Si chiude con un accordo transattivo il lungo contenzioso tra il Comune di Foggia e l’impresa Later.Fin srl in liquidazione, relativa all'immobile sito in via Gramsci, da decenni adibito a uffici amministrativi dell'ente. E’ il palazzo dove hanno sede i Servizi finanziari, l’ufficio tributi, il SUAP e il patrimonio. A ottobre scorso l’Attacco raccontò come ci si preparasse alla decisione della Cassazione, ma ora la situazione è stata definitivamente risolta accettando la proposta di transazione avanzata dall’impresa. Lo ha deciso la giunta Episcopo lo scorso 23 gennaio, su proposta della dirigente dell’avvocatura Maria Antonucci e dell’assessore al contenzioso Giulio De Santis. Later.Fin aveva proposto ricorso in Cassazione dopo la sentenza della Corte d’appello di Bari del 2023 favorevole all'ente municipale; parallelamente, esiste una procedura espropriativa immobiliare che grava sull’immobile, con il concreto rischio di un suo rilascio forzoso e della conseguente paralisi dell'attività istituzionale. Il 3 dicembre scorso gli avvocati del Comune, Giacomo Porcelli e Fabio Ciccariello, ricevettero una comunicazione da parte del dottor Francesco Frascerra, procuratore speciale di Later.Fin e Tricom srl, con la quale fu rappresentata la disponibilità a valutare l’ipotesi di una definizione bonaria dei giudizi.
Per tale ragione il 17 dicembre la giunta, considerando la vantaggiosità della proposta, autorizzò l'avvio di trattative finalizzate alla definizione bonaria della lite, ravvisando l'opportunità di esplorare una soluzione transattiva per scongiurare i gravi pregiudizi derivanti dalla pendenza delle procedure giudiziarie. All'esito delle negoziazioni condotte dai legali incaricati, il 23 dicembre pervenne una proposta transattiva, formulata in nome e per conto di Later.Fin srl e Tricom srl qualificata come irrevocabile e ferma sino al 31 gennaio 2026. Prevede alcune reciproche concessioni: la rinuncia di Later.Fin al ricorso per Cassazione, con conseguente acquiescenza al passaggio in giudicato della sentenza di appello e definitivo trasferimento della proprietà dell'immobile al Comune; la rinuncia del Comune di Foggia al credito di 3.738.196 euro, oltre accessori, riconosciuto dalla sentenza d'appello; il pagamento da parte del Comune di 1.100.000 euro a Tricom srl a saldo e stralcio del suo credito ipotecario, con surrogazione dell'ente nel credito e nella garanzia o, in alternativa, assenso alla cancellazione dell'ipoteca.
“L'accettazione della proposta è conforme ai principi di buon andamento ed economicità dell'azione amministrativa, in quanto consente di conseguire vantaggi certi e immediati a fronte di rischi patrimoniali e giudiziari significativi, in linea con l'orientamento della giurisprudenza contabile che richiede una dettagliata motivazione sulle ragioni di convenienza e un giudizio prognostico sull'esito del contenzioso”, spiega la dirigente Antonucci. “I principali vantaggi per l'ente consistono: nella certezza del risultato, eliminando l'alea del giudizio di Cassazione e consolidando in via definitiva la proprietà di un bene strategico; nella neutralizzazione del rischio espropriativo, che costituisce la minaccia più grave e imminente per la continuità dell'azione amministrativa; nella convenienza economica dell'operazione, che si sostanzia in reciproche concessioni volte a porre fine alla lite. La rinuncia al credito verso Later.Fin appare ragionevole a fronte della sua notoria illiquidità e del fatto che l'accordo risolve la causa (mancata cancellazione delle ipoteche) per cui la penale era stata comminata. L'urgenza di provvedere è dettata dall'imminente scadenza del termine di irrevocabilità della proposta, fissato al 31 gennaio 2026”. Ecco perché è stata autorizzata la sindaca ad accettare formalmente la proposta transattiva irrevocabile formulata da Later.Fin srl in liquidazione e Tricom srl.
Un’operazione partita tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila, quando sindaco era Paolo Agostinacchio, e l’impresa barese di Fantini iniziò a interfacciarsi col Comune tramite un intermediario, il professor Enrico Castellano. Anziché contrarre un mutuo per l’acquisto di una palazzina, il Comune stipulò nel 2002 un leasing (contratto di locazione finanziaria) con Later.Fin, che avrebbe incassato per tale affare ben 20.999.975,8 euro oltre IVA. Il contratto prevedeva una durata di 12 anni e sei mesi, con decorrenza dal 1° gennaio 2003 e scadenza al 30 giugno 2015. Nel momento in cui mancava l’ultima rata del leasing (pari a 928.223,00, oltre IVA), nel 2015, il dirigente dei Servizi finanziari Carlo Dicesare si accorse che l’impresa aveva iscritto ipoteche sull’immobile e avvisò Later.Fin che finchè non fosse stato liberato da tali ipoteche non vi sarebbe stato il pagamento della tranche conclusiva. L’amministrazione Landella nel 2016 fece causa per adempimento in forma specifica, visto che per contratto la srl era obbligata a trasferire l’immobile locato “libero di pesi, vincoli o ipoteche ove ne risultasse gravato ed a richiesta di chi di ragione” o a pagare una penale di 5.594.974 euro. Una causa dall’importo multimilionario che in primo grado fu decisa a marzo 2021 da un giudice onorario del Tribuna
le di Foggia, che dichiarò la risoluzione del contratto per fatto e colpa del Comune di Foggia, condannato al rilascio immediato dell’immobile e alla corresponsione in favore di Later.Fin di 8,8 milioni di euro. Il 3 agosto 2021 Later.Fin srl in liquidazione notificò al Comune di Foggia l’atto di precetto, in forza della sentenza, con il quale intimò il rilascio dell’immobile. Ma in appello fu annullata la sentenza di primo grado e fu trasferita al Comune la piena proprietà del complesso immobiliare, con condanna della srl a versare al Comune 3.738.196 euro.
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