Prima il fratello, poi il cognato, ora la sorella: i troppi familiari imprenditori inguaiano Lucia Aprile

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Con la rinuncia da parte della società cooperativa foggiana Servitalia, nel cui cda siede Maria Aprile, sorella gemella della vicesindaca Lucia, eletta del M5S, si spera di mettere la parola fine al caso mediatico e politico sull’affidamento diretto da 136mila euro (con IVA 165.920 euro) assegnato dal Comune di Foggia, per il servizio di fornitura e posa in opera di arredo urbano. Ieri mattina l’avvocato Michele Vaira ha comunicato, per conto dell’impresa, che “una lettura serena delle precisazioni offerte non può che condurre alla conclusione che non vi è stata alcuna violazione di leggi o di regolamenti, e non sussiste nemmeno alcun profilo di inopportunità” e che “al solo fine di tutelare la propria immagine, offuscata non certo da un doveroso approfondimento giornalistico, ma da ingiustificate e irricevibili speculazioni politiche che hanno coinvolto un soggetto del tutto estraneo alla società, Servitalia ha deciso, irrevocabilmente, di non dare seguito alla determina, rinunciando all’affidamento”. “La società è stata costituita effettivamente il 24 febbraio 2025 ed iscritta nel registro delle imprese il successivo 7 marzo 2025”, ha spiegato l’avvocato. “I tre soci (Antonio Padalino, Maria Aprile e Valeria Speranza) possiedono significative pregresse esperienze nel medesimo settore. Trattandosi di società che è nata con lo scopo di offrire i suoi servizi anche al Comune di Foggia, in data 19 marzo 2025 vi è stata l’iscrizione sul portale Traspare. In conseguenza di tale iscrizione, come da prassi, vi è stata la richiesta di informazione antimafia il successivo 27 marzo 2025. Tra le attività previste nell’oggetto sociale sono ricomprese quelle oggetto della richiesta di fornitura da parte del Comune di Foggia. In data 9 giugno 2025 alle ore 13.44 è giunta (a distanza di quasi due mesi dall’iscrizione sul portale dei fornitori), per la prima volta, una richiesta di preventivo da parte del RUP, geometra Cosimo Suriano, del Servizio Lavori Pubblici. Per dare seguito a tale richiesta, Servitalia ha contattato, immediatamente, diversi propri fornitori, ricevendo l’offerta definitiva alle ore 11.00 del 13 giugno 2025. Dopo aver calcolato (in meno di un’ora) i costi relativi alla manodopera e agli oneri di sicurezza, la società ha trasmesso, pochi minuti prima della scadenza, il proprio preventivo al Comune di Foggia. La particolare concentrazione dei tempi della procedura, lungi dal favorire la società Servitalia, le ha impedito di ottenere una fornitura a prezzi più vantaggiosi e a ponderare con maggiore calma costi e benefici dell’intera operazione. Per completezza, si ritiene opportuno evidenziare che il margine di utile lordo che avrebbe realizzato la società è di circa 12mila euro. Abbiamo appreso da notizie di stampa che le altre due ditte destinatarie della richiesta di preventivo non abbiano risposto (verosimilmente per la modesta entità del potenziale guadagno). Non sappiamo quali siano, ma quello che è certo è che nei loro confronti non vi è alcun rapporto di conoscenza né tantomeno di parentela con i soci di Servitalia. Ad oggi, alla società non è stata notificata alcuna determina di affidamento, né è stato firmato alcun contratto di fornitura con l’ente. La società Servitalia ha l’interesse di partecipare, in futuro – in regime di sana e leale concorrenza con tutti gli altri operatori economici – ad ogni gara pubblica che abbia per oggetto forniture compatibili con il proprio oggetto sociale e – nel rispetto del principio di rotazione – anche ad eventuali affidamenti diretti entro i limiti previsti dalla legge, nella certezza di non ottenere trattamenti di riguardo e nella speranza di non essere – viceversa – sfavoriti”. La linea nel M5S e nell’amministrazione è stata, da venerdì scorso, che Aprile non ne sapesse nulla, al pari del rup Suriano e del dirigente Mendolicchio. Ma gli interrogativi restano. E’ possibile che Maria Aprile vinca un appalto da 136mila euro e non avvisi la sorella? E’ pensabile che i tanti famigliari imprenditori della vicesindaca si facciano avanti (e così frequentemente) per gli appalti dell’ente municipale? “E’ una vicenda grave, il codice Ateco non era corretto. Gli uffici fanno affidamenti senza verificare? Siamo un Comune sciolto per mafia”, si domanda un addetto ai lavori, parlando con l’Attacco. “Gli uffici non possono sapere la genealogia dei partecipanti, né possono proibire la partecipazione degli operatori economici”, è invece il refrain di chi difende Aprile. Ma ecco i molteplici precedenti relativi ai familiari imprenditori di Lucia Aprile, dal fratello al cognato. 

