Later.Fin., Comune pagherà 2 mln per liberare palazzo di via Gramsci da ipoteche (in attesa della Cassazione)

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Ci vorrà almeno un altro anno prima che la Corte di Cassazione si pronunci in merito al delicatissimo e antico contenzioso tra Comune di Foggia e Later.Fin per il palazzo di via Gramsci, che ospita vari uffici tra cui i Servizi economico-finanziari, le attività produttive, l’ufficio tributi, le politiche abitative. Nell’attesa della sentenza, però, l’amministrazione guidata dalla sindaca Marida Episcopo si è messa in azione. La dirigente dell’Avvocatura civica Maria Teresa Antonucci ha deciso di procedere al conferimento dell'incarico di patrocinio legale in favore degli avvocati e professori Giacomo Porcelli e Fabio Ciccariello dello studio barese NASAW Avvocati, che negli scorsi anni hanno seguito tale contenzioso, per l’assistenza e la consulenza in favore del Comune di Foggia ai fini della negoziazione degli accordi con la BCC NPLS 2020 srl e AMCO spa conseguenti alla proposta, formalizzata dall’ente il 13 marzo scorso, di pagamento con surrogazione, a saldo e stralcio, dei relativi crediti assistiti da ipoteca volontaria a suo tempo concessa dalla Later.Fin sull’immobile pignorato, impegnando 29.182,40 euro quale compenso professionale. Nel 2023 in appello l’ente municipale vinse: l’impresa, difesa dall’avvocato foggiano Raul Pellegrini, fu condannata, dopo l’incredibile decisione di primo grado che era stata resa dalla giudice onoraria Francesca Siciliani. Un’operazione partita tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila, quando sindaco era Paolo Agostinacchio, e l’impresa barese di Fantini iniziò a interfacciarsi col Comune tramite un intermediario, il professor Enrico Castellano. Anziché contrarre un mutuo per l’acquisto di una palazzina, il Comune stipulò nel 2002 un leasing (contratto di locazione finanziaria) con Later.Fin., che avrebbe incassato per tale affare ben 20.999.975,8 euro oltre IVA. Il contratto prevedeva una durata di 12 anni e sei mesi, con decorrenza dal 1° gennaio 2003 e scadenza al 30 giugno 2015. L’importo sarebbe stato versato “anticipatamente in 46 canoni trimestrali”. Nel momento in cui mancava l’ultima rata del leasing (pari a 928.223,00, oltre IVA), nel 2015, il dirigente dei Servizi finanziari Carlo Dicesare si accorse che l’impresa aveva iscritto ipoteche sull’immobile e avvisò Later.Fin. che finchè non fosse stato liberato da tali ipoteche non vi sarebbe stato il pagamento della tranche conclusiva. L’amministrazione Landella nel 2016 fece causa per adempimento in forma specifica, visto che per contratto la srl era obbligata a trasferire l’immobile locato “libero di pesi, vincoli o ipoteche ove ne risultasse gravato ed a richiesta di chi di ragione” o a pagare una penale di 5.594.974 euro. Una causa dall’importo multimilionario che in primo grado fu decisa a marzo 2021 da un giudice onorario del Tribunale di Foggia, che dichiarò la risoluzione del contratto per fatto e colpa del Comune di Foggia, condannato al rilascio immediato dell’immobile e alla corresponsione in favore di Later.Fin di 8,8 milioni di euro. Il 3 agosto 2021 Later.Fin.srl in liquidazione  notificò  al  Comune  di  Foggia  l’atto  di precetto, in forza della sentenza, con il quale intimò il rilascio dell’immobile. 

Ma in appello fu annullata la sentenza di primo grado e dichiarando la nullità parziale per indeterminatezza del comma 2 dell’art. 8 del contratto di locazione finanziaria sottoscritto tra le parti. Fu trasferita al Comune la piena proprietà del complesso immobiliare, fu accertata la mancata cancellazione delle iscrizioni pregiudizievoli sull’immobile e dichiarato che alcuna somma era tenuto a pagare il Comune a titolo di godimento dell’immobile, dalla scadenza contrattuale del 30 giugno 2015. Inoltre fu dichiarata la compensazione giudiziale - tra il credito dell’impresa, pari a 928.233 euro, oltre Iva, per il riscatto dell’immobile, nonché tra l’ulteriore credito di 928.245 euro, oltre Iva, a titolo di canoni di leasing, non pagati, per un totale complessivo di 1.856.478 euro, crediti tutti maturati dalla società, ed il credito del Comune di Foggia, relativo alla penale prevista dal contratto di leasing, pari a 5.594.974 euro, oltre alla rivalutazione monetaria dal 1° luglio 2003 al 30 giugno 2015. L’impresa fu condannata a versare al Comune il residuo importo, pari a 3.738.196 euro, oltre accessori, costituito dalla differenza tra i due importi, posti in compensazione.

Ebbene, la dirigente Antonucci spiega che contro tale sentenza la controparte ha proposto impugnazione in Cassazione nel 2024 e ha ricordato che l’immobile è stato pignorato ed è oggetto della procedura esecutiva immobiliare attualmente pendente dinanzi al Tribunale di Foggia, promossa da BCC NPLS 2020 srl (avente causa da Interbanca spa) ai danni di Later.Fin. srl in liquidazione. In tale procedura è intervenuta AMCO spa (avente causa da Banca Antoniana Popolare Veneta).

“Nelle more del giudizio di legittimità, risultando senz’altro necessario tutelare i diritti del Comune scaturenti dalla sentenza di secondo grado, nonché ogni relativa aspettativa ed interesse nell’ambito della procedura esecutiva, è stato conferito ai due professionisti l’incarico di costituirsi nell’interesse dell’ente nella procedura esecutiva. Al contempo, il Comune di Foggia ha valutato l’opportunità di ingaggiare trattative, innanzitutto con le creditrici finanziarie al fine di estinguere i crediti dagli stessi vantati, mediante pagamento con surrogazione. Ciò in quanto, anche nell’ipotesi in cui il pendente giudizio di legittimità vedesse il Comune soccombente, lo stesso potrebbe a buon diritto surrogarsi al creditore procedente e far valere nei confronti di Later.Fin. i crediti ipotecari di cui si fosse reso acquirente”. All’esito delle interlocuzioni avute con i due istituti finanziari, con l’assistenza degli avvocati Porcelli e Ciccariello, la sindaca ha formalizzato la propria disponibilità al pagamento con surrogazione, a saldo e stralcio dei crediti attualmente di titolarità delle creditrici finanziarie, di una somma corrispondente al 75% dell’ammontare complessivo per sorte capitale degli stessi, come quantificati nell’atto di precetto intimato dalla BCC (1.914.719,86 euro) e nell’istanza di intervento dell’AMCO (756.011,58 euro).

La somma totale ammonta a 2.670.731,44 euro, il cui 75% equivale a 2.003.048,58 euro. Non si creerà, però, un nuovo debito fuori bilancio per l’ente perché tali risorse sono già inserite in bilancio, coincidendone l’importo con le ultime due rate non pagate e col riscatto. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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