L’opportunità è sparita dalle categorie degli amministratori pubblici: si tace sui casi Aprile e Marchitelli

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Da Milano a Foggia l’inopportunità è sparita dal vocabolario e dalle categorie di chi amministra la cosa pubblica, come se ogni questione si riducesse a ciò che ha mero rilievo penale. Se nel capoluogo lombardo l’assessore dimissionario all’urbanistica Tancredi ha definito “peccato di ingenuità” i rapporti con l’architetto Marinoni (incaricato dai costruttori e al contempo presidente della commissione paesaggio del Comune), nella città daunia non è inopportuno che una persona sia amministratore di un ente pubblico di cui appaltatori sono i suoi familiari. Il caso dei molteplici affidamenti diretti a parenti ed affini della vicesindaca contiana Lucia Aprile si è chiusa con questa posizione del M5S e dell’amministrazione comunale di Foggia, guidata dalla sindaca Marida Episcopo, sempre inneggiante a legalità e trasparenza. “L’adesione del Comune di Foggia alla Stazione Unica Appaltante della Provincia è stato un passo nella giusta direzione, ma non basta. Le gare sotto soglia, ancora gestite direttamente dalla tecnostruttura comunale, continuano a presentare criticità. Non possiamo più ignorarlo”, è la nota inviata finalmente ieri dal coordinatore provinciale M5S Mario Furore, per conto del partito nazionale, dopo 20 giorni dal caso dell’affidamento ultimo a Servitalia della sorella gemella di Aprile, cui seguirono rinuncia dell’impresa e annullamento in autotutela da parte del Comune per evidenti vizi di legittimità. “Per questo, nel solco di una collaborazione costruttiva, chiederemo alla sindaca Episcopo – che, come noi, ha sempre dimostrato attenzione alla legalità e alla trasparenza – di farsi promotrice di un intervento deciso, capace di migliorare concretamente il funzionamento della macchina amministrativa. È necessario che le procedure negoziali siano rese più aperte, coinvolgendo un numero maggiore di imprese, garantendo così maggiore concorrenza e trasparenza. Servono criteri di selezione più rigorosi, basati sull’esperienza e sull’affidabilità degli operatori economici, e un controllo più attento in ogni fase del procedimento. Accanto a questo, riteniamo fondamentale rafforzare il personale del settore Contratti e Appalti, valorizzando le nuove unità già entrate in servizio dopo i concorsi pubblici dello scorso anno, programmando, se necessario, ulteriori assunzioni”, ha aggiunto il M5S.

“Il nostro obiettivo resta quello di ottenere risultati concreti per Foggia, nel pieno rispetto delle regole. Una città che ha già pagato un prezzo altissimo per colpa di una politica che, in passato, ha smarrito il senso del bene comune, lasciando spazio a logiche di potere e opacità culminate nello scioglimento per infiltrazioni mafiose dell’amministrazione precedente. Vogliamo dirlo con chiarezza: né la vicesindaca Lucia Aprile, né alcun altro rappresentante del M5S ha mai esercitato – né avrebbe mai potuto esercitare – la minima influenza su qualunque fase della procedura oggetto di discussione. In questa vicenda ci consideriamo parte lesa. E non accettiamo lezioni di moralità da chi ha patteggiato una condanna per tangenti legate ad appalti pubblici, né da chi proviene da partiti responsabili di pagine oscure della storia amministrativa di questa città. Tentativi maldestri di confondere le acque con insinuazioni calunniose non troveranno mai in noi un bersaglio facile. Ribadiamo piena fiducia nella vicesindaca Lucia Aprile: donna onesta, competente, profondamente rispettosa delle istituzioni e della città che serve”. 

Alla stessa maniera nessun dubbio pare albergare (almeno ufficialmente) in maggioranza rispetto al dirigente del personale e capo di gabinetto Giuseppe Marchitelli, già dipendente del Comune di Sant’Agata di Puglia, che – dopo esser stato confermato come dirigente a tempo determinato dalla sindaca Episcopo di cui è un fedelissimo, dopo aver minacciato azioni legali nel caso non fosse rimasto per almeno tre anni a Palazzo di città (salvo essere smentito dalla Corte di cassazione con la sentenza recente n. 13641/2025 per un caso analogo), dopo essersi prorogato per i prossimi anni nel redigere il programma triennale delle assunzioni – il 13 giugno scorso approvò gli avvisi pubblici di mobilità esterna per 34 funzionari a tempo pieno e indeterminato, con determina a propria firma, per poi far seguire l’iter successivo al segretario generale Alfredo Mignozzi e vincere come funzionario amministrativo.

Nessuna perplessità sulla terzietà e imparzialità da parte di colleghi dirigenti (come presidente Mignozzi, componenti della commissione Romeo Delle Noci e Maria Teresa Antonucci). Peraltro, da anni su queste colonne, al pari della Direl (il principale sindacato della dirigenza pubblica), si evidenzia come il pletorico numero di dirigenti a tempo determinato sia un vulnus per l’ente, perché il ricorso eccessivo all’articolo 110 del Tuel fa sorgere interrogativi sulla autonomia e indipendenza di chi è stato nominato in via fiduciaria e che ambisce spesso ad essere confermato e stabilizzarsi.

“Non temiamo mai le cause, sia come parte attrice che come convenuti”, ha detto ieri Episcopo, facendo seguito all’annuncio di Marchitelli di querele contro le opposizioni.

Le questioni di opportunità sono a tal punto sparite dai radar degli amministratori (non solo foggiani, evidentemente) che anche chi la pensa diversamente in maggioranza tace, come fanno alcuni nel campo largo di Episcopo compresi coloro che nel Pd mesi fa bloccarono il PIAO di Marchitelli dicendo di volerci vedere chiaro sulla sua “auto-proroga” e che oggi ritengono che si stia lavorando affinchè diventi un giorno dirigente a tempo indeterminato dell’ente. E tace ovviamente il M5S, dopo la vicenda Aprile.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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