In occasione della Giornata mondiale per la consapevolezza sull'autismo, nella mattinata di oggi, l’istituto Einaudi di Foggia ha ospitato un gruppo di ragazzi autistici dell’associazione Controvento, accompagnati da Luisa Wilma Scarlato, psicoterapeuta e presidente e dai suoi collaboratori, che hanno esposto le loro riflessioni e raccontato la loro esperienza con il disturbo dello spettro autistico in prima persona agli studenti e ai docenti presenti nell’aula magna della scuola.
Luisa Scarlato ha dichiarato: “Quando ho iniziato questo lavoro, che per me non è solo un lavoro, i miei mentori dicevano che questo lavoro si può fare in scienza e coscienza, e dopo la mia esperienza io aggiungo anche con il cuore, perché senza di questo non si può fare. E quindi io sono veramente orgogliosa di tutti loro, dei ragazzi che non possono essere qui per motivi personali, di tutto il mio team, sono fiera di loro e oggi la parola va ai ragazzi, e quindi non vi spiegherò io cos’è l’autismo, voglio solo darvi una piccolissima ma grande informazione. L’autismo non è una malattia ma una condizione di neurodivergenza, significa che c’è un funzionamento del cervello diverso da quello tipico, ecco perché tutti noi ci definiamo neurotipici ma in realtà non c’è un funzionamento migliore dell’altro. Dobbiamo soltanto cercare di valorizzare i punti di forza e far migliorare quelle che sono le difficoltà”.
I ragazzi dell’associazione Controvento hanno realizzato una presentazione con una serie di slide che è stata mostrata agli studenti e al pubblico presente, dove hanno illustrato con immagini e frasi i loro pensieri, le loro passioni, ma anche le loro difficoltà e peculiarità individuali. Giulia Maria Tonti ha dichiarato a l’Attacco: “Abbiamo difficoltà in certe cose che sembrano normali agli occhi degli altri, per esempio parlare con più persone oppure stare in un posto con tanti rumori. Io apprezzerei tantissimo che qualcuno, soprattutto in questa città, si dia diciamo una svegliata e capisca che siamo persone come loro”.
L’ultima parte della mattinata è stata dedicata a un'esperienza di apprendimento e condivisione in cucina, dove i ragazzi hanno avuto l'opportunità di dimostrare le loro abilità culinarie, lavorando fianco a fianco con gli studenti di cucina in un'attività di peer-tutoring. Iniziando con la preparazione della sala, i ragazzi si sono poi spostati in cucina per creare un piatto speciale, Butterfly, frutto della collaborazione tra le loro idee e l'esperienza degli chef. Il nome del piatto, scelto dai ragazzi, è una metafora dell'autismo, un invito a guardare oltre le apparenze e a scoprire la bellezza e l'unicità di ogni persona, proprio come i sapori e i colori nascosti nel piatto.
di Violeta Fidanza
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