Dapprima un confronto col presidente Giuseppe Conte in videocollegamento, poi il comunicato stampa a nome del M5S nazionale che ha chiuso per i pentastellati la vicenda degli affidamenti diretti del Comune di Foggia in favore di parenti e affini della vicesindaco contiana Lucia Aprile. È avvenuto dopo 20 giorni di forte imbarazzo per il polverone mediatico (anche nazionale), le polemiche del centrodestra fino al Parlamento per attaccare il leader, le divisioni nel partito locale e nel gruppo consiliare, la rinuncia all'appalto da parte della coop della sorella di Aprile e l'annullamento dell'atto per vizi di legittimità. La scorsa settimana sul caso c'è stata la riunione con Conte, collegato da Roma, da parte dei consiglieri comunali, del coordinatore provinciale Mario Furore e della consigliera regionale Rosa Barone. In quella sede l'ex presidente del Consiglio ha rimarcato di non vedere responsabilità nella condotta di Lucia Aprile e sottolineato come andasse difesa, portando al contempo avanti proposte per modificare l'eccessivo ricorso in Comune ad affidamenti diretti sotto soglia, anche al fine di evitare analoghe polemiche future qualora dovesse riverificarsi la stessa situazione.
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