Precedenti
Quello che lascia perplessi e che fomenta le polemiche è che, prima di quest’ultimo caso, ce n’erano stati altri due precedenti sempre relativi ad affidamenti diretti in favore di familiari della vicesindaca. “Ha troppi parenti, non riesce a frenarli…”, commentano persone vicine ad Aprile. Mentre nel centrodestra di opposizione c’è chi non esclude una pista “politica”, ovvero che pezzi della stessa maggioranza, ovvero qualche alleato di governo del M5S, abbia voluto farla pagare inviando una segnalazione dettagliata alla stampa, per mettere ancor più in difficoltà l’assessora già alle prese con la “patata bollente” Amiu Puglia spa.

Il primo caso
Era dicembre 2024 quando scoppiarono le prime polemiche connesse al fratello Gianluigi Aprile, titolare della S.G. Servizi srl. Un’impresa che da anni, precisamente dal 2018 quando era sindaco Franco Landella, riceveva appalti dall’ente capoluogo, ma che dopo l’arrivo di Lucia Aprile a Palazzo di città, numero due della sindaca, si è ritrovata al centro di un caso politico. Era opportuno che fosse invitata a fare un preventivo la sola impresa del fratello della vicesindaca? La determina del dirigente delle attività produttive Paolo Affatato si spiegava di aver contattato direttamente la sola impresa di Aprile per il noleggio, montaggio e smontaggio di 12 chioschi in legno per la fiera di Natale 2024/2025 in svolgimento dal 7 dicembre al 6 gennaio 2025 in Piazza Giordano, comprensivo del servizio di guardiania per l’intero periodo da effettuarsi dalle ore 21.00 alle ore 08.00 dal 6 dicembre 2024 al 6 gennaio 2025. L’impresa di viale Ofanto, iscritta all’albo dei professionisti/fornitori dell’ente, aveva effettuato un ribasso del 1,00% sull’importo previsto di 16.000 euro oltre IVA; si parlava dunque in totale di 19.326,72 euro. Pochi mesi prima, a settembre, la domanda sull’opportunità di affidamenti diretti di appalti, da parte di un’amministrazione pubblica, in favore di impresa di familiari di amministratori di quell’ente era stata sollevata dal caso riguardante il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, dopo che erano stati scoperti gli appalti alla Emiliano srl del fratello relativi all’allestimento di aree della sede del consiglio regionale. La presidente dell’assise Capone, piddina, aveva dovuto ammettere che, al di là della legittimità dell'iter procedurale e della correttezza degli atti”, c’era una evidente “inopportunità dell'invito e della conseguente partecipazione della Emiliano srl ad una procedura bandita dall'amministrazione regionale”. La vicenda si era chiusa con la revoca della seconda fornitura di mobili per “sopravvenute situazioni di opportunità connesse a rapporti di natura personale tra il soggetto affidatario e il presidente della Regione Puglia”, dopo che la stessa impresa aveva “formalmente trasmesso apposita rinuncia”. Come Lucia Aprile oggi, anche Emiliano allora giurò di non averne saputo nulla.

