Via Bari, gli eredi Perrone da oltre un anno in attesa di risposte sul progetto rimodulato SAD Le Perle

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Le imprese coinvolte nel programma di housing sociale – e il TAR Bari che ha chiamato la sindaca di Foggia Marida Episcopo a relazionare sulle intenzioni del Comune rispetto a quel programma – non sono gli unici ad attendere da lungo tempo una risposta da Palazzo di città. Ci sono anche gli eredi Perrone, che hanno registrato un silenzio tombale rispetto al progetto rimodulato presentato oltre un anno fa all’ente per via Bari. L’ultimo atto ufficiale della storia, lunga ormai 15 anni, risale a fine 2019, quando la giunta Landella, alla vigilia di Natale, il 21 dicembre, assunse due delibere “gemelle”: la prima riguardava Robedil, la seconda SAD Le Perle srl dello scomparso don Michele Perrone, impresa proprietaria dell'area in località Posta delle Vigne - Pantano della superficie catastale di 240.556 mq. Erano già passati 9 anni dalla convenzione urbanistica firmata davanti al notaio Pepe nel 2010 la realizzazione del Programma urbanistico denominato Centro Le Perle, che prevedeva tra le altre cose il cavalcaferrovia su via Bari, opera essenziale per il capoluogo daunio. L’amministratore unico della srl, Giandomenico Flagella, si era vincolato a realizzare e cedere al Comune di Foggia diverse opere pubbliche: parco di quartiere (costo stimato in 1,7 milioni di euro), edificio polifunzionale (3,8 milioni di euro), cavalcaferrovia (5 milioni di euro). “La giunta comunale si è limitata a prender atto dell’impegno delle due imprese, Robedil e SAD Le Perle, a realizzare quanto promesso con le convenzioni urbanistiche, ma sine die. Non c’è alcuna indicazione temporale nelle delibere”, commentò allora a l’Attacco Giorgio Cislaghi.

“I costruttori sono tornati dal notaio e, di fronte alla loro volontà di non realizzare le opere in tempi certi ed utili, e senza alcuna responsabilità a loro carico, hanno affermato nei nuovi atti che le opere prima o poi le faranno. La giunta Landella, prendendone atto, afferma che tutto questo va bene, sebbene vi fossero date e impegni precisi nelle convenzioni. E’ molto preoccupante, il Comune dovrebbe piuttosto pensare a come procedere per incassare le polizze fideiussorie. Per me ci sono gli estremi per fare una segnalazione alla Corte dei Conti e per chiedere alla Regione Puglia di valutare l’esercizio del suo potere sostitutivo a tutela di quanto dovuto alla città. Sono passati 8-9 anni da quelle convenzioni urbanistiche, le opere pubbliche oggi dovrebbero esser state terminate o quasi. Stiamo parlando, ad esempio, del cavalcaferrovia su via Bari, un problema ben conosciuto a Foggia. Un’opera fondamentale per la città di Foggia”, continua Cislaghi, “necessaria per mettere in sicurezza una via importantissima sia in entrata che in uscita”.

“Si tratta di due delibere di giunta aventi a che fare con Programmi urbanistici che non hanno mai visto la luce, sia per la crisi del mercato immobiliare sia per altre vicende come quelle che hanno interessato la società dello scomparso Michele Perrone”, osservò a l’Attacco l’allora consigliere di maggioranza Bruno Longo. “Il 31 dicembre sarebbero scaduti i termini per il rilascio del permesso di costruire. La giunta, anche su indicazione del consiglio comunale, ha dato alle due imprese la possibilità di sfruttare un altro anno per realizzare quanto previsto dai programmi, o riuscire a vendere magari a terzi. Le imprese Robedil e SAD Le Perle hanno dunque rinnovato il proprio impegno, come da legge avranno altri 12 mesi dal nuovo atto rogitato davanti al notaio. Dunque le delibere del 21 dicembre sono atti dovuti, adottati per evitare la scadenza dei termini e la decadenza dei programmi”. Ma era difficile credere che in un anno le cose potessero cambiare e che la situazione potesse diventare più rosea per entrambe le imprese.

