Due vicende distinte, ma intrecciate dallo stesso filo conduttore: il rapporto sempre più teso tra la Sindaca di Foggia Maria Aida Episcopo, gli assessori della sua giunta e i partiti che compongono la maggioranza di governo. Nell’ultima settimana, il dibattito pubblico e politico del capoluogo si è infiammato attorno a due dossier che, per ragioni diverse, stanno mettendo ulteriormente sotto pressione i fragili equilibri del campo largo cittadino e il funzionamento della macchina comunale di Palazzo di Città. Da un lato, il Piano Integrato di Attività e Organizzazione – con al suo interno il programma triennale delle assunzioni – è finito al centro di uno scontro che va ben oltre il merito tecnico della questione. La richiesta di sospensione dell’iter, avanzata dai presidenti di commissione Italo Pontone (Pd), Mino Di Chiara (Psi) e Giovanni Quarato (M5S), da tempo sul piede di guerra nei confronti della prima cittadina e del suo esecutivo, ha fatto emergere in superficie una frattura evidente, che covava da mesi. Sullo sfondo, il confronto tra l’assessora al Personale Daniela Patano, fedelissima di Episcopo, e la presidente del Consiglio comunale, la dem Lia Azzarone. A pesare, in questo senso, anche il parere non favorevole dei Servizi Finanziari e le prese di posizione pubbliche del Partito Democratico cittadino, che ha preso le difese di Azzarone e messo in discussione il rapporto fiduciario con l’assessora Patano. Dall’altro lato, anche un evento simbolico come il concerto del Primo Maggio a Parco San Felice è diventato terreno di scontro.
Il consigliere di opposizione Giuseppe Mainiero ha sollevato dubbi sulle modalità di affidamento all’associazione 1 Maggio Foggia, riconducibile al 25enne Davide Eronia, chiamando in causa la gestione del servizio cultura guidato dall’assessora Pd Alice Amatore. La questione ha trovato eco anche nella maggioranza, con l’intervento di Antonio De Sabato e del movimento Progetto Concittadino, che hanno rilanciato la proposta di istituire una direzione per l’Ufficio Contratti Pubblici e un regolamento per gli affidamenti sotto soglia.
Polemiche sono state sollevate anche rispetto agli artisti scelti per il concertone, ritenuti da diversi osservatori lontani dai temi della giornata – oltre che discutibili per i contenuti dei testi –, e per la gestione dei chioschi presenti nel parco, affidata al figlio del capogruppo dem in Consiglio comunale Pasquale Dell’Aquila. Due piani diversi, dunque – uno strutturale, l’altro contingente –, che però convergono nello stesso punto: la necessità, ormai impellente e non più rinviabile, di ridefinire confini, responsabilità e metodo all’interno dell’azione amministrativa. In gioco non c’è solo la gestione di singoli atti, ma la tenuta complessiva del rapporto tra politica e apparato, in una fase che richiederebbe invece coesione e chiarezza.
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