DARe Puglia, si riparte col nuovo cda: presidente il prof Stasi, con lui il lucano Villani e la solita Liguori

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E’ cambiato in totale sordina, senza alcun annuncio pubblico, il consiglio di amministrazione del DARe Puglia, il Distretto agroalimentare regionale partecipato dagli Atenei pugliesi, Università di Foggia in testa, e da numerosi enti e soci privati. Si tratta di un distretto tecnologico promosso dalla Regione Puglia che facilita il processo di trasferimento tecnologico tra il sistema della ricerca e il settore agroalimentare pugliese. Il cda ha il compito di definire l’indirizzo strategico della società in conformità alla sua mission e di mantenere attivo il networking università-enti di ricerca-industria-finanza. Nel rinnovo dell’organo si è ridotta la composizione da quattro a tre membri, come pure è previsto dallo statuto. Il nuovo presidente, che ha preso il posto della pro-rettrice Unifg Milena Sinigaglia, è il professor Antonio Stasi, docente associato del DAFNE dell’Ateneo daunio (dipartimento di Scienze Agrarie, Alimenti, Risorse Naturali e Ingegneria) nel settore scientifico-disciplinare Economia agraria, alimentare ed estimo rurale, il quale negli scorsi anni ha lavorato a tanti progetti del DARe. Il vicepresidente è l’imprenditore lucano Fausto Villani (a capo di Exo Ricerca), mentre la terza consigliera è la foggiana Maria Pia Liguori di RedHot srl, due soci che esprimono una minima quota nella società consortile di via Gramsci. Fino ad alcuni mesi fa il cda era composto da Sinigaglia, ex direttrice del dipartimento di Scienze agrarie, dal vicepresidente Leonardo Boschetti di Bonassisalab e da Liguori, col doppio ruolo di socia con la propria agenzia di comunicazione RedHot e di dipendente. E’ una dei quattro dipendenti rimasti in servizio dopo il licenziamento della mattinatese Libera Scirpoli, vicenda che avrà un seguito davanti al giudice del lavoro. Chi è rimasta, invece, a tempo indeterminato, tra gli altri tre dipendenti in organico è la figlia della presidente Sinigaglia, Giuliana Ciccarone. La quarta persona presente nel cda era Maria De Angelis, referente dell’Università di Bari. Sinigaglia si dimise dopo aver trovato l’accordo col rettore Unifg Lorenzo Lo Muzio per tornare prorettrice dell’Ateneo: ma essendoci già in carica altri due prorettori, ovvero la vicaria Donatella Curtotti e Michele Milone, è stato necessario modificare lo statuto introducendo la figura del terzo prorettore, fino a quel momento non prevista. 

Sin da ottobre 2024 l’Attacco aveva svelato l’accordo tra Lo Muzio e Sinigaglia, in virtù del quale il senato accademico approvò la modifica dello statuto e del regolamento generale con l’introduzione del terzo prorettore. Una novità che si giustificava proprio alla luce dell’intesa del rettore con Sinigaglia, presidente del DARe Puglia.

A febbraio 2024, nel pieno della guerra contro Lo Muzio, Sinigaglia fu revocata dall’incarico di prorettrice “per il venir meno del rapporto fiduciario” e sostituita con la professoressa Francesca Cangelli.

La situazione della governance di Ateneo, com’è noto, fu rivoluzionata a settembre con la clamorosa alleanza del rettore con Donatella Curtotti, che fino a quel momento aveva guidato gli anti Lo Muzio. Poi, in autunno, le fonti interne spiegarono che Sinigaglia – che nel 2023 fu una dei candidati alle elezioni per il rettorato – intendeva diventare la terza prorettrice. La pace Lo Muzio-Sinigaglia fu sancita anche dal via libera alla concessione in comodato a titolo gratuito di locali al piano terra di Palazzo Ateneo, in via Gramsci, in favore del DARe Puglia, dopo il rinvio precedente. Due questioni – spazi e terzo prorettore – rispetto ai quali si era detta estremamente critica da un punto di vista tecnico l’allora direttrice generale Teresa Romei, parlando di “impatti negativi, in termini di efficacia, efficienza e trasparenza” rispetto a questi ed altri processi/procedimenti.

Lo scorso 24 settembre il cda di Unifg ha deliberato di riconoscere alla nuova prorettrice dell’Ateneo la corresponsione dell’indennità di funzione annua pari a 10.876,58 euro, a decorrere dalla data dell’incarico e della corresponsione dei gettoni di partecipazione con voto consultivo alle riunioni del senato accademico e cda. Nella delibera si spiega che, nell’ambito del quadro generale delle indennità di funzione annue e dei gettoni di presenza  spettanti alle cariche e ai componenti degli organi collegiali dell’Ateneo, sulla  scorta  di  quanto  previsto  dal  nuovo  testo  statutario e della “crescente complessità delle gestione della delega al personale”, è stata nominata, con decorrenza dal 5 agosto, la nuova prorettrice dell’Ateneo” ed è stata valutata la proposta di  estenderle gli emolumenti (indennità di funzione e gettoni di presenza) previsti per l’incarico di pro-rettore già in essere.

Dunque il nuovo quadro delle indennità di funzione annue vede per il rettore 33.466,41 euro, per il prorettore vicario 13.386,56 euro, per i due altri prorettori 10.876,58 euro ciascuno, per ciascun direttore dei sette dipartimenti 8.366,60 euro, per il componente del senato accademico 1.338,65 euro, per il componente del cda 2.677,31 euro, per il presidente del nucleo di valutazione di Ateneo 7.178,53 euro, per il componente del nucleo di valutazione di Ateneo 4.859,33 euro, per il presidente del collegio dei revisori dei conti 19.200 euro, per il componente effettivo del collegio dei revisori dei conti 14.600 euro.

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