Udienza preliminare Amiu e cimitero: Episcopo decide la costituzione come parte civile tra forti resistenze

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Costituire il Comune capoluogo come parte civile in giudizio oppure far prevalere la contrarietà di alcuni, sia in ambito politico che nella tecnostruttura comunale? E’ questo il nodo che per molti mesi ha attanagliato l’amministrazione Episcopo e che solo ieri è stato oggetto di discussione da parte della giunta, alla vigilia della cruciale udienza preliminare odierna per due dei più importanti procedimenti che interessano il Comune di Foggia, quelli relativi al cimitero e ad Amiu Puglia spa, unificati perché nati dalla medesima indagine su Palazzo di città. Il primo filone è il processo relativo all’aggiudicazione del maxi appalto del 2023 di quasi 18,5 milioni di euro per la gestione del cimitero comunale. Gli indagati, diventati ora imputati, sono quattro: il dirigente sovraordinato barese Domenico Lomazzo (nominato dalla Prefettura e tuttora presente in Comune), difeso dagli avvocati Maria Emanuela Sborgia e Gaetano Veneto; il dirigente comunale Paolo Affatato (che era ai lavori pubblici/patrimonio/appalti e contratti, mentre oggi è alle attività produttive), assistito dall’avvocato Mario Antonio Ciarambino; la funzionaria comunale dell’Area tecnica Paola Russo, rappresentata dall’avvocato Paolo D’Ambrosio; l’imprenditore foggiano Giuseppe Scommegna, difeso dall’avvocato Marco Gabriele Scillitani. Nel secondo filone relativo ad Amiu Puglia spa, il Comune di Foggia nel 2023, quand’era retto dai commissari straordinari in seguito allo scioglimento per mafia, rinnovò per altri nove anni, e per ben 203 milioni di euro, il contratto inerente al servizio di igiene urbana in favore della partecipata barese. Per Guardia di Finanza e Procura daunia sarebbe stato “truccato” l’affidamento in house, con accuse a vario titolo di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e falso. Gli altri cinque imputati sono: l’allora dirigente comunale Concetta Zuccarino, apricenese, assistita dall’avvocato Angelo Pasquale Masucci; il dg Amiu Antonello Antonicelli, difeso dagli avvocati Francesco Marzullo e Vincenzo Bruno Muscatiello; il dirigente comunale del Servizio ambiente Saverio Pio Longo, sangiovannese, assistito dall’avvocato Giovanni Pirro; il funzionario comunale Giovanni Sorbo, rappresentato dagli avvocati Gianluca Ursitti e Vincenzo Paglia; l’altamurana Maria Rosaria Mangiatordi, referente del consorzio Conai, difesa dall’avvocata Valeria Logrillo. Nella propria richiesta di rinvio a giudizio la pm Paola De Martino ha ricordato le denunce presentate dalle associazioni (La Società Civile di Foggia, Konsumer Italia di Foggia, Italia Nostra di Foggia, etc.), le informative del Gruppo Guardia di Finanza di Foggia, i verbali di sommarie informazioni rese da persone informate dei fatti, i verbali di perquisizioni e sequestri, le intercettazioni di conversazioni e comunicazioni. Non risulta tra gli imputati, giacchè si procede per lui separatamente, l’ex funzionario comunale Francesco Pio D’Orta, oggi in pensione; il foggiano, che era rup rispetto alla gara del cimitero ed è stato accusato di aver prodotto con Affatato un atto falso, ha patteggiato. Come persona offesa la gip ha identificato il Comune di Foggia, di cui è attesa oggi la costituzione in giudizio come parte civile, in quanto leso dalle presunte condotte illegittime.

Le toghe considerano come prassi la costituzione al momento dell’udienza preliminare e sottolineano come non esista comunque un obbligo in tal senso per l’ente municipale. In passato l’ente si è sempre costituito, anche quando i suoi dipendenti sono stati poi assolti.

Quando ieri mattina l’Attacco ha chiesto cosa fosse stato deciso all’assessore al contenzioso Giulio De Santis non c’è stata alcuna risposta. Questo perché una decisione non era stata ancora presa. In mattinata si è svolta la riunione dell’esecutivo cittadino, che tra i vari punti ha anche discusso di come comportarsi. Non si è arrivati alla delibera ma si è dibattuto della doppia possibilità di affrontare la vicenda: o costituirsi nel procedimento in una successiva udienza oppure attendere le (eventuali) condanne e agire civilmente contro i condannati.

Le resistenze alla costituzione in giudizio sono molteplici e di vario genere. In primis ci sono quelle di parte della tecnostruttura, per la quale sarebbe un “accanimento” verso quei dirigenti e funzionari comunali che rischiano la condanna. In secondo luogo c’è la questione politica, che investe in pieno la maggioranza a guida Pd e i rapporti tra l’amministrazione Episcopo e Bari. L’accusa di essere in qualche modo eterodiretta o fortemente influenzata dal legame a doppio filo col Pd barese ha sempre accompagnato Episcopo&Co, sin da prima dell’insediamento. C’è un forte imbarazzo legato ai rapporti con Amiu Puglia spa, cara al Pd di Capitanata e Puglia, alla Regione di Michele Emiliano, al prossimo governatore ed ex sindaco di Bari Antonio Decaro e al socio di maggioranza, il Comune di Bari dell’attuale primo cittadino Vito Leccese. Quella Amiu nel cui cda siedono sia la dem Colomba Mongiello che il contiano Fabrizio Baia.

Se il M5S ha sempre sollecitato la costituzione in giudizio, il Pd invece è sempre stato contrario. Quanto alla sindaca Episcopo ha adottato un atteggiamento di estremo garantismo rispetto a tali vicende penali: mai sospesi i dirigenti e funzionari indagati prima e imputati poi, al pari di quanto fatto da Amiu col dg Antonicelli. E proprio per la grande difficoltà di trovare una linea comune ieri pomeriggio è stata convocata una riunione di maggioranza (con capigruppo, giunta, dirigente dell’Avvocatura), nella quale la sindaca Marida Episcopo ha comunicato la propria decisione di costituire l’ente in giudizio, “come atto dovuto”, col via libera della dirigente Maria Antonucci e dell’intera Avvocatura comunale. La prima cittadina avrebbe poi chiesto di tenere i toni bassi su tale vicenda e fatto sapere di avere già in mano la procura da far depositare oggi in Tribunale.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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