Cilenti nuova responsabile del CNR di Lesina che confessa a l'Attacco Non me l'aspettavo

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Quando risponde al telefono, con molta disponibilità, non si è ancora resa del tutto conto del cambiamento avvenuto nelle sue giornate. Lucrezia Cilenti è stata nominata responsabile della sede di Lesina dell'Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie Marine (IRBIM-CNR), con lettera del direttore, Gian Marco Luna
Quando risponde al telefono, con molta disponibilità, non si è ancora resa del tutto conto del cambiamento avvenuto nelle sue giornate. Lucrezia Cilenti è stata nominata responsabile della sede di Lesina dell'Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie Marine (IRBIM-CNR), con lettera del direttore, Gian Marco Luna.
Giovane, anche se lavora a Lesina dal 1999. Iniziò come tirocinante, per poi proseguire come ricercatrice. Una lunga gavetta, fatta di borse di studio e assegni di ricerca ricorda parlandone con l'Attacco -, alcuni anche vuoti! e ride.Già dai primi momenti che è a Lesina fa la spola tra il luogo di lavoro e casa, a Ischitella, anche se nativa di Vico del Gargano.
Una quarantina di chilometri che percorro in auto, quotidianamente.Il Gargano soffre la mancanza di collegamenti maggiormente capillari, conferma a l'Attacco.Sposata, con due figli, al di là della retorica spicciola, riesce perfettamente a gestire le proprie giornate e sorride, rispondendo alla domanda su come riesca, dando ampi meriti ai propri figli, che hanno imparato sin da subito a gestirsi da soli.
Spiega meglio su cosa fondi questo atteggiamento. Parto dal principio che tutti nasciamo liberi, perciò anche i miei figli lo sono stati sin dalla loro nascita. Mi sono fatta aiutare da una figura esterna, così anche per essere nelle condizioni di proseguire gli studi e il lavoro. I miei figli, in definitiva, sono in grado di fare a meno della mamma, conclude con soddisfazione.La cosa più bella che una mamma possa insegnare è proprio l'indipendenza, anzi è questa la conclusione del suo discorso.
Non mi aspettavo di ricevere questa nomina confida, ritornando al piano professionale -. Cercherò comunque di portare a termine i progetti dei quali sono coordinatrice. Con spirito di sacrificio e senso di appartenenza, lo affronterò nel miglior modo possibile.
La comunità della quale dalla giornata di ieri, 7 maggio 2021, la dottoressa Cilenti è responsabile è costituita da 12 persone. Ci sono 3 ricercatori specifica e il resto è composto da tecnici e amministrativi. Grazie ai finanziamenti che siamo riusciti ad ottenere, siamo in grado di avere con noi anche 3 giovani ricercatori. Quando finisce un determinato progetto o molliamo, oppure cerchiamo altre risorse economiche. Però voglio far notare che abbiamo ragazzi realmente formidabili.
Quest'ultima aggiunta di unità non è insolita. Ci sono stati anche fino a 5 ricercatori provenienti da Università italiane. Pochi di loro, però dal territorio della Capitanata. Sarebbe auspicabile che fosse così, ma ci raggiungono soprattutto dall'Università del Salento e da quella di Ancona, precisa Lucrezia Cilenti.
Piani per il futuro, ora che riveste un ruolo di maggiore responsabilità?Siamo una comunità molto unita risponde riferendosi a tutta l'equipe di stanza con lei a Lesina e continueremo nelle nostre ricerche, nell'ambito degli ambienti costieri, comprese le lagune. Guardiamo con attenzione a ciò che accade nell'area marina protetta delle Isole Tremiti, soprattutto in tema di acquacoltura.Quando ha occasione di parlare del proprio lavoro, la dottoressa Cilenti trasferisce la passione che la guida. Non può fare a meno di svelare che ho una particolare predilezione per le specie aliene, nel loro possibile controllo e nella possibilità di farle diventare prodotti di mercato. Proprio a quest'ultimo proposito, cita un esempio tangibile.
Sta succedendo così per il granchio blu dell'Atlantico. Dovrebbe diventare prodotto di consumo. Stiamo facendo anche prove culinarie, oltre a mettere in campo studi di carattere parassitologico, o anche ambientale per verificare i contenuti di microplastiche. Si tiene in conto, quindi, sia l'aspetto ecologico che quello ambientale. Il colloquio telefonico termina e la tensione di una giornata che è formalmente diversa da quelle che finora Cilenti aveva vissuto a Lesina si scioglie con un nuovo sorriso. Un sereno commiato, prima di riprendere i suoi impegni di ricercatrice. E quelli nuovi di gestione della struttura.
Matteo Fidanza

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