“Il problema”, continuò Longo, “è che questi Programmi sorgono in una zona periferica e poco appetibile. Peraltro sono stati concepiti in anni lontani, quando il mercato era ben diverso. Il ponte che Perrone propose di realizzare lo perderemo totalmente. Non solo per il costo di 5 milioni di euro, ma anche perché ha a che fare con le Ferrovie e non col Comune. La realizzazione è difficile per tutti e due i Programmi urbanistici, ma almeno la giunta ha dato un altro po’ di respiro”.

Anche il consigliere comunale Giuseppe Mainiero, spina nel fianco dell’amministrazione Landella, non nutriva alcuna speranza circa la realizzazione dei Programmi urbanistici di SAD Le Perle e Robedil. Per Mainiero, come per Longo, le opere pubbliche non vedranno la luce, salvo miracoli dell’ultima ora.

“Quanto avvenuto a fine anno di fatto rappresenta una proroga di due accordi di programma mai realizzati. Si dà un altro anno per chiedere il permesso di costruire e rispettare gli obblighi. Il punto è che non c’è né un cronoprogramma né l’assunzione di impegni in tempi certi. Bisogna capire la ratio per cui la giunta Landella, ormai in scadenza, ha assunto determinazioni alla vigilia di Natale destinate a non avere efficacia. Si sapeva da anni che il 31 dicembre i termini sarebbero scaduti, eppure in questi 8-9 anni non si è dato alcun seguito a tali Programmi. Quali sono i fatti nuovi per cui assumere delibere del genere? Specie in materia urbanistica, a fronte di un nuovo incarico affidato al professor Karrer per la redazione del PUG. Non si riesce a comprendere perché, prima di uno strumento urbanistico così importante, si intervenga su due accordi di programma e addirittura su ipotesi di rinormazione del comparto 28, ipotesi che di fatto si traduce nella possibilità di edificare in zona F, così come qualificato dal DPP di Karrer. Non sono affatto ottimista rispetto alla complessità dei Programmi, che furono redatti in una fase storica in cui il mercato immobiliare attraversava tutt’altra situazione. Qual è, allora, la ragione politica per cui è stata data questa prorogatio, che impedisce di poter prevedere un diverso orientamento per quelle aree”.

Negli scorsi anni anche il noto imprenditore edile foggiano Gino Boscaino, patron di Boscaino Buildings, si era interessato all’operazione di edilizia residenziale su via Bari, dando il proprio supporto tecnico alla rimodulazione del progetto con arretramento dell’intervento edilizio, necessari sia alla luce della nascita della nuova Orbitale urbana sia per via dell’esproprio effettuato da RFI-Rete ferroviaria italiana per permettere la costruzione della (futura) seconda stazione, prevista a poca distanza. Poi, da quanto trapela, Boscaino ha gettato la spugna viste le infinite lungaggini e il mutismo dell’amministrazione comunale.

Sarebbero invece ancora interessati alla realizzazione gli eredi Perrone. Ma, dopo svariate sollecitazioni, l’amministrazione Episcopo non si è ancora espressa in alcuna maniera, né ha spiegato per quali ragioni la questione vada considerata eventualmente archiviata. Di sicuro c’è chi, nel capoluogo – nonostante la fase storica mutata, l’orientamento (contenuto pure nel nuovo atto di indirizzo del PUG) contrario all’ulteriore consumo di suolo previlegiando invece la riqualificazione dell’esistente, l’attenzione rivolta al PUG – tuttora ritiene che la direttrice di via Bari rappresenti una zona di pregio e infrastruttura, ideale per l’ulteriore sviluppo della città. Quanto alla compatibilità col redigendo Piano urbanistico generale, il progettista Francesco Karrer sin dal 2019 ha sempre ribadito che gli accordi di programma ex Prusst (nati dall’accordo tra privato, Regione e Comune) come quello di Perrone, cosiddetti programmi preordinati, sono giuridicamente validi: il PUG è dunque obbligato a tenerne conto, fino alla loro scadenza.

L’impasse dovuta alla pandemia da Covid ha causato due proroghe, che ne hanno allungato di altri sei anni la durata, ma alla scadenza (che dovrebbe cadere nel 2027) manca ormai comunque poco. Dunque, se da un lato il Comune non può che dare una risposta attraverso il PUG (e non può esprimersi senza il supporto di Karrer e della Regione), dall’altro la deadline del programma arriverà sicuramente prima dell’adozione del Piano.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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