Il secondo caso
Risale, invece, a giugno scorso il secondo episodio, svelato da l’Attacco, riguardante il cognato di Lucia Aprile, quel Mario Di Bari titolare di F.G.M. Multiservizi srl di, con sede in via Capozzi, attiva nel settore dei trasporti, facchinaggio e logistica. Molteplici gli affidamenti diretti tra 2023 e 2024 a Di Bari, sposato con la gemella di Aprile.

Questa vicenda emerse dopo che l’Attacco ricevette, da imprese mai scelte da Palazzo di città, un report dettagliato sulla scarsa rotazione che, a loro dire, veniva effettuata. Per tali imprenditori erano situazioni che avrebbero potuto configurare pratiche poco trasparenti, meritevoli di approfondimento e attenzione pubblica per il rischio concreto di favoritismi e possibili fenomeni corruttivi. I riferimenti erano a due imprese: la foggiana Daunia Service srls di Alessandro Vito Aprile, con sede in via Telesforo, la quale ha ricevuto vari appalti negli anni, riguardanti prevalentemente l'allestimento e il ripristino delle sezioni elettorali, trasporti e sgomberi; F.G.M. Multiservizi srl. Quest’ultima, nel corso degli ultimi due anni, ha ricevuto numerosi appalti, spesso affidati direttamente, per servizi analoghi e in tempi ravvicinati: alle elezioni comunali dell’ottobre 2023 servizi logistici e di trasporto materiali elettorali per l’importo di 56.327,40 euro (oltre IVA e oneri); un successivo affidamento integrativo con perizia di variante, dell’ammontare di 10.772,60 euro; rispetto ai servizi di trasloco e facchinaggio a maggio 2024 trasloco documenti e mobilia per il Servizio SUE, per 14.518 euro, mentre a luglio 2024 un nuovo affidamento per trasloco simile da 5.368 euro; per il trasporto e smaltimento suppellettili/registri Stato Civile altro affidamento da 5.734 euro; infine un ulteriore trasloco a febbraio 2024, ancora per il Servizio SUE, da 4.697 euro. “Tutti i contratti in esame sono stati affidati senza gara aperta, spesso tramite la piattaforma Traspare, con scarsa o nulla evidenza di concorrenza tra operatori. Nessuna motivazione pubblica chiarisce perché la scelta ricada sistematicamente sulla stessa impresa”, lamentarono altri imprenditori a l’Attacco.

“Gli importi degli incarichi restano costantemente al di sotto delle soglie previste per le gare pubbliche, facendo ipotizzare un frazionamento strategico delle commesse per aggirare le regole su evidenza pubblica e confronto tra più offerte. Nel raro caso in cui sia stata attivata una procedura negoziata, il ribasso offerto da F.G.M. Multiservizi è stato risibile: appena il 4,70%, suggerendo che non ci fosse una reale competizione”. F.G.M. Multiservizi compare più volte, con affidamenti simili, nel giro di pochi mesi, senza che vi sia traccia di alternative considerate o di motivazioni per l’assenza di rotazione. I servizi affidati sono spesso quasi identici (traslochi interni, movimentazione mobili, smaltimento archivi, etc.), ma vengono spacchettati in piccoli appalti, apparentemente per rimanere sotto soglia e procedere con affidamento diretto, bypassando obblighi di gara.

A maggio ci fu un altro caso particolare, con l’affidamento a Daunia Service da 1.200 euro per l’allestimento delle sedie in occasione della Festa della Repubblica del 2 giugno e della Festa dei carabinieri del 5 giugno. La particolarità stava nelle tre imprese destinatari delle richieste di preventivo da parte del Comune: F.G.M. Multiservizi, Daunia Service e SG Servizi. In pratica l’ente contattò il fratello e il cognato di Aprile nella stessa procedura. C’è da chiedersi, vista la proliferazione degli Aprile ed affini tra le imprese locali, se anche Alessandro Vito Aprile sia in qualche maniera imparentato con la vicesindaca.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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