi e non si è finora espressa in alcuna maniera, mentre il 25 settembre si avvicina sempre più e le opposizioni (come pure eletti di maggioranza, come Pasquale Cataneo di Italia del Meridione) sollecitano la costituzione in giudizio. Per Guardia di Finanza e Procura daunia sarebbe stato “truccato” l’affidamento in house, con accuse a vario titolo di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e falso. Ebbene, ad oggi il Comune di Foggia non si è ancora costituito in giudizio come parte civile, in quanto leso dalle presunte condotte illegittime. Che farà il M5S se Episcopo non dovesse dargli ascolto?

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testatina dillo al direttore WEB

 

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