“Succede sistematicamente ormai da un anno, da quando in questa strada ci sono i bidoni, peraltro in condizioni pietose. L’ho constatato ininterrottamente. Non è stato un caso isolato, tutt’altro”. Chi, nella zona del Tribunale di Foggia, nei giorni scorsi ha ripreso col proprio smartphone operatori di Amiu Puglia spa compiere presunte irregolarità nella raccolta differenziata assicura che non si trattava certamente della prima ed unica volta. Sul caso c’è stato un duro botta e risposta tra la vicesindaca M5S Lucia Aprile e la società in house, ma altri video sarebbero in arrivo per dimostrare come anche in altre date e in altri quartieri del capoluogo ci siano stati comportamenti analoghi. “E’ surreale quanto è avvenuto”, dicono a l’Attacco alcuni addetti ai lavori. “Aprile, a caldo, aveva commentato il video, parlando con Foggiatoday, dicendo persino che avrebbe fatto licenziare quegli operatori. Ma quando l’impresa ha replicato ha dato la colpa al Comune: lo ha fatto dicendo una cosa tecnicamente corretta, ovvero che i contenitori delle utenze non domestiche non devono essere posizionati sul suolo pubblico ma all’interno, ma ancora una volta, davanti alle critiche mosse dall’ente municipale, Amiu di fatto ha ribaltato tutto, come per le sanzioni decise dal Comune che si rifiuta di pagare. Insomma, la spa ha fatto per l’ennesima volta la voce grossa”. Ma c’è anche un altro caso che nelle scorse ore è emerso: come l’Attacco sta scrivendo ormai da mesi, un punto dirimente rispetto al rapporto con la partecipata barese riguarda la decisione dell’amministrazione Episcopo di costituirsi o meno come parte civile nel giudizio riguardante Amiu. Lo potrà fare anche il giorno stesso dell’udienza preliminare del 25 settembre prossimo, ma la sensazione è che Episcopo non deciderà in tal senso, vista l’ovvia contrarietà del Pd, cui Amiu sta da sempre molto a cuore.
Il M5S, come riportato ieri su queste colonne, ha posto ufficialmente alla sindaca la questione e sollecitato la costituzione in giudizio. “Noi siamo decisamente a favore”, ha confermato da l’ultimo a l’Attacco il capogruppo contiano in consiglio comunale nonché consigliere provinciale, Mario Dal Maso. Ma Episcopo non ha risposto finora nulla ai pentastellati.
Ebbene, quando lunedì scorso Aprile ha preso parte alla presentazione dell’associazione “Quelli del libro bianco” avrebbe fatto capire che l’ente si costituirà nel processo. “Proprio in occasione del recente convegno “Rifiuti a Foggia, ieri, oggi e domani” al quale abbiamo partecipato, il WWF Foggia ha chiesto con forza un segnale concreto da parte dell’amministrazione comunale. La nostra richiesta è stata accolta: l’assessora all’ambiente ha pubblicamente dichiarato che il Comune di Foggia si costituirà parte civile nel processo previsto per settembre, che vede coinvolti Amiu e alcuni dirigenti comunali, imputati per presunte irregolarità nell’affidamento della gestione dei rifiuti. È un passo importante, ma non basta”, ha affermato ieri il WWF Foggia, guidato dal presidente Maurizio Marrese, che come tanti altri presenti nell’iniziativa di lunedì sostenne Aprile e il M5S alle comunali 2023. La stessa versione è fornita a l’Attacco da Gianmaria Gasperi, organizzatore e referente della neonata associazione. Ma fonti M5S smentiscono che Aprile sia stata così netta, dicendo che la vicesindaca avrebbe soltanto annuito quando è stato sollevato il tema e che la decisione non è stata ancora assunta da Episcopo, come pure che bisogna come sempre fare i conti col principale alleato, ovvero il Pd.
Insomma, un’altra situazione di grande imbarazzo in maggioranza, come dimostra il silenzio alle richieste di spiegazioni de l’Attacco. Nessuna risposta è arrivata da Aprile.
A fare chiarezza ci ha pensato il coordinatore provinciale ed europarlamentare Mario Furore, che a l’Attacco ha affermato la posizione del M5S: “Nel procedimento giudiziario che coinvolge Amiu, il Comune di Foggia ha il dovere morale e istituzionale di costituirsi parte civile. Parliamo di una vicenda che ha avuto conseguenze gravi sulla gestione dei rifiuti, sul bilancio pubblico e sull’immagine stessa della città. Se ci sono stati abusi, omissioni o responsabilità, è giusto che chi ha danneggiato la comunità ne risponda nelle sedi opportune. Costituirsi parte civile significa non voltarsi dall’altra parte. Significa dire ai cittadini che le istituzioni sono dalla loro parte e che nessuno è al di sopra della legge. Inoltre il Comune si deve tutelare. La posizione di tutto il M5S è granitica e cristallina. Ho massima fiducia nel fatto che la sindaca lo faccia perché è sempre stata favorevole a costituzioni di parte civile che possano mostrare segni tangibili di trasparenza e sostegno nei confronti dei cittadini”. Un argomento così serio meriterebbe una risposta netta da parte della prima cittadina, visti i tanti dubbi sul fatto che i riflessi politici interni alla maggioranza e nei rapporti con spa, Pd pugliese e Comune di Bari (socio di maggioranza) possano prevalere sulla difesa giudiziale dei diritti dei cittadini.
Intanto le associazioni e i partiti ambientalisti chiedono di fare di più per migliorare un servizio ad oggi inadeguato e insoddisfacente. “Il WWF Foggia esprime forte preoccupazione per quanto documentato nel video e ritiene inaccettabile che simili comportamenti, se confermati, vanifichino gli sforzi quotidiani dei cittadini nel separare correttamente i rifiuti e rappresentino un’offesa all’intelligenza collettiva e all’ambiente”, dice Marrese. “Al di là delle precisazioni di Amiu, che parla di un “errore isolato”, resta l’urgenza di una riflessione più ampia e strutturale sulla gestione del ciclo dei rifiuti a Foggia. Non è possibile chiedere collaborazione e senso civico ai cittadini se poi si disattendono nei fatti ogni principio di trasparenza ed efficienza. Servono garanzie, controlli puntuali, una reale trasparenza sugli appalti, sui flussi di rifiuti e sulla loro effettiva destinazione. Nel settore rifiuti Foggia è ferma al 1995, è fondamentale quindi proiettarsi nel 2025 e che i cittadini possano avere fiducia nelle istituzioni e che non si sentano presi in giro mentre si impegnano quotidianamente nella raccolta differenziata”.
Anche Europa Verde, tramite Vincenzo Rizzi e la co-coordinatrice provinciale Innocenza Starace, è netta: “In riferimento alle recenti immagini circolate sui media locali, esprimiamo il proprio pieno supporto alla dichiarazione dell'assessora, che ha assicurato che “chi ha sbagliato pagherà”. Riteniamo che, pur riconoscendo la necessità di condurre tutte le verifiche interne e le indagini del caso per accertare l'effettiva dinamica degli accadimenti e le eventuali responsabilità individuali, sia indispensabile che quanto emerso venga immediatamente portato all'attenzione della Procura. Tale richiesta non è un mero esercizio di denuncia, ma risponde a una profonda preoccupazione per le implicazioni di un simile comportamento, qualora fosse confermato. La pratica di mescolare i rifiuti differenziati, infatti, non solo vanifica gli sforzi quotidiani dei cittadini volti a una raccolta corretta, ma soprattutto crea un pericoloso alibi”.
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